Fino al 24 aprile Giurisprudenza ospita il Model European Parliament (MEP), una simulazione delle attività del Parlamento europeo realizzata in collaborazione con l’associazione MEP Italia. Un’iniziativa che porta tra le aule universitarie un’esperienza formativa immersiva, capace di coniugare studio teorico e pratica.
Il progetto coinvolge oltre 70 studenti iscritti a questa prima edizione, “suddivisi in commissioni che riproducono fedelmente la composizione politica del Parlamento Europeo – racconta Angela Maria Panico, membro del Consiglio dell’associazione studentesca Università degli Studenti – Ogni gruppo è chiamato a confrontarsi su temi di grande attualità, come la regolamentazione dei sistemi di intelligenza artificiale in relazione al diritto d’autore o le prospettive per costruire una pace duratura in Palestina”.
Le prime giornate sono state dedicate ai lavori di commissione: i partecipanti, nei panni di eurodeputati, hanno discusso e negoziato fino alla stesura di una proposta di risoluzione. Sono seguiti incontri tra i gruppi politici, per poi arrivare alla fase conclusiva della plenaria, momento centrale della simulazione, in cui i testi elaborati sono discussi, emendati e votati.
“Essere riusciti a portare il MEP nella nostra Università è un traguardo importantissimo, ed aver avuto oltre 70 iscritti alla prima edizione non può che essere motivo di orgoglio – afferma Panico – quest’esperienza va ben al di là del tradizionale metodo di studio universitario, basato su lezioni ed esami”. La prof.ssa Carla Masi Doria, Direttrice del Dipartimento, ha “sostenuto con entusiasmo il progetto”. Un ruolo chiave è stato riconosciuto anche a Nicola Di Costanzo, membro del Consiglio direttivo di MEP Italia e studente dello stesso Dipartimento.
Al di là dell’aspetto accademico, il MEP si distingue per il suo forte valore formativo. “Partecipare significa acquisire maggiore consapevolezza dell’identità europea, comprendere il funzionamento delle istituzioni dell’Unione e sviluppare competenze trasversali sempre più richieste nel mondo del lavoro: dal public speaking al lavoro di squadra, fino alle capacità linguistiche, soprattutto nelle sessioni internazionali”, sottolinea Panico. Il successo dell’iniziativa è testimoniato anche dalla partecipazione trasversale degli studenti, inclusi rappresentanti di diverse associazioni universitarie.
An. Bi.
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Ateneapoli – n.7 – 2026 – Pagina 20


