Come ogni anno a settembre riprende la programmazione degli Incontri di Vivai DiSSGeA, la rassegna proposta dal Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità come Terza Missione. La terza edizione di Vivai DiSSGeA ha come tema Terrae: un concetto multiforme, passibile di infinite rielaborazioni, evoluzioni, talvolta distorsioni. Un’idea che può ispirare le cause più nobili o infiammare drammatici conflitti. Con la guida delle discipline storiche, geografiche, antichistiche e antropologiche radicate al DiSSGeA, dialogheremo con la cittadinanza attorno a un tema che mai come ora sollecita la nostra riflessione.
«Dopo aver affrontato nel 2025 il tema Aquae, la nostra attenzione si rivolge ora alle Terrae – spiega Martina Elice, delegata alla terza missione del DiSSGeA –. Dalla Terra Madre alla vastità dei territori dove l’essere umano si è inoltrato e insediato, intessendo una molteplicità di relazioni, memorie, pratiche. Terrae che portano incisi i segni della presenza umana, della sua ricchezza culturale e della sua violenza. Terrae sfruttate, depauperate, consumate, che chiedono di essere riscoperte, protette e custodite».
«Il programma degli incontri – afferma Antonella Duso, docente di letteratura latina e coordinatrice della rassegna – rende ancora più evidente l’intento di proporre al pubblico esperienze innovative e interdisciplinari, che guardano tanto al mondo antico e alle radici storiche locali, quanto ai grandi assetti geopolitici e alle sfide ambientali più attuali».
GLI INCONTRI DI SETTEMBRE
Venerdì 18 settembre alle ore 17.00 al Museo di Geografia dell’Università di Padova in via del Santo 26 a Padova presentazione del libro “Geotessiture. I colori della Terra” con i curatori Aldino Bondesan e Maria Petriccione.
“Geotessiture” rivela le trame della superficie terrestre, in cui si ripetono figure regolari. Dune, ventagli deltizi, reticoli lagunari e meandri fluviali compongono motivi simili all’ordito di un tappeto o al disegno di un mosaico. Gli ambienti descritti, deserti, lagune, delta artici e piane alluvionali, differiscono per morfologia e per le forze che li plasmano, eppure ciascuno esprime le proprie geometrie.
Il volume esplora molti siti attraverso le variazioni cromatiche delle immagini: il rosso di un rilievo arido, il bianco di un lago salato, il verde di una foresta pluviale, il grigio-azzurro di un grande fiume boreale. Ogni tinta diventa un indizio delle dinamiche che hanno modellato la scena. Le schede procedono dall’inquadramento geografico ai processi formativi, fino alle vulnerabilità del presente e agli effetti del cambiamento climatico. Il risultato è un atlante narrativo, una guida alla lettura del paesaggio nelle sue forme e nei suoi colori, con una lente al tempo stesso artistica e scientifica.
Aldino Bondesan è professore associato di Geografia Fisica e Geomorfologia all’Università di Padova, con quasi quarant’anni di attività accademica. La sua ricerca riguarda la geomorfologia delle pianure, la morfologia glaciale, la carsologia, la geoarcheologia, le geoscienze militari e la cartografia storica. Ha preso parte a quattro spedizioni in Antartide e a oltre trenta missioni di ricerca in Europa, Asia e Africa.
Maria Petriccione è geografa e docente all’Università di Padova, specializzata in GIS e remote sensing applicati all’analisi del paesaggio e alla valutazione del rischio ambientale e bellico. Affianca alla ricerca la formazione universitaria e professionale nei Sistemi Informativi Geografici e si occupa di mappatura delle risorse, salvaguardia del territorio e divulgazione scientifica.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Mercoledì 30 settembre alle ore 17.00 al Museo di Geografia dell’Università di Padova in via del Santo 26 a Padova, Luca Beltramini affronta il tema “Quando la terra tocca le stelle. Le montagne nella poesia antica”
A partire da un’antologia di passi poetici (Petronio, Silio Italico), una riflessione sul rapporto dei Romani con le montagne, rappresentate per lo più come luoghi dello straniamento e della proporzione colossale, come regioni inaccessibili in cui le leggi della natura sembrano capovolgersi. Questa assoluta alterità, spesso proiettata in una dimensione cosmica, offre a poeti e lettori un terreno privilegiato per sperimentare il complesso intreccio di esaltazione, paura e violenta meraviglia che a partire dalla teoria retorica antica definiamo “sublime”.
Luca Beltramini è professore di Lingua e letteratura latina al DiSSGeA. Si occupa di storiografia, e in particolare di Tito Livio e dei suoi Ab urbe condita libri, di cui indaga gli aspetti narrativi e ideologici. Si è anche interessato di Lucrezio e della rappresentazione del mondo naturale nella poesia latina.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

