Domani, sabato 16 maggio in Piazza Paolo VI una mattina di addestramento pratico per diffondere tra studenti e personale dell’Università le competenze fondamentali di primo soccorso in caso di arresto cardiaco
Brescia, 15 maggio 2026 – Costruire una cultura civica fondata sulla responsabilità e sulla cura degli altri, rafforzare la catena della sopravvivenza e promuovere una cultura della prevenzione sempre più consapevole. Nasce con questo obiettivo il progetto formativo “Dai due mani al cuore”, promosso dall’Università di Brescia in collaborazione con AREU, Agenzia Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia, e con le principali realtà del volontariato territoriale, pensato per diffondere tra studenti e personale dell’Università di Brescia le competenze fondamentali di primo soccorso in caso di arresto cardiaco.
Il percorso prevede una prima fase teorica in modalità digitale, seguita da una sessione pratica di addestramento, in programma sabato 16 maggio, dalle ore 9.00 alle 13.00, in Piazza Paolo VI a Brescia durante la quale i partecipanti si eserciteranno su manichini, apprenderanno l’uso del DAE e affronteranno simulazioni di emergenza. La scelta di una sede aperta e simbolica risponde alla volontà di garantire ampia visibilità pubblica e di rafforzare il legame tra Università e città. Al termine del percorso è previsto il rilascio della certificazione regionale BLSD laico, valida su tutto il territorio nazionale.
L’urgenza di iniziative come questa è confermata dai dati: in Italia si registrano ogni anno circa 60.000 arresti cardiaci improvvisi, con tassi di sopravvivenza ancora inferiori al 10%. In queste situazioni la tempestività dell’intervento è determinante, perché le prime manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) possono aumentare in modo significativo le probabilità di sopravvivenza.
«In Ateneo trascorriamo gran parte delle nostre giornate: è quindi fondamentale chiederci se siamo davvero pronti a prenderci cura gli uni degli altri anche nelle situazioni di emergenza – dichiara il Rettore prof. Francesco Castelli –. Con questa iniziativa vogliamo offrire a studenti e personale non solo competenze tecniche, ma anche una maggiore consapevolezza del valore della responsabilità civica. Formarsi al BLSD significa contribuire concretamente a rendere la comunità universitaria e il territorio più sicuri».
«Per AREU iniziative come questa rappresentano un impegno concreto nella promozione di una cultura diffusa del primo soccorso, perché contribuiscono a radicare nella comunità la capacità collettiva di rispondere con prontezza e consapevolezza alle situazioni di emergenza – aggiunge il Direttore Generale di AREU, dr. Massimo Lombardo – Formare studenti e personale universitario significa consolidare la catena della sopravvivenza e contribuire alla crescita di cittadini capaci di agire nei momenti in cui la tempestività dell’intervento può fare la differenza».


