HomeAtenei NordUniv. di PadovaGli “Uffizi” di Ingegneria Industriale: apre la nuova galleria delle macchine

Gli “Uffizi” di Ingegneria Industriale: apre la nuova galleria delle macchine

Il nuovo spazio espositivo offerto con visita guidata in anteprima è un viaggio nella storia dell’ingegneria dall’Ottocento ai giorni nostri, nell’anno dei 150 anni della Scuola per Ingegneri.

Turbine, pompe e motori a combustione interna raccolti dall’Ottocento a oggi, fino a un raro esemplare di motore turbogetto Junkers Jumo 004, ricavato da un aereo caccia tedesco Messerschmitt abbattuto in Veneto durante la Seconda guerra mondiale. Sono i reperti esposti nella Galleria delle Macchine, il nuovo spazio espositivo allestito accanto al Museo di Macchine «Enrico Bernardi», in via Venezia 1, a cura del Dipartimento di Ingegneria Industriale e del Centro di Ateneo per i Musei dell’Università di Padova.

Sarà aperto per la prima volta al pubblico è venerdì 18 settembre alle 17.30 per «Dietro le quinte della nuova Galleria delle Macchine», per una visita guidata condotta dalla conservatrice del Museo Bernardi Fanny Marcon e dal direttore scientifico Alberto Benato. Si tratta di un’occasione rara, dal momento che il Museo è visitabile soltanto su appuntamento.

Per partecipare è sufficiente iscriversi a questo link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-dietro-le-quinte-della-nuova-galleria-delle-macchine-1999747466504.

«Questi oggetti, ora esposti nella Galleria delle Macchine, continuano a essere un fondamento della formazione per le studentesse e gli studenti di ingegneria – commentano Fanny Marcon e Alberto Benato, conservatrice e direttore scientifico del Museo Bernardi -. Non sono solo testimonianza di un patrimonio storico, ma rappresentano anche l’impegno costante del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Università di Padova nel mantenere viva la connessione tra passato, presente e futuro dell’ingegneria, proprio nell’anno in cui si celebrano i 150 anni dalla fondazione della Scuola di applicazione per Ingegneri».

Il percorso espositivo

La Galleria delle Macchine presenta un percorso espositivo unico nel suo genere, che rappresenta la continuità e l’evoluzione di una tradizione ormai secolare nella formazione degli ingegneri. Una storia iniziata nel 1867 con l’istituzione del Gabinetto di meccanica dell’Università di Padova, che conservava modelli didattici che permettevano di mostrare agli studenti le varie tipologie di macchine e il loro funzionamento. Tra i professori che incrementarono la raccolta ci fu Enrico Bernardi (Verona 1841, Torino 1919), professore di Macchine termiche, idrauliche e agricole alla Scuola di applicazione per Ingegneri, a cui il museo è dedicato. Diresse il Gabinetto dal 1879 al 1915, arricchendolo con i prototipi dei motori da lui ideati e costruiti nell’officina meccanica della Scuola per Ingegneri. Il Gabinetto confluì poi nell’Istituto di macchine – oggi Dipartimento di Ingegneria Industriale.

Il percorso di visita

Il percorso, che si sviluppa in sette sezioni, parte dai modelli didattici del Gabinetto di meccanica, che servivano a mostrare agli studenti le varie tipologie di macchine e il loro funzionamento. Seguono le turbine e le pompe idrauliche, con la De Pretto Escher di Schio, ancora in attività. Poi le macchine a vapore e i motori a combustione interna, dal monocilindrico di una Lambretta a quelli dell’industria automobilistica italiana. Ci sono il motore della Fiat 1100 e il Diesel del Lancia Ro, un autocarro per uso militare. Fra i motori aeronautici e a reazione, un Fiat A.50 e lo Jumo 004. Chiude l’officina meccanica allestita nel 1892 a Palazzo Cavalli, con il tornio e il trapano su cui gli studenti facevano pratica.

Padova e le prime automobili

Un capitolo speciale è dedicato alla nascita dell’automobilismo italiano, che vide Padova protagonista: nel 1894 Enrico Bernardi fondò con Giacomo Miari e Francesco Giusti del Giardino (entrambi ex studenti della Scuola di Applicazioni per Ingegneri) la Società Miari e Giusti, la prima industria automobilistica italiana.

Nonostante il carattere innovativo dell’iniziativa, la produzione rimase limitata a causa delle difficili condizioni economiche del Veneto dell’epoca, e l’attività cessò definitivamente nel 1901, dopo aver realizzato circa un centinaio di vetture. Il testimone passò intanto a Torino, dove nel 1899 un gruppo di investitori guidato da Giovanni Agnelli fondò la FIAT, destinata a diventare la più grande azienda automobilistica italiana. Lo stesso Bernardi vi fu assunto come ingegnere capo nel 1915, restando fino alla morte nel 1919. Parallelamente, nel 1906 Vincenzo Lancia – ex pilota FIAT – fondò l’omonima azienda, distinguendosi per soluzioni tecniche all’avanguardia, come la carrozzeria portante introdotta nel 1922 con la Lancia Lambda.

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