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Premio PhD Bologna 2026: Alma Mater e Banca di Bologna premiano le ricerche che creano valore per il territorio

5 borse di studio di 2.000 euro ciascuna per premiare le tesi dei dottorandi e delle dottorande dell’Ateneo, dedicate a progetti rilevanti per la comunità e il territorio bolognese. Ad aggiudicarsi il riconoscimento: Elisa Bruni, Elena Chiti, Pietro Drei, Mariafederica Parisi, Matteo Zauli

Nella settimana in cui Bologna celebra la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, occasione che avvicina il grande pubblico al mondo della scienza e dell’innovazione, si è svolta ieri, a Palazzo De’ Toschi, la terza edizione del Premio PhD Bologna, promosso da Banca di Bologna e Alma Mater. Il premio si inserisce nel palinsesto “Aspettando la Notte dei ricercatori e delle ricercatrici”, che nel mese di settembre ha visto molti appuntamenti dedicati alla scienza, all’innovazione e alla condivisione della conoscenza.

Con il Premio PhD Bologna, Università di Bologna e Banca di Bologna consolidano una collaborazione che mette al centro il capitale umano, la ricerca e l’innovazione, contribuendo a rafforzare il legame tra Ateneo, istituzioni, imprese e territorio e offrendo ai giovani ricercatori un’occasione concreta per condividere idee e progetti capaci di incidere positivamente sulla società.

I dottorati di ricerca (PhD, Doctor of Philosophy) rappresentano infatti il più alto livello di formazione universitaria previsto dall’ordinamento accademico italiano, successivo alla laurea magistrale e capaci di produrre nuova conoscenza attraverso l’attività di ricerca originale.

Al bando hanno aderito 70 candidature (in netta crescita rispetto alle 40 candidature pervenute nel 2025) di cui 55 ritenute ammissibili per requisiti richiesti. Le ricerche presentate hanno toccato le diverse aree disciplinari dell’Ateneo, da quella umanistica a quella scientifica, sociale, tecnologica e medica.

10 i finalisti selezionati dalla giuria composta da Enzo Mengoli, Presidente di Banca di Bologna, Maria Letizia Guerra, Delegata all’Impegno Pubblico dell’Università di Bologna, Antonio Danieli, Vice Presidente e Direttore Generale della Fondazione Golinelli e Luca Ciancabilla, Ricercatore dell’Università di Bologna e Curatore di area umanistica del Sistema Museale di Ateneo.

Nel corso della cerimonia che ha coinvolto oltre ai ricercatori, famiglie e docenti universitari, i finalisti hanno illustrato le proprie ricerche attraverso brevi pitch divulgativi. Al termine delle presentazioni, dopo un’ultima valutazione da parte della giuria, sono stati proclamati i cinque vincitori: Elisa Bruni, Elena Chiti, Pietro Drei, Mariafederica Parisi, Matteo Zauli, a cui sono state conferite 5 borse di studio, del valore di 2.000 euro ognuna, interamente sostenute da Banca di Bologna.

Alla cerimonia di premiazione hanno preso parte Marco Moscatti, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia e CEO di Sideius Srl, e Alessandro Serrani, contrattista di ricerca presso l’Università di Macerata e vincitore della precedente edizione del Premio, offrendo ai partecipanti una concreta testimonianza delle opportunità e delle sfide che accompagnano il percorso di trasferimento delle competenze e dell’innovazione dal contesto accademico al mercato del lavoro.

“Sostenere la ricerca significa riconoscere e promuovere quelle conoscenze che hanno il potenziale di tradursi in innovazione, progresso e benessere per la collettività. – ha affermato il Presidente di Banca di Bologna Enzo Mengoli – È dall’incontro tra università, imprese e territorio che nascono opportunità concrete capaci di migliorare la vita delle persone e costruire un futuro più prospero e inclusivo”.

Il Premio PHD Bologna si inserisce in un percorso più ampio attraverso il quale Banca di Bologna valorizza, da molti anni, la formazione dei giovani destinando annualmente oltre 100 borse di studio a giovani diplomati e laureati del nostro territorio.

“Il Premio PhD Bologna – ha detto la prof.ssa Maria Letizia Guerra, Delegata per l’Impegno Pubblico dell’Università di Bologna – valorizza il lavoro e il talento dei giovani ricercatori e ricercatrici che hanno concluso il più alto livello di istruzione universitaria, il dottorato. La crescita delle candidature testimonia la ricchezza e la varietà della ricerca che si svolge nel nostro Ateneo e il valore di una collaborazione, quella con Banca di Bologna, che con questo premio ha anticipato con lungimiranza una tendenza oggi riconosciuta da tutti gli attori economici e sociali, e cioè il primato della ricerca dottorale per rispondere alle sfide sempre più avvincenti della contemporaneità”.

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