Si è tenuta dal 10 al 12 maggio a Roma Tor Vergata la tre giorni del General Meeting di Universeh 2026, alleanza europea legata al tema Spazio.
Fondata nel 2020, Universeh si basa sulla forte idea che lo spazio non è solo una frontiera della scienza e della tecnologia, ma anche una lente che consente di comprendere il nostro pianeta, le nostre società e il nostro futuro condiviso. Da allora è diventata una delle collaborazioni più ambiziose nell’ambito dell’istruzione superiore europea.
L’università di Roma Tor Vergata si è unita al progetto nel 2022 riconoscendo in questa alleanza un’opportunità unica per estendere la sua forte tradizione nella ricerca spaziale in una vera dimensione educativa europea. In questo senso il nostro Ateneo contribuisce direttamente alla creazione di un autentico spazio europeo dell’istruzione superiore fondato su valori condivisi, eccellenza e inclusione. Al di là della mobilità, questa alleanza mira a ripensare l’istruzione superiore stessa.
Nell’evento romano che ha visto ricercatori internazionali confrontarsi su progetti, prospettive future, stato dell’arte della propria ricerca accademica, si è dato spazio – è il caso di dirlo – a molti temi anche distanti tra loro che tutta via hanno lo Spazio con tue le sue accezioni tecnologiche e di ricerca in comune: fisiologia, meteorogia astronomica, astronauti, agenzie spaziali, politiche europee, ecc ecc
La sessione di apertura del General Meeting che ha annoverato importanti ospiti, è stata moderata da Mirka Zago, professoressa ordinaria di Fisiologia e coordinatrice di Universeh 2.0 per l’università di Roma Tor Vergata. Ad aprire i saluti il rettore dell’università di Roma Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron, con il benvenuto all’assemblea composta dai delegati delle università di diversi paesi europei. “È un onore per noi che la nostra università ospiti questa assemblea generale. È la prima volta che la Universeh Alliance si riunisce a Roma. Ringrazio di cuore tutti i partner che hanno reso possibile questo evento e tutti voi che avete viaggiato da Tolosa, Düsseldorf, Lussemburgo, Cracovia, Luleå, Namur, per essere qui, numerosi”.
“Il progetto rappresenta un processo di trasformazione in cui le università agiscono come incubatori di innovazione, creando nuova conoscenza, nuovi modelli educativi e nuovi modi di pensare. Per questo motivo siamo orgogliosi di far parte di Universeh 2.0: l’alleanza è strategicamente importante per il nostro Ateneo, ampliando in modo significativo le opportunità internazionali e rendendo gli scambi tra studenti, ricercatori e personale sempre più dinamici” ha aggiunto il rettore.
“Insieme, la ricerca e l’istruzione presso Tor Vergata contribuiscono a sviluppare le competenze, le conoscenze e le idee che daranno forma al futuro del settore spaziale in cui viviamo in tempi difficili e la conoscenza ha un ruolo fondamentale da svolgere nell’affrontare queste sfide. Le alleanze europee non contribuiscono soltanto alla costruzione di un’idea europea condivisa. Costruiscono ponti, favoriscono il dialogo e aiutano le generazioni future a sviluppare la consapevolezza di essere cittadini di un mondo senza confini”. Il rettore ha sottilineato ulteriori iniziative organizzate di recente come Tor Vergata nello Spazio, “hanno messo in luce l’ampiezza della nostra competenza multidisciplinare, dall’ingegneria e dalla fisica alle scienze della vita, all’intelligenza artificiale, all’economia e al diritto, evidenziando tanto l’eccellenza scientifica quanto il nostro impegno nell’affrontare le sfide del settore spaziale”.
Presente ai saluti istituzionali anche Svetlana Celli Presidente dell’Assemblea Capitolina che in rappresentanza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha salutato i partecipanti. “Roma è da sempre un luogo di incontro tra persone tra culture e tra idee. È una città che può contare sul patrimonio straordinario di università, centri di ricerca, istituzioni accademiche, eccellenze riconosciute a livello nazionale e internazionale. Tra queste l’Università di Roma Tor Vergata rappresenta un punto di riferimento per la qualità della sua attività scientifica e formativa. Siamo quindi particolarmente orgogliosi che il general meeting di Universeh si svolga quest’anno a Roma e soprattutto in questa sede.
Come Roma Capitale consideriamo questo incontro un’opportunità preziosa in cui si incarnano i valori più autentici del progetto europeo cooperazione, apertura, condivisione delle conoscenze e costruzioni di relazioni tra istituzioni, territori e persone. È dall’incontro tra esperti tra saperi diversi che nascono innovazione, crescita e nuove opportunità. Cultura, ricerca e innovazione sono dunque gli strumenti fondamentali per il futuro dell’Europa. Un saluto speciale va alle studentesse e agli studenti presenti. Siete voi il cuore pulsante di questo percorso e i protagonisti dell’Europa di domani”.
