Si è svolta questa mattina nell’Aula Magna del Rettorato la cerimonia di conferimento del Sigillo di Ateneo a Giuliano Amato, Presidente emerito della Corte costituzionale.
«Il profilo di studioso – ha dichiarato il Rettore Giorgio Calcagnini pronunciando la laudatio – e il lungo impegno al servizio delle istituzioni delineano un percorso che trova naturale corrispondenza nella lunga tradizione di studi giuridici dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, entro la quale il diritto costituzionale ha acquisito nel tempo un riconosciuto rilievo. Da questa eredità e dai valori che l’hanno accompagnata trae significato il conferimento del Sigillo di Ateneo al Professor Giuliano Amato, per gli alti meriti della sua attività scientifica e istituzionale».
Ricevendo il Sigillo, il Presidente Amato ha restituito la misura del suo rapporto con Uniurb. «Questo è il riconoscimento che il vecchio professore sente di più: un legame tra ciò che sono e sono stato e una delle Università che ho sempre ammirato». Un significato che risuona nel pensiero scritto in ricordo della giornata: «Sono grato all’Università di Urbino che mi conferisce oggi un prestigioso riconoscimento. La sua storia e la sua tradizione sono tali da rendere questo evento uno dei più rilevanti nella mia vicenda personale. Sono sempre ammirato dal luogo, dai luoghi, qui eccezionalmente belli e particolarmente adatti allo studio, alla ricerca, alla riflessione. Ho sempre capito, e invidiato, Carlo Bo che ha finito per dare il suo nome all’Ateneo. Ad essa auguro il futuro migliore, negli anni difficili che ci attendono».
Nel corso della lectio magistralis “A chi sono affidate le nostre democrazie” Amato ha proposto un’analisi socio-politica delle trasformazioni della democrazia contemporanea occidentale, che dalle istituzioni risale alle forme della vita civile e approda a una questione antropologica. La radicalizzazione delle opinioni individuali e il progressivo venir meno dei luoghi del confronto aprono una crisi che investe la politica, e che non può essere risolta intervenendo soltanto sulle istituzioni. «Si possono rinforzare i piani alti di un edificio le cui fondamenta si sono sbriciolate?». Da qui l’invito a ricostruire nella società luoghi di partecipazione nei quali incontrare l’altro, confrontarsi, discutere anche con la possibilità di cambiare opinione. Perché «il problema della democrazia è un problema antropologico» e chiama in causa ognuno di noi.
La seconda parte dell’evento, promosso in collaborazione con il Comune di Urbino e l’Associazione culturale “Club delle Balette”, ha presentato in anteprima il trailer di “Ho scelto il tennis. Gianni Clerici, cantore della bellezza”, documentario dedicato al tennista, giornalista e scrittore Gianni Clerici, che comprende anche una testimonianza di Giuliano Amato.
Sono intervenuti: Francesco Guazzolini, Assessore comunale al Turismo, Gianfranco Fedrigucci, Assessore comunale allo Sport; Carla Saveri, Vicepresidente del “Club delle Balette” e Vincenzo Biancalana, docente di Metodi e didattiche delle attività motorie dell’Università di Urbino.
«”Ho scelto il tennis. Gianni Clerici, il cantore della bellezza” – ha spiegato l’Assessore Francesco Guazzolini – è un progetto ideato e prodotto da Carla Saveri, scritto e diretto da Francesco Zarzana, nel quale abbiamo creduto fin dalla prima ora. Il documentario unisce sport, cultura, memoria e promozione del territorio. Il docufilm ci offre l’opportunità di valorizzare questo patrimonio con un linguaggio contemporaneo e attraverso immagini e testimonianze di grande qualità. È significativo che il racconto coinvolga città come Parigi, Roma, Mantova, Jesi e Urbino: realtà diverse, unite dalla storia e dalla cultura dello sport. Per Urbino è un’occasione importante per inserirsi in un percorso di promozione condivisa, nel quale lo sport diventa anche uno strumento per raccontare il territorio, le sue eccellenze e il suo patrimonio culturale».
Il documentario sarà proiettato integralmente nei prossimi mesi in un appuntamento rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e dell’Ateneo.

