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AKESINES, l’archeologia diventa motore di sviluppo per la Valle dell’Alcantara

Sotto il vulcano, tra le colline di Castiglione di Sicilia, al confine con Randazzo, la terra sta restituendo a poco a poco la voce di un’antica officina. Nel sito archeologico di Acquafredda/Imbischi riaffiora un importante quartiere artigianale di età greca, attivo tra il IV e il III secolo a.C.: lo riportano alla luce le indagini dell’Università di Catania e della Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Catania, coordinate dalla prof.ssa Eleonora Pappalardo, docente di Archeologia classica del Dipartimento di Scienze della Formazione (DiSFor) e presidente del corso di laurea magistrale in Progettazione del turismo sostenibile culturale e naturalistico, e dalla dott.ssa Angela Merendino. Una fornace e gli ambienti destinati alla lavorazione della ceramica, in special modo di anfore vinarie, ribattezzati «l’officina del vasaio», offrono nuove testimonianze sull’organizzazione economica e produttiva della Sicilia antica e permettono di sperimentare, come ha rilevato la dottoressa Merendino, anche nuove metodologie di ricerca archeologica.

Dal 23 al 25 ottobre l’area è stata il cuore di AKESINES – Le Settimane dei Beni archeologici della Valle dell’Alcantara, iniziativa dedicata alla ricerca scientifica, alla divulgazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale del territorio che si ispira proprio all’antico nome del fiume. Tre giorni in cui scuole, studiosi e cittadini si sono ritrovati tra visite allo scavo, laboratori didattici e momenti di confronto scientifico. A rendere possibile tutto questo, una rete virtuosa che tiene insieme ricerca, tutela, istituzioni, amministrazione locale e mondo produttivo: l’Università, la Soprintendenza, il Comune di Castiglione di Sicilia e Cantine Firriato, con il patrocinio oneroso della Regione Siciliana – Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana.

«Questa è un’operazione di ricerca sul campo, che nasce dal rapporto con il territorio e porta la riflessione scientifica dentro le sue dinamiche – ha osservato la prorettrice Lina Scalisi, introducendo la conferenza stampa di bilancio sull’iniziativa che si è tenuta questa mattina al Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane dell’Università -. Non è un’operazione scontata: spesso ci si scontra con gli ostacoli della pubblica amministrazione e con la scarsità di risorse. In questo caso, però, la sinergia funziona e permette di valorizzare il sapere, portando la ricerca fuori dalle aule universitarie e mettendo a terra un progetto che genera non solo valore economico e culturale, ma anche valore pubblico e consapevolezza». «Negli ultimi anni stiamo cercando di restituire alla cultura lo spazio che merita – ha sottolineato il capo di gabinetto dell’assessorato regionale, Gaetano Alberto Cardillo –, ad esempio aumentando i fondi destinati agli scavi archeologici da mezzo milione fino a 5 milioni di euro e facendo leva su una legislazione consolidata e lungimirante. Ora stiamo lavorando per portare a regime il partenariato pubblico-privato: anche grazie a esempi come questo, il turismo archeologico può diventare un vettore economico strategico per il territorio, accanto a quello vitivinicolo».

Entusiasta il sindaco di Castiglione di Sicilia, Concetto Stagnitti, che ha ricordato il recente rinnovo della convenzione tra il Comune della Valle dell’Alcantara e l’Università di Catania. «Dobbiamo imparare a guardare oltre i confini comunali – ha esortato – e a coinvolgere i più giovani, come abbiamo fatto in questa occasione con gli alunni delle elementari, perché conoscano e imparino ad amare la storia del paese in cui vivono». Sulla stessa linea Salvatore Di Gaetano, rappresentante delle Cantine Firriato: «Per la nostra azienda – ha scritto – questa operazione genera valore per il presente e per il futuro. Il vino non è soltanto un prodotto, ma il frutto di una storia millenaria che si tramanda nel tempo. I ritrovamenti ci permettono di dire che questa storia era già presente sui terreni di nostra proprietà 400 anni prima di Cristo. L’obiettivo può essere quello di costruire esperienze integrate che uniscano la fruizione del paesaggio e la cultura del vino». Il legame tra le antiche produzioni ceramiche, il paesaggio dell’Alcantara e la tradizione vitivinicola contemporanea offre infatti l’opportunità di sviluppare itinerari tematici capaci di connettere patrimonio archeologico, identità locale e attività produttive, contribuendo alla costruzione di un’offerta turistica culturale integrata.

Il soprintendente ai Beni culturali e ambientali di Catania, Maurizio Auteri, ha ringraziato il Comune e l’azienda per il sostegno offerto durante la campagna di scavi, ricordando come l’archeologia non serva soltanto a conoscere il passato, ma anche a rafforzare il senso di appartenenza e di identità. «Superare le barriere, fare rete, avviare un percorso comune – ha affermato – significa, in questo settore, favorire la consapevolezza del valore dei luoghi e la trasmissione del patrimonio: la vera grande eredità da consegnare alle generazioni future».

Un video proiettato sul maxischermo ha poi permesso di fare un recap delle attività condotte venerdì e sabato scorsi nell’ambito dell’iniziativa. Di particolare rilievo è stato l’Open Day di venerdì 23 ottobre, che ha portato sul sito archeologico gli alunni della scuola primaria dell’Istituto comprensivo Santo Calì, accompagnati dai docenti e dalla dirigente scolastica, prof.ssa Rita Pagano. I bambini hanno potuto conoscere da vicino lo scavo e il lavoro degli archeologi, poi hanno sperimentato in prima persona le fasi della produzione ceramica. Un’esperienza pratica e condivisa, che li ha avvicinati ai gesti, alle tecniche e ai saperi degli antichi artigiani e ha fatto scoprire loro il valore della ricerca archeologica e del patrimonio del proprio territorio. Sabato 24 ottobre, inoltre, la Sala Consiliare di Castiglione di Sicilia ha ospitato una giornata di studi sulla storia archeologica della Valle dell’Alcantara, sul rapporto tra uomo e ambiente, sulla produzione ceramica e sulle nuove tecnologie applicate alla ricerca e alla fruizione del patrimonio culturale. Un momento di confronto tra studiosi, istituzioni e operatori, per condividere i risultati delle ricerche e discutere prospettive e strategie di valorizzazione del patrimonio archeologico.

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