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Graduation day, prolusione rettrice Aiello

PROLUSIONE DELLA RETTRICE — GRADUATION DAY 2026
Lecce, piazza Sant’Oronzo, 3 luglio 2026

Care laureate, cari laureati,

l’emozione del corteo accademico che vi ha accompagnati fin qui segna un momento di passaggio fondamentale per la vostra vita e per la nostra istituzione. Oggi vi accoglie la piazza più importante di Lecce, il luogo in cui questa città si riconosce, si incontra, si racconta.

Aver unito in questo luogo la comunità accademica, le massime Autorità del territorio e le vostre famiglie, è la testimonianza più autentica dell’orgoglio che il nostro Ateneo nutre per il vostro traguardo.

Un Graduation Day non attesta un titolo ma riconosce un percorso di profonda trasformazione intellettuale e personale. E un percorso non è mai una linea retta: lungo il cammino ci sono stati gli esami che hanno richiesto più coraggio, le lunghe ore di applicazione e di concentrazione sottratte al tempo libero, le tesi ridiscusse e limate fino all’ultima notte, i dubbi inevitabili sulla scelta della strada. C’è chi tra voi ha studiato lavorando, chi ha scelto di investire su Lecce arrivando da lontano, chi è la prima o il primo nella propria storia familiare a indossare questa toga. Ognuna e ognuno di voi sa esattamente quale sia stato il costo personale di questo traguardo. Oggi quel costo si converte in valore non solo per voi ma per l’intera comunità.

Permettetemi di rivolgere una parola di sincera gratitudine a chi oggi non indossa la toga, ma ha condiviso e incoraggiato ogni passo verso questo obiettivo: i vostri genitori, le vostre famiglie, le persone che vi hanno sostenuto, i docenti e il personale dell’Ateneo che vi hanno accompagnato. I traguardi più ambiziosi non si raggiungono mai da soli. A tutti loro va il nostro grazie.

Tra poco sul palco saliranno tre di voi a condividere il proprio cammino. Tre voci, tre percorsi differenti. Eppure, è proprio in questa pluralità che risiede l’essenza dell’istituzione universitaria: un ecosistema di saperi diversi che imparano a dialogare e a contaminarsi. Siete usciti dalle nostre aule con tante nuove conoscenze, ma soprattutto con una competenza che non scadrà mai e che non teme l’obsolescenza tecnologica: avete imparato a imparare.

Vi siete laureati in un Ateneo che ha scelto da tempo una direzione precisa: radicarsi nel proprio territorio e, da lì, guardare al mondo. Il Salento non è una periferia da cui partire: è un punto di osservazione privilegiato sul Mediterraneo e sull’Europa. In questi anni, la nostra Università ha dimostrato che si può fare ricerca di frontiera globale rimanendo radicalmente ancorati alla propria terra: lo abbiamo fatto unendo la valorizzazione del nostro patrimonio culturale e ambientale all’alleanza con il tessuto produttivo e industriale, alle sfide dell’innovazione tecnologica e della ricerca avanzata. Voi siete parte di tutto questo. E ovunque andrete porterete con voi il nome del nostro Ateneo.

Oggi, dunque, non è un congedo. Tra qualche minuto lancerete il tocco a segnare non la chiusura di un capitolo, ma l’apertura di uno nuovo. Perché con la laurea non lasciate l’Università del Salento: entrate, a pieno titolo, nella comunità dei nostri Alumni, una comunità che ogni anno si consolida e si arricchisce, e che oggi è composta da donne e uomini che operano con responsabilità e competenza nelle aziende, negli ospedali, nelle scuole, nei tribunali, nei centri di ricerca, nelle istituzioni, in Italia e nel mondo. Una rete che è memoria e, insieme, prospettiva: un canale prezioso per l’incontro, la formazione, l’orientamento di chi verrà dopo di voi, e per legami capaci di tradursi in reali opportunità professionali.

Restate in contatto con noi. Tornate, raccontateci dove vi porterà la vita, mettete a disposizione di chi siederà domani dove sedete voi oggi un consiglio, un’esperienza, una porta socchiusa. La forza e l’autorevolezza di un’università si misura anche da quanto i suoi laureati e le sue laureate continuano a considerarla una casa scientifica e affettiva.

Care laureate, cari laureati,

tra poco vi proclamerò dottoresse e dottori dell’Università del Salento. Poi, al mio segnale, alzerete lo sguardo, e i tocchi voleranno verso il cielo di questa piazza.

Quando lo farete, fatelo senza paura del futuro. Avete gli strumenti, avete una comunità alle spalle, avete una città che oggi vi guarda con affetto e con orgoglio.

Il nostro tempo ha bisogno esattamente di questo: persone competenti che non smettano di porsi domande, che coltivino il coraggio dei sogni, la volontà di tracciare strade nuove per generare progresso e valore.

Andate e date il meglio di voi stessi e voi stesse, ricordandovi che qui troverete sempre una comunità pronta a dirvi: bentornati a casa.

Congratulazioni.
Maria Antonietta Aiello

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