Dal 17 al 19 giugno 2026 presso il Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro si terrà la Summer School internazionale “Biologia sintetica microbica”.
Ooltre 55 studenti, ricercatori e professionisti provenienti da diversi Paesi europei si incontreranno per approfondire le nuove frontiere delle biotecnologie, dall’editing genomico al bio-upcycling delle plastiche, nell’ambito della “Microbial Synthetic Biology Summer School – Tools, Pathways, and Applications for a Sustainable Future and Plastic Upcycling”, appuntamento internazionale dedicato alle più avanzate applicazioni della biologia sintetica microbica e alle sue ricadute in ambito ambientale, medico e industriale.
L’iniziativa è organizzata nell’ambito del progetto europeo Twinn4MicroUP, finanziato dal programma Horizon Europe, che mira a rafforzare l’eccellenza scientifica e le collaborazioni internazionali nel campo della biologia sintetica microbica, con particolare attenzione allo sviluppo di soluzioni innovative per il bio-upcycling delle plastiche e per la bioeconomia sostenibile.
La Summer School riunirà 55 partecipanti tra studenti, ricercatori e professionisti europei, confermando la crescente attrattività internazionale dell’Ateneo barese. Per tre giorni il capoluogo pugliese sarà un punto di riferimento per il confronto sulle nuove frontiere delle biotecnologie, con un programma che integra lezioni specialistiche, sessioni interattive e attività di networking.
Interverranno relatori di primo piano provenienti da università e centri di ricerca internazionali, tra cui Nick Wierckx (Forschungszentrum Jülich), Tilmann Weber e Enrico Orsi (Technical University of Denmark – BRIGHT), Evgeniya Yuzbasheva (Both Strands Ltd), Tigran Yuzbashev (Rothamsted Research), Charles Boone (Università di Toronto), Emiliano Altamura e Paola Albanese (Università di Bari).
Il programma offrirà una panoramica aggiornata della biologia sintetica microbica: ingegneria microbica e applicazioni dalla medicina all’agricoltura sostenibile, strategie di cattura del carbonio, tecnologie CRISPR e sistemi genetici avanzati per lo sviluppo di nuovi ceppi. Saranno approfonditi editing genomico multiplex e nuove nucleasi, oltre alla riprogrammazione metabolica tramite bypass, selezione accoppiata alla crescita e approcci supportati dal machine learning.
Tra i temi più innovativi figurano genome mining, bioinformatica per la scoperta di cluster biosintetici, sintesi di genomi in lievito e studio delle interazioni genetiche. Ampio spazio sarà dedicato anche alle cellule artificiali, con approcci “top-down” e “bottom-up”.
Di particolare interesse il caso studio su degradazione delle plastiche e bio-upcycling, come esempio concreto di bioeconomia circolare: processi chemo-enzimatici e conversioni microbiche permettono di trasformare rifiuti plastici in nuove materie prime ad alto valore aggiunto.
L’organizzazione scientifica è affidata a Gennaro Agrimi, Eugenia Messina e Silvia D’Eusebio (Università di Bari), insieme a Jasmina Nikodinovic-Runic (IMGGE, Belgrado) e Christina Ferousi (NTUA, Atene).
La Summer School mira a promuovere la collaborazione interdisciplinare e a fornire strumenti teorici e pratici per affrontare le sfide della biotecnologia del futuro, contribuendo alla formazione di professionisti capaci di coniugare innovazione, sostenibilità e sviluppo in un settore strategico per la transizione ecologica.

