Mercoledì 20 maggio 2026 ore 17.00 – “Honeyland – Il regno delle api”
Bari – Sala Aldo Moro, Dipartimento di Giurisprudenza Piazza Cesare Battisti n.1 – Università degli Studi di Bari Aldo Moro
In occasione della Giornata mondiale delle api, il Centro di Eccellenza di Ateneo per la Sostenibilità (CEAS) dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, in collaborazione con la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), promuove un’iniziativa di sensibilizzazione sui temi ambientali attraverso il linguaggio del cinema. L’evento si inserisce nel calendario ufficiale del Festival dello Sviluppo Sostenibile.
Mercoledì 20 maggio 2026, alle ore 17.00, presso l’Aula Aldo Moro del Dipartimento di Giurisprudenza (Piazza Cesare Battisti, 1 – Bari), si terrà la proiezione del documentario “Honeyland – Il regno delle api” (Medena zemja, 2019), diretto da Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov. Il film, pluripremiato al Sundance Film Festival e candidato a due Premi Oscar, racconta una storia intensa e simbolica sul fragile equilibrio tra attività umane e tutela degli ecosistemi. Ad aprire l’incontro saranno gli interventi di Francesco Gentile, Delegato del Rettore alla Sostenibilità, e di Angela Saponari, docente di Storia del cinema (DAMS, UniBa).
Dopo la proiezione, l’intervento dell’entomologo Eustachio Tarasco offrirà spunti di approfondimento e darà avvio al dibattito con il pubblico.
L’iniziativa inaugura un ciclo di proiezioni tematiche promosso dal CEAS, con l’obiettivo di stimolare una riflessione critica e partecipata sulle sfide ambientali contemporanee.
Sinossi (dal sito stefilm.it)
Hatidze, ultima guardiana delle api selvatiche, vive con l’anziana madre in un remoto villaggio della Macedonia del Nord, in armonia con la natura. Seguendo una semplice regola: prendere solo metà del miele e lasciarne sempre metà alle api. L’arrivo di una famiglia nomade, con le sue necessità e il suo impatto sull’ambiente, metterà però a rischio questo delicato equilibrio.
Note di regia (dal sito stefilm.it)
La storia di Honeyland affonda le sue radici in un tempo ancestrale, ma prende forma attraverso le vite delle ultime due abitanti rimaste in quel territorio: Hatidze e sua madre Nazife. Come un’ape operaia che dedica la vita alla cura dell’alveare, Hatidze si prende cura della madre, cieca e immobilizzata, in un paesaggio sospeso, isolato, eppure sorprendentemente vicino alla modernità. Girato in un contesto linguistico particolare — un antico dialetto turco — il film privilegia una narrazione visiva ed emotiva, in cui gesti, relazioni ed espressioni sostituiscono le parole. Ne emerge un racconto potente e universale, capace di avvicinare lo spettatore alla natura e di ricordare come l’essere umano non sia che una delle tante specie, tutte ugualmente esposte agli effetti delle proprie azioni.


