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Tesi di laurea: l’argomento, le fonti, la stesura, gli adempimenti

Tesi di laurea: l’argomento, le fonti, la stesura, gli adempimenti

Incontro promosso dall’associazione studentesca Elsa

Come si scrive una tesi di laurea? A fare chiarezza è l’incontro promosso dall’organizzazione studentesca ELSA Napoli, svoltosi il 18 aprile, moderato dal suo vicepresidente Attività Accademiche Lorenzo Trapani.
Il primo interrogativo che sorge è quale argomento scegliere e a chi chiedere la tesi. “Può essere chiesta nelle discipline che ci hanno più appassionato o in quelle in cui abbiamo conseguito la valutazione migliore. Tuttavia credo che, essendo la tesi un lavoro personale, debba smuoverci qualcosa e suscitare la nostra curiosità. Un tempo giusto per formulare la richiesta è quando mancano cinque o sei esami alla laurea, salvo poi iniziare a lavorarci quando ne mancano due o tre. È un lavoro che deve essere continuativo, senza troppi intervalli di tempo”, spiega la prof.ssa Valeria Marzocco, Coordinatrice della Commissione Orientamento.
Indispensabili sono le fonti da cui attingere e sono vari gli strumenti messi a disposizione dall’Ateneo, illustrati dai dottori Carlotta De Biase e Giuseppe La Montagna, Bibliotecari dell’area giuridica: “Collegandosi al sito del Centro di Ateneo per le Biblioteche è possibile effettuare la ricerca all’interno del catalogo di Ateneo. Laddove non fosse presente il materiale desiderato, si può consultare la sezione ‘Share’, che aggrega le risorse di tutte le università che aderiscono al progetto. È possibile effettuare ricerche mirate, impostando i filtri, ed accedere alle risorse elettroniche da casa, tramite proxy, o fare ricerche sulle banche dati. Sul sito sono presenti tutte le istruzioni e i tutorial”.


Un errore da non commettere? Scrivere la bibliografia in ultima pagina e integrarla a stesura conclusa: “sarebbe estremamente complicato andarla a reperire alla fine. Anche in forma abbozzata, va scritta in forma di nota sempre di pari passo con la stesura della tesi”. L’indice, invece, è bene realizzarlo all’inizio, in quanto “funziona da schema: comporlo all’inizio (con l’ausilio del proprio relatore) ci dà un metodo e un ordine. L’introduzione, cioè le pagine di presentazione del lavoro, invece, la scriverei alla fine, perché solo allora si è in grado di avere una consapevolezza del percorso che si è compiuto”. Attenzione alla forma! “Il linguaggio giuridico è ricco di tecnicisminon dobbiamo dare per scontato che quando esporremo davanti alla commissione quel termine sia noto a tutti. Non lanciatevi in periodi particolarmente lunghi e ricchi di subordinate. Impariamo ad andare a capo rompendo la monotonia del testo”, consiglia la prof.ssa Marzocco.


La valutazione. Al lavoro di tesi possono essere assegnati dalla Commissione fino ad otto punti. Oltre questi, la possibilità di avere due punti extra se ci si laurea in corso e un punto extra se si è svolta ricerca tesi all’estero. Per realizzarla, vi sono due possibilità: “C’è il bando Erasmus, emanato tra gennaio e febbraio, per un periodo da sessanta giorni a cinque mesi di soggiorno all’estero, oppure si può partecipare ad un bando emanato, tra giugno e luglio, dal Ministero dell’Istruzione: la durata va da uno a tre mesi e riguarda, però, i paesi extraeuropei. Lo studente deve presentare il Learning Agreement, indicando il titolo della tesi, la disciplina e il suo relatore. Attenzione, perché non tutte le università convenzionate riconoscono la ricerca tesi, quindi bisogna verificare. È necessario, poi, individuare un docente presso l’università partner, che dovrà rilasciare un documento che attesti l’attività dello studente. Senza questo, la ricerca tesi all’estero non è valida”, spiega la prof.ssa Fabiana Tuccillo, Delegata Erasmus+.

“Se qualcosa non va, è vostro dovere parlarne”

Gli adempimenti burocratici. Interviene la dott.ssa Rosa Klain, da trent’anni responsabile della sezione Laureandi nella Segreteria Studenti: “Dovete maturare tutti i crediti previsti. Molti tralasciano di acquisire i tre crediti derivanti dalle ulteriori attività formative, senza i quali non è possibile presentare domanda per la seduta di laurea. Può capitare che l’ultimo esame da superare cada nell’ultimo giorno utile per la consegna della documentazione. Non preoccupatevi, manteniamo un margine di flessibilità tale per cui potete comunque chiedere di laurearvi nella prima sessione utile”. Un tema un po’ spinoso è quello del rapporto con il relatore: è possibile proporre un argomento o si deve accettare quello che viene indicato? Gli studenti presenti, con timidezza, pongono una domanda: come fare se ci si rende conto di aver sbagliato argomento o se non ci si sente seguiti dal proprio relatore?
Non è mai bene che il relatore imponga un argomento. Consiglio di andare a conferire con il docente avendo già una certa idea o, almeno, indicando delle macro-aree, per trovare insieme un tema specifico su cui concentrarsi – risponde la prof.ssa Marzocco – Con i miei tesisti individuo una prima bibliografia di riferimento: le fonti devono essere maneggiabili, cioè in linea con la preparazione culturale del candidato. Se l’argomento ha il proprio materiale di riferimento, ad esempio, in lingua francese e il candidato non ha dimestichezza è del tutto evidente che io, come relatore, ho sbagliato argomento. Comunque è possibile rinunciare alla tesi e cambiare relatore, ma cercate un confronto. Se qualcosa non va è vostro dovere parlarnesia per voi sia per quelli che verranno dopo, per correggere eventualmente un metodo non adeguato. Il relatore non vi sta facendo un favore: seguirvi è un suo compito istituzionale”.
Giulia Cioffi

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