HomeAtenei SudUniv. Suor Orsola BenincasaCon Cinesob “abbiamo voluto recuperare la dimensione sociale del cinema”

Con Cinesob “abbiamo voluto recuperare la dimensione sociale del cinema”

Tra le mura del Suor Orsola Benincasa, nasce un nuovo spazio di confronto dove le luci si spengono non per isolarsi, ma per connettersi. È questo lo spirito di Cinesob, un nome che non è solo un acronimo, ma un manifesto: la fusione tra la magia del ‘Cine’ e l’identità profonda della comunità ‘Sob’. Anche il sottotitolo “Storie che emozionano ed educano” rappresenta un duplice significato: da un lato l’esperienza emotiva del cineforum, capace di coinvolgere e far riflettere; dall’altro l’occasione educativa, in grado di stimolare il pensiero critico e arricchire il percorso formativo degli studenti. A guidare questo progetto è Valentina Pacifico, rappresentante degli studenti, che ha trasformato un’esigenza istituzionale in un’opportunità di aggregazione per l’Ateneo.

Un progetto nato dall’ascolto

L’idea del cineforum affonda le radici in un dialogo costruttivo con i vertici dell’Ateneo. “Il progetto nasce da una richiesta del Direttore di Dipartimento, il prof. Enricomaria Corbi – esordisce Valentina – Durante una riunione, a luglio, ci è stata chiesta una proposta culturale dettagliata che partisse dai rappresentanti. Dopo un attento confronto interno, abbiamo individuato nel cineforum lo strumento più potente per coinvolgere il maggior numero di studenti”.

Ma Valentina e il suo team non si sono fermati alla teoria. Hanno voluto interrogare la comunità, lanciando un sondaggio che ha raccolto ben 224 risposte. I dati emersi sono una fotografia nitida del desiderio degli studenti: oltre il 52% degli studenti desiderava questa iniziativa, preferendo una cadenza mensile e un mix tra lungometraggi e corti. Le tematiche più richieste? Sociale, attualità e storia.

La selezione dei film, quindi, non è stata casuale, ma costruita come un percorso pedagogico ed emotivo. Le proiezioni, che si tengono nella suggestiva cornice dell’Aula Magna dalle 15.30 alle 18:30, seguono un filo conduttore preciso. La prima proiezione ha visto L’Attimo Fuggente: “Un classico intramontabile – spiega Valentina – che parla di libertà di pensiero e del coraggio di scegliere la propria identità, temi fondamentali per chi sta costruendo il proprio futuro professionale e umano”.

A seguire, Stelle sulla Terra (il 23 aprile): un’opera toccante che sposta il focus sulla dislessia e sulla necessità di un’educazione empatica. “Per chi si forma nel campo dell’educazione, questo film è una lezione di vita sulla valorizzazione dell’unicità”, sottolinea Valentina. Per concludere, Material Love (14 maggio): una scelta pensata per chiudere il ciclo in modo più leggero, ma non meno profondo, favorendo un clima di condivisione informale e distesa.

Il dibattito come arricchimento

Il vero valore aggiunto di Cinesob, però, inizia quando scorrono i titoli di coda. Valentina sottolinea l’importanza del momento del dibattito: “In un tempo in cui consumiamo contenuti in modo veloce e spesso solitario sui nostri smartphone, abbiamo voluto recuperare la dimensione sociale del cinema. Il cineforum è uno spazio dove le differenze non dividono, ma arricchiscono.

È un luogo dove anche chi parla meno può trovare il proprio spazio”. A guidare questi momenti di confronto ci saranno gli studenti del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione (curriculum Cinema e TV), che metteranno le proprie competenze tecniche al servizio del dialogo, aiutando i presenti a guidare la discussione e ad approfondire i temi emersi.

Per far conoscere l’iniziativa ad ogni studente, la rappresentante ha messo in campo una strategia di comunicazione a 360 gradi: oltre alle locandine affisse nelle tre sedi, è stato realizzato un video promozionale d’impatto realizzato con il supporto tecnico e creativo dei professori Fabrizio Chello e Quirino Picone.

“Essere presente nelle aule per raccontare il progetto ai miei colleghi è stata un’esperienza intensa che ha dato un volto umano a questa iniziativa”, conclude Valentina. CINESOB si preannuncia come molto più di una semplice rassegna cinematografica: è la dimostrazione che l’università può essere un laboratorio di emozioni e un cantiere di cittadinanza attiva.
Rocco Capasso

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Ateneapoli – n.6 – 2026 – Pagina da 42

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