Bioingegneria “senza fili”

Ricercatori del DBMN e del DIEF presentano i “micro BOTs” wireless per il monitoraggio cerebrale profondo

Unimore protagonista della ricerca internazionale nel campo delle neurotecnologie grazie a uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances, realizzato in collaborazione con l’Università di Glasgow e finanziato dalla Commissione Europea. I ricercatori dei Dipartimenti di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze e di Ingegneria Enzo Ferrari hanno sviluppato innovativi dispositivi elettronici bio-integrati per il monitoraggio e la cura del cervello. La tecnologia potrà aprire nuove prospettive nella diagnosi e nel trattamento di malattie neurodegenerative come epilessia e Parkinson, attraverso dispositivi impiantabili sempre più sicuri e minimamente invasivi.

Unimore segna un importante progresso nel campo delle neurotecnologie con la pubblicazione di uno studio che getta le basi per nuovi dispositivi terapeutici per la cura del cervello.

L’articolo, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Science Advancespresenta i risultati di una collaborazione principalmente fra Unimore, frutto della sinergia tra il Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze e il Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari, e l’Università di Glasgow, finanziata dalla Commissione Europea (www.crossbrain.eu). 

I team di ricercatori hanno dimostrato lo sviluppo di dispositivi elettronici bio-integrati in grado di operare in banda ultra-larga (3-4 GHz), consentendo la telemetria wireless ad alta fedeltà all’interno dei tessuti cerebrali. Questa tecnologia supera le limitazioni delle attuali interfacce neurali, aprendo la strada a dispositivi impiantabili più sicuri per il trattamento delle patologie neurodegenerative, quali il Parkinson, e per il monitoraggio clinico dell’epilessia.

E’ un traguardo tecnologico significativo – dice il prof. Michele Giugliano del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, codirettore dello studio – che evidenzia l’eccellenza del nostro nuovo Master in Bioingegneria per l’Innovazione in Medicina, avviato a UNIMORE nel 2024“.

La progettazione dei micro BOTs – sottolinea il Prof. Luca Selmi del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari coautore dello studio – esemplifica molto efficacemente l’obiettivo principale della Bioingegneria modenese, resa possibile dalla stretta collaborazione interdipartimentale: coniugare strumenti e linguaggio quantitativo della bioingegneria con le pressanti necessità della pratica clinica e medica.

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