“Meglio Ricercatori che Ricercati”
A Taranto la ricerca scientifica incontra le nuove generazioni: oltre
200 studenti nell’Aula Magna del Dipartimento Jonico di UniBa
Taranto, 14 ottobre 2026 – Oltre 200 studentesse e studenti delle scuole
superiori, insieme ai loro docenti, hanno partecipato ieri nell’Aula
Magna del Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari Aldo
Moro all’evento di public engagement “Meglio Ricercatori che Ricercati”,
una mattinata dedicata al valore della ricerca scientifica, alle scelte
formative e al dialogo tra università e giovani generazioni.
L’iniziativa, promossa nell’ambito del Patto Territoriale delle
Università Pugliesi e realizzata con il patrocinio di Apulia Film
Commission, ha favorito l’incontro tra mondo accademico, comunicazione e
scuola con l’obiettivo di avvicinare gli studenti alla ricerca
attraverso testimonianze, esperienze e linguaggi accessibili.
Ad aprire la giornata sono stati Paolo Pardolesi, direttore del
Dipartimento Jonico, Gianluigi De Gennaro, delegato del Rettore alla
Terza Missione, Antonio Felice Uricchio, professore ordinario di Diritto
tributario, e Amelia Manuti, docente di Psicologia del lavoro del
Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia e Comunicazione.
La Opening Lecture è stata affidata a Riccardo Pietrabissa, professore
di Bioingegneria presso la Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia,
che ha sottolineato il valore della ricerca di base quale motore di
innovazione e progresso sociale, ricordando come molte delle più
importanti scoperte scientifiche abbiano avuto origine da percorsi di
conoscenza privi, almeno inizialmente, di applicazioni immediate.
Grande interesse ha suscitato anche l’intervento di Fabio Mancini,
modello internazionale, scrittore e fondatore di European School
Project, introdotto da Isabella Pisano, docente di Chimica delle
fermentazioni del Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente.
Attraverso la sua esperienza personale, Mancini ha stimolato una
riflessione sul rapporto tra scelte individuali, aspirazioni e
responsabilità, aprendo un confronto diretto con gli studenti sui temi
più vicini alle nuove generazioni.
Particolarmente significativa la partecipazione degli studenti,
protagonisti di un dialogo vivace e aperto che ha messo in luce
sensibilità, domande e punti di vista differenti, confermando
l’importanza di creare occasioni di ascolto e confronto capaci di
rafforzare il senso critico e la consapevolezza dei giovani.
Al centro dell’iniziativa vi è l’idea che “non esisterebbe la ricerca
senza i ricercatori”. Il progetto, ideato e coordinato da Nicoletta
Guaragnella, professoressa associata di Biologia cellulare e applicata
del Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente, con la
collaborazione di Piero Leone, ricercatore a tempo determinato, intende
riportare l’attenzione non solo sui risultati della ricerca, ma anche
sulle persone, sulle storie e sui percorsi che rendono possibile la
produzione di nuova conoscenza.
A raccontare la propria esperienza sono stati i ricercatori Vincenzo
Angiulli, Melania Povia, Michela Maiorca, Angela Primavera, Erika
Lorusso, Benedetta Bottiglione, Francesca Altamura e Giuliano Gemmano,
offrendo agli studenti uno sguardo diretto sul lavoro scientifico, sulle
opportunità e sulle sfide che caratterizzano la professione del
ricercatore.
Il progetto “Meglio Ricercatori che Ricercati”, che vede il Dipartimento
di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente quale capofila, con la
collaborazione del Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia
e Comunicazione e del Centro di Eccellenza di Ateneo per l’Innovazione e
la Creatività, è finanziato dal Patto Territoriale delle Università
Pugliesi. L’obiettivo è rafforzare il legame tra università, scuole e
comunità locali, promuovendo la cultura della ricerca, dell’innovazione
e dell’alta formazione come strumenti di crescita e sviluppo del
territorio.
Grazie anche al patrocinio di Apulia Film Commission, l’iniziativa ha
scelto la narrazione e il confronto come strumenti privilegiati per
avvicinare le nuove generazioni al mondo della scienza, riaffermando il
ruolo di un’università aperta, inclusiva e capace di dialogare con il
territorio e con le aspettative dei giovani.

