È partita il 3 giugno scorso la nuova campagna di scavo archeologico nell’area di Monte d’Elia, ad Alezio, nella provincia di Lecce. A condurla è il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, sotto la direzione scientifica del professor Giovanni Mastronuzzi, nell’ambito di una concessione ministeriale rilasciata dalla Direzione Generale del Ministero della Cultura e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto, nella persona del Soprintendente Antonio Zunno.
Il progetto coinvolge oltre trenta tra studenti e ricercatori provenienti non solo da UniSalento, ma anche da istituzioni dell’Unione Europea, degli Stati Uniti e della Nuova Zelanda: una dimensione internazionale che testimonia il rilievo scientifico delle indagini. Le attività si svilupperanno nell’arco di due mesi e si concentrano sulle tematiche dell’archeologia funeraria della civiltà messapica: l’organizzazione degli spazi sepolcrali, il rituale funerario e la paleodemografia.
A sostenere economicamente le ricerche sono l’Associazione Sostratos ETS e Kostelia s.r.l. Con il Comune di Alezio è attivo un protocollo d’intesa finalizzato alla valorizzazione del territorio e alla realizzazione di un nuovo allestimento del Museo Civico Archeologico.
Il progetto di scavo e i risultati attesi per questa campagna saranno presentati al pubblico domani, venerdì 12 giugno, alle ore 18.30 direttamente nell’area archeologica di Monte d’Elia. All’incontro parteciperanno il Soprintendente Zunno, il sindaco di Alezio Andrea Vito Barone, l’assessora comunale alla Cultura Fabiola Margari, il professor Mastronuzzi per la direzione scientifica di UniSalento e il professor Lorenzo Benini per l’Associazione Sostratos ETS.
Seguirà una visita agli scavi. Cittadinanza, giornaliste e giornalisti sono invitati a prendere parte all’evento.
«Monte d’Elia è uno dei contesti più significativi per la comprensione della civiltà messapica nel suo complesso. Ogni campagna di scavo – commenta Mastronuzzi – restituisce nuovi dati su come queste comunità organizzavano il rapporto con la morte, con il territorio e con le culture del Mediterraneo antico. La presenza di ricercatori internazionali è la conferma che questo sito ha una rilevanza che va ben oltre i confini locali».

