Sono 1.629 i candidati e le candidate iscritti/e al test di ammissione ai corsi di laurea delle Professioni sanitarie dell’Università di Brescia per l’anno accademico 2026/2027. La prova di ammissione è in programma mercoledì 16 settembre al Brixia Forum di via Caprera 5 a Brescia.
Tra i dati più significativi alla chiusura delle iscrizioni spicca quello del corso di laurea in Infermieristica, le cui domande in prima scelta salgono a 387, rispetto alle 293 dello scorso anno, con un incremento di oltre il 30%. Considerando anche le seconde scelte, i numeri lasciano prevedere concrete possibilità di copertura dei posti disponibili, invertendo la tendenza registrata negli ultimi anni: per il 2026/2027 il corso dispone complessivamente di 403 posti.
Il risultato conferma una rinnovata attenzione verso la professione infermieristica e premia l’impegno dell’Ateneo bresciano nel rafforzarne l’attrattività, anche grazie alla riduzione del 25% del contributo onnicomprensivo introdotta per gli studenti e le studentesse di Infermieristica: una misura pensata per favorire l’accesso al corso e contribuire alla formazione dei professionisti richiesti dal sistema sanitario.
Resta molto elevato anche l’interesse verso gli altri corsi di laurea delle Professioni sanitarie: tra le prime scelte si contano 691 domande per Fisioterapia, a fronte di 105 posti disponibili, 106 per Igiene dentale (18 posti), 91 per Ostetricia (27 posti), 90 per Dietistica (15 posti) e 81 per Tecniche di radiologia medica (27 posti). Dati che confermano l’attrattività dell’offerta formativa sanitaria dell’Università di Brescia e il ruolo dell’Ateneo nella formazione di professionisti qualificati, indispensabili per rispondere ai bisogni di salute della popolazione e alle esigenze del territorio.
«I dati registrati quest’anno – commenta il Rettore Prof. Francesco Castelli – rappresentano un segnale molto positivo per l’intero sistema delle professioni sanitarie. In particolare, la crescita delle candidature a Infermieristica indica una rinnovata attrattività di una professione fondamentale per la qualità dell’assistenza e per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Come Ateneo abbiamo investito nell’ampliamento dei posti disponibili e in misure concrete di sostegno agli studenti e alle loro famiglie. Vedere crescere l’interesse dei giovani verso questo percorso significa contribuire, insieme alle istituzioni sanitarie del territorio, alla formazione dei professionisti di cui il Paese ha sempre più bisogno».

