Il 7 e l’8 settembre l’Università Iuav di Venezia ha promosso e ospitato l’incontro del Sub-Working Group on Higher Education (CDEDU) del Consiglio d’Europa, realizzato in collaborazione con CIMEA, Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche, e con il Consiglio d’Europa.
Le due giornate di lavoro, articolate tra le sedi dell’Università Iuav di Venezia e Casa San Lorenzo, hanno affrontato i principali temi dell’agenda europea sull’istruzione superiore: l’attuazione del Programma di Lavoro 2024-2027 sull’istruzione superiore, il Comitato della Convenzione di Lisbona sul riconoscimento, le reti ENIC e NARIC, il Passaporto Europeo delle Qualifiche per i Rifugiati, il rapporto tra intelligenza artificiale e riconoscimento dei titoli, il riconoscimento automatico delle qualifiche, la Carta dei diritti degli studenti del Consiglio d’Europa e la protezione giuridica della libertà accademica. La seconda giornata ha incluso una visita al campus universitario del Tolentini e una sessione strategica dedicata al posizionamento dell’Università Iuav di Venezia nel sistema europeo dell’istruzione superiore.
I partecipanti
L’incontro ha riunito rappresentanti istituzionali ed esperti provenienti da Belgio, Irlanda, Islanda, Finlandia, Italia, Francia, Romania, Croazia, Georgia ed Estonia, insieme a funzionari del Consiglio d’Europa e delegati delle principali reti europee dell’istruzione superiore: l’Associazione Europea delle Università (EUA), l’Unione degli Studenti Europei (ESU) ed EURASHE, European Association of Institutions in Higher Education.
Per il Consiglio d’Europa hanno partecipato Villano Qiriazi, capo del dipartimento istruzione, e Catherine Dreyer, responsabile dell’unità istruzione superiore. Per CIMEA hanno preso parte Luca Lantero, direttore generale, e Chiara Finocchietti, presidente delle reti ENIC-NARIC.
La serata del 7 settembre: la città accoglie il Consiglio d’Europa
Nella serata del 7 settembre, la Fondazione San Lorenzo ha accolto la delegazione internazionale a Casa San Lorenzo per la cena di benvenuto, mentre la Procuratoria di San Marco ha aperto le porte della Basilica di San Marco per una visita serale riservata ai partecipanti.
All’iniziativa hanno preso parte e si sono impegnati la Città Metropolitana di Venezia, il Comune di Venezia, la Regione del Veneto, la Fondazione Pace, Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità e CORILA, a conferma della capacità della città di attivare in modo coeso le proprie istituzioni attorno a un appuntamento internazionale.
Il contesto: Venezia città della conoscenza
L’iniziativa vede CIMEA, Università Iuav di Venezia e Venice International University in prima linea nel promuovere l’internazionalizzazione della città, con l’obiettivo di restituire visibilità non solo alla Venezia turistica, ma alla Venezia della conoscenza: un attore nella costruzione di politiche comunitarie orientate alla valorizzazione delle competenze del territorio veneziano, dei giovani ricercatori e delle studentesse e degli studenti.
Un impegno che si misura con alcune delle sfide più rilevanti per il sistema universitario europeo: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento dei costi, la riduzione del bacino di studenti e l’esigenza di operare come un ecosistema universitario davvero europeo e coeso.
Ha dichiarato Benno Albrecht, rettore dell’Università Iuav di Venezia: “Venezia non è soltanto la cornice di un incontro internazionale: è la conferma che una città di dimensione media, radicata nel proprio territorio, può assumere un ruolo attivo nella costruzione delle politiche europee sull’istruzione superiore. Ospitare il Consiglio d’Europa significa mettere a disposizione dell’Europa l’esperienza concreta di un ateneo che lavora ogni giorno sul riconoscimento delle competenze e sulla mobilità di studentesse, studenti e ricercatori.”
Per Francesco Musco, presidente di CORILA e direttore della ricerca all’Università Iuav di Venezia: “Iuav e CORILA condividono da anni un lavoro di ricerca sulla laguna di Venezia che ci ha insegnato quanto il lavoro scientifico abbia bisogno di relazioni che vadano oltre i confini nazionali. Ospitare il Consiglio d’Europa significa mettere questa esperienza congiunta di cooperazione territoriale al servizio di un tema decisivo per il futuro dei nostri ricercatori e delle nostre studentesse e dei nostri studenti: il riconoscimento delle competenze e la mobilità accademica in Europa.”
Secondo Carlo Federico Dall’Omo, research manager e coordinatore della cattedra UNESCO on Heritage & Urban Regeneration all’Università Iuav di Venezia: “Questo incontro nasce da un lavoro operativo di avvicinamento tra Strasburgo e il livello locale. Portare a Venezia un organismo tecnico del Consiglio d’Europa responsabile dell’individuazione delle politiche nel settore universitario significa tradurre in relazioni dirette un dialogo che troppo spesso resta confinato ai tavoli europei. È un metodo che Iuav intende consolidare, mettendosi a servizio del territorio per il posizionamento e la valorizzazione delle competenze locali.”
L’incontro è stato organizzato dall’Università Iuav di Venezia in collaborazione con CIMEA, Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche, e con il Consiglio d’Europa, con il sostegno della Fondazione San Lorenzo e della Procuratoria di San Marco.

