HomeAtenei SudUniv. Suor Orsola BenincasaEntusiasmo, grinta, lingue e alcune soft skills per diventare guida turistica

Entusiasmo, grinta, lingue e alcune soft skills per diventare guida turistica

Incontro di orientamento alle professioni. Protagonista l’associazione ‘Terramare’

“Oggi la sfida per un giovane che si approccia alla professione di guida turistica è interpretare la città, sulla base della propria esperienza formativa, e dare un valore aggiunto, offrendo sempre una proposta di qualità”: è quanto emerso dall’incontro di orientamento alle professioni voluto dal prof. Pierluigi Leone De Castris, Presidente del Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali e Direttore della Scuola di Specializzazione in Storia dell’arte, e dalla prof.ssa Carla Pepe, Presidente del Corso di Laurea Triennale in Scienze dei Beni Culturali, assieme alla referente per il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Ufficio Job Placement, Stefania Persico. L’evento ha avuto origine dal riscontro tra gli studenti di una scarsa conoscenza delle prospettive professionali nel settore privato e nel mondo dell’associazionismo, a differenza di quelle ‘tradizionali’ che risultano essere invece ben chiare.
A incontrare le future guide, lunedì 6 maggio, le dott.sse Paola Coniglio e Nicoletta Di Blasi, fondatrici assieme a Claudia Gentile dell’associazione “Terramare” che, dal 2010, accompagna i propri soci alla scoperta del patrimonio artistico e culturale non solo nella città di Napoli, dov’è nata, ma anche fuori dalla regione e addirittura all’estero, con l’obiettivo di proporre itinerari che si distacchino dai sentieri già ampiamente conosciuti, muovendo dalla consapevolezza che “la conoscenza del bene storico-artistico sia il primo passo per la tutela e la valorizzazione dello stesso”.
“Siamo nati in un periodo in cui la professione di guida turistica era in grande espansione – racconta la dott.ssa Di Blasi – e ci siamo chieste quale valore aggiunto potevamo offrire ad una città come la nostra, che già vedeva tante associazioni avviate. La risposta è stata un lavoro di ricerca sul territorio che intercettasse le necessità del pubblico a cui ci stavamo rivolgendo, cioè persone che abitano questi luoghi, che conoscono la città e il territorio campano e che, secondo noi, avevano bisogno di una nuova o una diversa chiave di lettura”.“Un pubblico attento – continua la dott.ssa Coniglio – che vuole continuamente essere spronato alla conoscenza di nuove realtà” e che, da meno di dieci soci durante il primo anno di attività, è arrivato a contarne oggi circa 150.

D’altra parte, coglie la necessità di una città come Napoli, che ha vissuto un boom dal punto di vista turistico negli ultimi anni, e della regione, attualmente la più visitata d’Italia, di spostare gli ingenti flussi di visitatori verso luoghi meno battuti. Il periodo di attività dell’associazione va da ottobre fino all’inizio dell’estate, si cerca di diversificare l’offerta tra visite in città, programmazione di eventi come esposizioni o inaugurazioni di nuove sale nei nostri musei cittadini, visite in regione e fuori regione e viaggi.
Affinché tutto ciò si realizzi, però, a detta della dott.ssa Coniglio non basta l’abilitazione come guida turistica (diventata obbligatoria dal 2023), ma è necessario possedere “entusiasmo, grinta, ma soprattutto alcune soft skills che non riguardano la conoscenza della storia dell’arte”. Tra queste, il saper calibrare la propria offerta recependo prontamente le esigenze della platea, anche da un punto di vista comunicativo; ad esempio, nell’organizzazione di visite guidate per le scuole, di cui pure ‘Terramare’ si occupa, “è necessario approfondire il discorso in modo diverso, non rendendolo una riduzione semplicistica di ciò che diciamo agli adulti”.
Altra competenza ricercata è, ovviamente, la conoscenza delle lingue: vanno sì bene inglese, francese, spagnolo e tedesco, ma sarebbe bene allargare lo sguardo anche al cinese, al giapponese o al russo, vista la crescente affluenza di turisti dai paesi dell’est. La soddisfazione più grande? La racconta la dott.ssa Di Blasi: “i nostri soci in tanti anni ci hanno detto di aver affinato il loro occhio in termini di conoscenza del territorio, il che ha esiti interessanti per chi organizza, per chi fruisce e per chi, in un’altra occasione, girerà da solo e magari rimarrà a guardare un palazzo che prima non avrebbe mai notato”.

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