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Uniurb guida FEMVision: 3,37 milioni di euro dall’Europa per studiare la misoginia nelle culture digitali

Si è aperto questa mattina, nella Sala del Consiglio di Palazzo Bonaventura, il kick-off meeting internazionale di FEMVision – Fighting Everyday Misogyny in Visual Online Cultures, il progetto di ricerca finanziato dal programma Horizon Europe e coordinato dall’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. I lavori proseguiranno fino a venerdì 30 ottobre.

All’incontro, aperto oggi dai saluti istituzionali del Rettore Giorgio Calcagnini, partecipano i rappresentanti delle otto organizzazioni coinvolte: Università di Urbino, IT University of Copenhagen (Danimarca), Tallinn University (Estonia), Uppsala University (Svezia), University of Siegen (Germania), University of Ljubljana (Slovenia), Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Are We Europe (Paesi Bassi). Alle due giornate di studio partecipa anche Javier Martin-Membiela, Project Officer della European Research Executive Agency (REA), l’agenzia europea che segue le attività del consorzio. Il coordinamento scientifico è affidato al Professor Giovanni Boccia Artieri, Principal Investigator del progetto.

Con un finanziamento complessivo pari a 3.370.943,13 euro, attribuito nell’ambito del programma: Horizon Europe, Cluster 2 – Culture, Creativity and Inclusive Society, FEMVision studierà la diffusione e la normalizzazione della misoginia nelle culture digitali contemporanee. L’attenzione sarà rivolta in particolare alle forme meno esplicite che attraversano immagini, meme, video, contenuti degli influencer, ironia e pratiche comunicative quotidiane.

Uno dei nuclei della ricerca riguarda infatti il modo in cui questi contenuti entrano nei processi attraverso i quali ragazze e ragazzi costruiscono identità e relazioni e orientano il proprio sguardo sulle cose e sugli altri. FEMVision vuole comprendere come le forme quotidiane di misoginia possano inserirsi in questi schemi di socializzazione e quali nessi esistano tra la normalizzazione degli stereotipi di genere e gli atteggiamenti verso i principi democratici.

«Quando parliamo di misoginia online – ha spiegato il Professor Boccia Artieri – tendiamo a pensare soprattutto agli insulti, alle minacce e alle forme più esplicite di odio contro le donne. Esiste però una dimensione meno visibile, che attraversa l’ironia, i meme, i video e le culture quotidiane delle piattaforme. Sono contenuti che possono contribuire a rendere normali stereotipi, disuguaglianze e rappresentazioni gerarchiche dei rapporti tra uomini e donne.

Con FEMVision vogliamo comprendere come questi processi funzionino, soprattutto tra le giovani generazioni, che negli ambienti digitali costruiscono una parte importante delle proprie identità e visioni del mondo. La questione è anche democratica: se l’uguaglianza di genere è uno dei principi fondamentali della democrazia, dobbiamo chiederci che cosa accade quando nelle culture quotidiane si diffondono rappresentazioni che mettono in discussione quel principio. Non vogliamo dare per scontate le risposte, ma studiare empiricamente questi fenomeni, comprenderne le dinamiche e sviluppare strumenti educativi capaci di intervenire.

In una prospettiva più generale, il finanziamento europeo e il coordinamento affidato all’Università di Urbino rappresentano un importante riconoscimento della nostra capacità di fare ricerca sulle grandi trasformazioni sociali contemporanee, costruendo reti scientifiche internazionali».

Nel corso delle due giornate il consorzio definirà obiettivi scientifici, metodi di ricerca e prime attività operative, tra cui una survey internazionale, la raccolta di dati digitali e la ricerca etnografica. Ai lavori partecipano anche rappresentanti di DEEP DIALOGUE e PROCLAIM, altri due progetti finanziati nell’ambito dello stesso topic Horizon Europe, con i quali FEMVision svilupperà forme di collaborazione e confronto scientifico.

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