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L’Università Iuav di Venezia ha ospitato l’assemblea generale del progetto europeo SCUDO

Il 16 e 17 giugno l’Università Iuav di Venezia ha ospitato a palazzo Badoer l’assemblea generale del progetto europeo SCUDO (Safe and Comprehensive Urban Development and Transport Management for Disruption-resilient Operations), finanziato da Horizon Europe che punta a rendere i trasporti più sicuri ed efficienti di fronte a eventi imprevisti o estremi.

Finanziato per sviluppare soluzioni digitali e operative capaci di rispondere a crisi energetiche, maltempo o interruzioni infrastrutturali, il progetto ha scelto l’Università Iuav di Venezia per fare il bilancio del suo primo anno di attività e coordinare i quattro casi di studio europei: VeneziaAtene, la Baviera e Amsterdam.

All’interno del progetto, il gruppo di ricerca Iuav in pianificazione dei trasporti – guidato dal responsabile scientifico Silvio Nocera – contribuisce alle attività di analisi, modellazione e valutazione degli impatti delle perturbazioni sui sistemi di trasporto, con particolare riferimento al caso di studio della laguna di Venezia.

In collaborazione con il Comune di Venezia, partner del progetto, l’Università Iuav di Venezia è impegnata nello studio della resilienza della mobilità lagunare rispetto ai diversi fattori di disturbo che possono interessare i servizi di trasporto pubblico e la logistica urbana, focalizzandosi su un orizzonte di tipo tattico-strategico. Venezia rappresenta, in questo quadro, un laboratorio di rilevanza europea per sperimentare approcci innovativi alla valutazione della vulnerabilità e della capacità di adattamento dei sistemi di mobilità in un contesto insulare e lagunare, caratterizzato da condizioni ambientali specifiche e da una forte esposizione a pressioni turistico-antropiche, naturali, ed economiche, in particolare legate al mare.

A conclusione della due giorni di lavori Silvio Nocera ha dichiarato: “La tappa veneziana del progetto SCUDO ha confermato l’importanza di affrontare le sfide della mobilità del futuro attraverso un approccio integrato che coniughi sostenibilità, resilienza e innovazione. Il confronto tra partner europei, studiosi e stakeholder ha generato un dialogo particolarmente ricco, favorito anche dalla presenza di istituzioni di eccellenza nel panorama internazionale della ricerca, quali la Technical University of Munich, la TU Delft e la National Technical University of Athens. Come responsabile dell’unità locale, sono particolarmente soddisfatto dei risultati finora raggiunti e della qualità scientifica delle attività svolte. Le sinergie sviluppate in questo contesto rappresentano una base solida per le prossime fasi del progetto e rafforzano il contributo della ricerca europea alla costruzione di sistemi di mobilità più sostenibili, inclusivi e capaci di rispondere alle crescenti fragilità del nostro tempo”.

Foto allegata: 
@ Università Iuav di Venezia – Partecipanti al progetto SCUDO

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