Per una settimana il bosco, i parchi storici e gli spazi naturali del territorio piemontese si sono trasformati in aule a cielo aperto, dove osservare, progettare, discutere e sperimentare nuovi modi di leggere il rapporto tra uomo, ambiente e tecnologia. È questa l’esperienza vissuta da venti studenti e studentesse provenienti da diversi Paesi del mondo e docenti di università di Italia, Finlandia, Svezia e Stati Uniti che hanno partecipato alla Summer School internazionale Wood Innovative Path (WIP), cofinanziata dal Politecnico di Torino e dal Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica-DISEG.
L’iniziativa, il cui acronimo WIP richiama l’idea di un percorso innovativo nel bosco, è nata con l’obiettivo di esplorare in modo interdisciplinare alcuni dei temi più attuali legati alla trasformazione sostenibile dei territori e delle comunità: biodiversità, biofilia, resilienza, tecnologia e sostenibilità.
La Summer School, terminata il 25 luglio scorso, ha visto il coinvolgimento diretto delle Residenze Reali Sabaude, con il Castello di Racconigi, e della Fondazione OpenNature, partner fondamentali nel mettere a disposizione luoghi, competenze e occasioni di confronto con il patrimonio naturale e culturale del territorio.
Durante una settimana intensa di attività, studenti e docenti hanno sperimentato un approccio didattico innovativo, basato sull’apprendimento esperienziale, sul confronto internazionale e sulla partecipazione attiva. Le attività si sono svolte prevalentemente all’aperto, trasformando i luoghi in veri e propri laboratori a cielo aperto: dai Giardini Reali al Parco del Valentino, dal Parco del Castello di Racconigi fino alla Valle Cervo. Camminare, osservare, disegnare, discutere e confrontarsi negli spazi naturali ha consentito ai partecipanti di sviluppare nuove modalità di lettura del territorio e di allenare il pensiero critico attraverso un dialogo continuo tra discipline, culture e sensibilità differenti.
Le esperienze sul campo sono quindi confluite nelle attività del laboratorio Drawing TO the Future, dove i partecipanti hanno lavorato insieme integrando linguaggi espressivi e tecnologie eterogenee. I diversi gruppi hanno realizzato elaborati e installazioni utilizzando pittura su tela, disegni ad acquerello, stampa 3D, fotografie immersive a 360 gradi, immagini acquisite da drone, realtà virtuale e aumentata, produzioni video e sistemi olografici, dimostrando come creatività, ricerca e innovazione tecnologica possano dialogare efficacemente per affrontare le sfide della contemporaneità.
Elemento centrale del percorso è stata la costruzione di una mappa drammaturgica, sviluppata con la guida di un attore professionista, che ha accompagnato studenti e docenti in una riflessione collettiva sulle esperienze vissute durante la settimana. A partire da questo processo creativo, i partecipanti hanno valorizzato le proprie competenze individuali mettendole al servizio del gruppo e dando vita a una performance finale interdisciplinare.
La restituzione conclusiva, aperta al pubblico, ha rappresentato un momento particolarmente significativo della Summer School. Attraverso immagini, narrazioni, installazioni, tecnologie immersive e performance dal vivo gli e le studenti sono riusciti a sintetizzare in modo originale ed efficace il lavoro svolto, offrendo una riflessione condivisa sui rapporti tra uomo, natura e innovazione. L’elevato livello di coinvolgimento del pubblico ha confermato il valore di un’esperienza formativa che ha saputo combinare apprendimento, ricerca, creatività e collaborazione internazionale.
Con Wood Innovative Path, il Politecnico conferma il proprio impegno nella sperimentazione di modelli didattici innovativi capaci di connettere conoscenze scientifiche, approcci umanistici e tecnologie emergenti, promuovendo una formazione sempre più orientata alla sostenibilità, alla resilienza e alla costruzione di una cultura della conoscenza aperta alle sfide globali.

