La Farmacia Clinica è un ambito professionale in forte espansione nel Servizio Sanitario Nazionale, che integra la competenza farmacologico-farmaceutica nella gestione diretta del paziente attraverso attività di ottimizzazione della terapia, prevenzione e gestione delle reazioni avverse e risoluzione dei problemi farmaco-correlati. È proprio dalla crescente complessità delle terapie e dei percorsi assistenziali che nasce la necessità di una visione sempre più integrata tra università, istituzioni regionali e Servizio Sanitario Nazionale.
Venerdì 18 settembre, a partire dalle ore 9.00, nell’Aula 1 del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università di Padova (via Marzolo, 5 – Padova) si terrà “PharmAgorà Veneto”, il workshop dedicato alla mappatura e alla condivisione delle buone pratiche di Farmacia Clinica Ospedaliera e Territoriale nella Regione Veneto (programma completo qui).
L’obiettivo del workshop è conoscere, mettere a confronto e valorizzare le esperienze di Farmacia Clinica già attive in Veneto, individuando le buone pratiche e favorendo la condivisione di protocolli, strumenti e modalità di comunicazione con pazienti, medici e altri professionisti sanitari.
L’iniziativa, organizzata nell’ambito del Master in Farmacia clinico-terapeutica Ospedale-Territorio (FACTO) dell’Università di Padova, riunirà i professionisti di Aziende ULSS, Aziende Ospedaliere, IRCCS e ospedali accreditati per favorire il confronto tra le esperienze e consolidare una rete stabile di collaborazione tra accademia, istituzioni regionali e Servizio Sanitario Nazionale.
La giornata si aprirà con i saluti del prof. Stefano Moro, direttore del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università di Padova, della dott.ssa Giovanna Scroccaro, direttore della Direzione Farmaceutico, Protesica e Dispositivi Medici della Regione del Veneto e dei rappresentanti delle società scientifiche e professionali del settore farmaceutico. A seguire la prof.ssa Maria Cecilia Giron, farmacologa del Dipartimento di Scienze del Farmaco e direttrice del Master FACTO, introdurrà i lavori e presenterà gli obiettivi del workshop.
«Ogni anno vengono autorizzati circa un centinaio di nuovi farmaci – spiega Giron –. Il clinico ha competenze sempre più specialistiche su specifiche patologie, ma non può necessariamente avere una conoscenza altrettanto approfondita dell’intero patrimonio terapeutico impiegato per le diverse condizioni del paziente, né di tutte le implicazioni farmacologiche legate alle comorbidità, alla storia clinica e alle condizioni che possono insorgere nel corso della cura. È quindi fondamentale una visione complessiva della terapia farmacologica del paziente, ed è proprio questo uno dei contributi fondamentali che il farmacista clinico può offrire all’interno dell’équipe assistenziale».
In ospedale, questa competenza può tradursi non solo nell’ottimizzazione e nella personalizzazione delle terapie, ma anche nell’individuazione delle modalità di trattamento più appropriate per il singolo paziente.
«Il farmacista clinico può contribuire a valutare strategie terapeutiche e modalità di somministrazione che, garantendo efficacia e sicurezza, possano semplificare il percorso di cura e favorire l’aderenza del paziente – continua Giron –. Penso, ad esempio, quando disponibili e appropriate, all’impiego di formulazioni orali o sottocutanee che consentano di gestire alcune terapie al di fuori dell’ospedale, favorendo una maggiore prossimità delle cure. Si tratta di scelte che possono migliorare la qualità del percorso terapeutico e, allo stesso tempo, contribuire a un’organizzazione dell’assistenza più sostenibile».
È proprio in questa prospettiva che la Farmacia Clinica assume un ruolo sempre più rilevante anche nella continuità tra ospedale e territorio. Poche settimane fa l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) ha pubblicato le linee guida delle Case della Comunità, nelle quali è stato inserito anche il ruolo del farmacista.
Le Case della Comunità rappresentano un nuovo spazio nel quale il farmacista è chiamato a sviluppare un ruolo sempre più integrato nel percorso di cura.
Il passaggio dall’ospedale al domicilio rende necessario un maggiore coordinamento tra le diverse figure sanitarie che seguono il paziente: dal medico di medicina generale allo specialista, dall’infermiere al farmacista.
«Un paziente che riceve una terapia in ospedale e torna a casa deve poter continuare a essere seguito da una rete di professionisti. In questa rete – conclude Giron –, il farmacista clinico può contribuire in modo significativo alla continuità e all’appropriatezza delle cure, accompagnando il paziente nel percorso terapeutico, favorendo l’aderenza e contribuendo allo sviluppo di modelli di cura di prossimità».
Le sessioni tematiche e la tavola rotonda prevedono l’intervento di discussant esperti nel campo della farmacia clinica che, confrontandosi sulle esperienze presentate, avranno il compito di far emergere i punti di forza e le criticità di queste attività, contribuendo a individuare possibili strategie di sviluppo.
PharmAgorà Veneto si propone così come un primo momento di un percorso destinato a proseguire nel tempo insieme al Master FACTO, con l’ambizione di contribuire alla costruzione di una vera e propria cultura della farmacia clinica. Una cultura nella quale il farmacista sia sempre più parte integrante dell’équipe sanitaria e del percorso assistenziale, dall’ospedale al territorio, mettendo competenze e visione d’insieme al servizio del paziente.

