Sono 3.699 le persone coinvolte finora dall’Università del Salento nel progetto SAFI3: 1.666 nei percorsi di formazione e orientamento, 2.033 nelle attività di internazionalizzazione. Oltre tre quarti dei partecipanti – 2.808 – sono donne. L’acronimo SAFI3 sta per “Sinergie per orientare e promuovere un’Alta Formazione Innovativa, Interdisciplinare, Internazionale” ed è un progetto finanziato dal PNRR (Missione 4, Componente 1, Investimento 3.4 sul rafforzamento delle Scuole Universitarie Superiori) nell’ambito del Next Generation EU, per un valore complessivo di poco meno di 16 milioni di euro.
Il progetto riunisce quattro Scuole Superiori del Mezzogiorno – il Gran Sasso Science Institute, capofila, la Scuola Superiore di Catania, la Scuola Superiore Meridionale di Napoli e l’ISUFI dell’Università del Salento: per l’Ateneo salentino l’ISUFI è il centro di coordinamento e regia dell’intero programma.
Nell’ambito di SAFI3, sul fronte della didattica, l’Università del Salento ha messo in campo oltre quaranta attività, articolate nei tre ambiti tematici del progetto: transizione digitale, cultura e inclusione, salute, benessere e ambiente. Il catalogo conta dieci winter school, sei summer school, sette corsi di perfezionamento, quattro master di secondo livello e tre di primo, tre percorsi dottorali internazionali, una clinica legale e cicli seminariali, oltre alle giornate di orientamento rivolte agli studenti e alle studentesse delle scuole superiori. Sono stati coinvolti i Dipartimenti, dalle scienze giuridiche all’economia, dai beni culturali alle scienze umane, dalla fisica alle scienze biologiche e ambientali. La spesa per la formazione e la promozione dell’offerta formativa ha superato i 957 mila euro.
Sull’internazionalizzazione si è concentrato il numero più alto di partecipanti, ovvero 2.033. Il programma di visiting professor ha portato a Lecce 21 corsi tenuti da docenti provenienti da atenei di undici Paesi tra Europa, Americhe e Asia: dalla Complutense di Madrid a Heidelberg, da Groningen e Delft alla University of North Carolina, dalle università brasiliane di San Paolo e Rio de Janeiro fino a Tashkent e Istanbul. In direzione opposta, il programma di mobilità in uscita ha finanziato 35 missioni di docenti, ricercatori e ricercatrici dell’Ateneo verso Paesi di quattro continenti, dal Belgio al Giappone, dall’Argentina all’Australia, dalla Cina all’Albania.
A sostenere studenti e studentesse, il bando “UniSalentoForSAFI3” con 62 borse di mobilità in Italia e all’estero; la spesa per le borse ha sfiorato i 660 mila euro. Alla promozione internazionale dell’offerta l’Ateneo ha dedicato eventi e fiere in Tunisia, Cina (China Education Expo di Guangzhou) e Brasile (Study in Europe Road Show tra Rio de Janeiro e Brasília).
Non solo. Il progetto SAFI3 lascia sul territorio un’infrastruttura permanente: undici nuovi laboratori interdisciplinari, dalla fisica delle energie rinnovabili alla fisica medica, dalla diagnostica dei materiali archeologici ai sensori chimici, fino ai laboratori per la transizione digitale e per il benessere, con un investimento previsto di oltre 1,87 milioni di euro.
«SAFI3 dimostra che il Mezzogiorno può essere un motore di alta formazione e non solo un destinatario di politiche – dichiara la rettrice Maria Antonietta Aiello -. I numeri raccontano un Ateneo che apre le sue aule al mondo e porta i suoi docenti a insegnare e fare ricerca in decine di università straniere. Ma il dato che ci interessa di più è un altro: l’investimento in laboratori e competenze resterà a beneficio del territorio ben oltre la durata del progetto».
«Abbiamo costruito una scuola diffusa che tiene insieme studenti e studentesse delle superiori, universitari, dottorandi, professionisti e cittadini – spiega la professoressa Francesca Imperiale, responsabile scientifica di SAFI3 per l’Università del Salento -. La forza del progetto sta nell’interdisciplinarità e nella dimensione internazionale: visiting professor in arrivo da undici Paesi, nostri docenti in mobilità su quattro continenti, e una partecipazione femminile che supera i tre quarti del totale».

