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Arte e architettura nell’Italia fascista

Quale fu l’impatto del regime sulla libertà artistica e culturale del Paese. Se ne discute in un incontro alla Biblioteca centrale universitaria. È in programma giovedì 14 maggio alle 17. La partecipazione è libera e aperta alla cittadinanza


Un’occasione di approfondimento e confronto aperta alla cittadinanza per riflettere su uno dei nodi più complessi della storia culturale italiana del Novecento: il rapporto tra arte, architettura e potere durante il Ventennio fascista.

Esistono un’arte e un’architettura fasciste? A partire da questa domanda l’incontro propone una lettura articolata e critica dei processi di appropriazione ideologica della cultura messi in atto dal regime. Dalla definizione di politiche culturali alla costruzione di un’immagine estetica coerente con il progetto totalitario, il fascismo ha inciso sulle forme espressive e sui linguaggi artistici del tempo, lasciando tracce ancora oggi oggetto di studio e dibattito.

L’iniziativa intende esplorare come l’ideologia fascista abbia influenzato e ridefinito la vita culturale italiana, interrogandosi sulle dinamiche di adesione, negoziazione e coercizione che hanno coinvolto persone degli ambienti intellettuali e accademici ed esponenti del mondo dell’arte, dell’architettura, del cinema e dell’editoria.

L’evento è in programma giovedì 14 maggio alle 17 alla Biblioteca universitaria centrale (Trento – Via Adalberto Libera, 3). L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale, dal Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica e dalla Buc, in collaborazione con la cattedra Jean Monnet Cotpa sull’uso politico della storia nell’Europa contemporanea.
Il confronto prende spunto dal volume “Le mani sulla cultura. Adesione, negoziazione e coercizione nell’Italia fascista”, che restituisce un quadro complesso e sfaccettato delle relazioni tra potere e produzione culturale.

All’incontro intervengono Marta Nezzo dell’Università di Padova e Paolo Nicoloso dell’Università di Trieste, in dialogo con il curatore del libro Gabriele D’Ottavio, che è anche coordinatore del Centro di eccellenza Jean Monnet dell’Università di Trento, e con gli autori e le autrici Giorgio Lucaroni dell’Istituto storico italo germanico della Fondazione Bruno Kessler (Isig-Fbk), Paola Salvatori della Scuola Normale Superiore di Pisa e Cristiana Volpi dell’Università di Trento.
Maggiori informazioni sono disponibili a questo link: https://eventi.unitn.it/it/node/3386

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