A seguire, gli interventi di Michael Toplis, rettore dell’Università di Tolosa, ateneo coordinatore dell’Alleanza, che ha sottolineato la forza del progetto nel contesto europeo, e di due voci che hanno offerto sguardi istituzionali complementari: Vito Borrelli, della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, ha inquadrato l’evoluzione, anche strutturale, del percorso delle alleanze europee e le prospettive future e Lavinia Monti, dirigente dell’Ufficio II – Internazionalizzazione della formazione superiore del MUR, che dopo un’ampia panoramica sulle alleanze ha approfondito il lavoro articolato svolto per European Label e European Degree. Importanti contributi sono venuti anche da Simonetta di Pippo (SDA Bocconi) e Raffaele Votta (ASI).
La prima sessione plenaria, intitolata “Preparing for the Next Space Age: Human Challenges, Education and Innovation”, moderata da Bianca Sulpasso, delegata del rettore all’Internazionalizzazione, ha rappresentato una chiave d’accesso alle tre giornate di lavoro, tracciando un arco tematico che ha collegato tre prospettive complementari. L’intervento di Myrka Zago ha ricordato come la dimensione umana dell’esplorazione spaziale: da sempre ricercatrice dell’aspetto fisiologico della permanenza nello spazio dell’uomo, la sua guida del Centro di Biomedicina spaziale di Tor Vergata è un importante elemento che ne caratterizza la ricerca decennale. Suoi i progetti legati a microgravità, poi sperimentati dagli astronauti sia nello Space Shuttle sia nella Stazione Spaziale Internazionale, soprattutto riguardo i meccanismi straordinari con cui il cervello adatta il riferimento gravitazionale terrestre all’ambiente spaziale, permettendo l’adattamento dell’intero corpo umano appena arriva in orbita.
Il professor Emmanuel Zenou, coordinatore dell’alleanza UNIVERSEH e docente all’ISAE-SUPAERO di Tolosa, ha sintetizzato l’architettura dell’alleanza, le sue origini e le sfide immediate e future, aprendo la riflessione sulla direzione concreta da imprimere ai prossimi passi. L’intervento conclusivo, del prorettore al Trasferimento Tecnologico dell’Ateneo di Roma Tor Vergata, Renato Baciocchi, ha spostato l’attenzione su come la trasformazione prodotta dall’università possa raggiungere la società, illustrando ai partner le strategie adottate dall’ateneo romano e sottolineando come, ancor più in ambito spaziale, il trasferimento tecnologico implichi la costruzione di un intero ecosistema dell’innovazione. I tre interventi hanno composto insieme un percorso che riflette, in qualche misura, l’alleanza stessa Universeh.
Nell’intero evento, che ha coinvolto sia le strutture dell’università di Roma Tor Vergata, con la Macroarea di Ingegneria e gli spazi istituzionali del Rettorato, sia i grandi enti di ricerca spaziale come l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la sede italiana dell’Agenzia Spaziale Europea, ESA-ESRIN, a Frascati, si sono tenute sessioni plenarie, tavole rotonde e riunioni di lavoro che hanno coinvolto ricercatori, docenti e studenti.
Ad evidenziare il carattere interdisciplinare di Universeh, anche l’attenzione per gli aspetti di ambito umanistico: il gruppo di lavoro delle Humanities ha realizzato un workshop dedicato ai linguaggi dello spazio nella prospettiva delle diverse discipline. Il workshop, curato da Bianca Sulpasso e Gianluca Fiocco, è stato realizzato in collaborazione con i partner Vincent Simoulin e Yulia Akhmadulina. Rilevante in queste giornate lo spazio dedicato al confronto con gli stakeholders (Bridge to Orbit I e II), al progetto Erasmus Mundus, e da evidenziare la partecipazione attiva di studentesse e studenti.
Il calendario è stato arricchito da tre keynote speaker di eccellenza: Giovanni Petri (Northeastern University London), con la lezione “The Cost of Sharing: From Topological Multitasking Limits to Semantic Horizons”; Floris L. Wuyts (University of Antwerp), con “Brains in Space and Space in the Brain”; e l’astronauta Paolo Nespoli, con “Beyond Earth, for Earth”.
Quest’ultimo, astronauta ESA, si è soffermato sui maggiori programmi spaziali e ha puntato l’attenzione sull’Astronave Terra: dalla corsa allo spazio negli anni Cinquanta e Sessanta all’allunaggio nel 1969, previsto (annunciato) nel 1962 dall’allora presidente USA John F. Kennedy. E ancora il riferimento all’attuale programma Artemis di riavvicinamento alla Luna, programma NASA con la collaborazione delle maggiori agenzie spaziali mondiali tra cui ESA e ASI.
Ma anche il ricordo della vita nella ISS International Space Station su cui Nespoli ha trascorso oltre 300 giorni con l’ultima delle 3 missioni a cui ha partecipato nel 2007, 2010 e 2017, la missione Vita, in orbita intorno alla Terra a 400km di distanza. Un intervento appassionante in cui il concetto di cooperazione è emerso in maniera potente, concetto che deve spesso fronteggiare la competizione che in ambito spaziale è molto presente. Alla fine Paolo Nespoli si è intrattenuto generosamente con i partecipanti al meeting non sottraendosi a numerosi selfie sempre indossando giacca ‘da astronauta’ con il patch della missione Vita.
Ma il messaggio che ha lasciato ai partecipanti del convegno romano di Universeh e a chi lo ha seguito nelle sue missioni è stato ed è assai chiaro: “We have one Earth. Take care of this Planet”.
a cura dell’Ufficio Stampa di Ateneo

