Martedì 12 maggio 2026, alle ore 16, presso l’Aula Magna dell’edificio A del Campus di Piazzale Europa, si svolgerà l’evento “Zero indifferenza. Analisi, storie e workshop sulle povertà del territorio“.
PROGRAMMA:
Interverranno:
- Donata Vianelli, Rettrice dell’Università degli Studi di Trieste
- Giulia Caccamo, Delegata della Rettrice alle Politiche per la comunità studentesca dell’Università degli Studi di Trieste
- Padre Giovanni La Manna sj, Direttore della Caritas diocesana di Trieste
- Vera Pellegrino, Ricercatrice della Caritas diocesana di Trieste
Testimonianze e presentazioni di: Caritas Trieste, DONK | Humanitarian Medicine, Comunità di San Martino al Campo e Comunità di Sant’Egidio.
E’ previsto un momento conviviale al termine dell’evento.
Il progetto della Caritas propone un percorso formativo ed esperienziale sul tema delle povertà, rivolto agli studenti e alle studentesse dell’Università di Trieste, promosso da Pastorale Universitaria e Caritas diocesana in collaborazione con Comunità di San Martino al Campo, Comunità di Sant’Egidio e Donk Humanitarian Medicine.
L’iniziativa combina momenti di approfondimento sulle povertà, testimonianze, attività laboratoriali basate su case history e momenti riflessivi condivisi e opportunità concrete di servizio.
Tra gli obiettivi del percorso: approfondire i temi della povertà, superare stereotipi e pregiudizi, favorire l’incontro con persone diverse da sé e stimolare una riflessione critica sul proprio ruolo nella comunità e sul nesso tra scelte individuali, bene comune e coesione sociale.
A questa prima fase segue la possibilità di inserimento in esperienze di volontariato strutturato nei servizi del territorio degli enti coinvolti. Il volontariato viene presentato come spazio privilegiato in cui l’incontro con la vulnerabilità genera consapevolezza, responsabilità e capacità di lettura critica dei processi sociali, si genera la possibilità di sviluppare soft skills fondamentali – ascolto, empatia, lavoro di gruppo, gestione dei conflitti, problem solving, capacità di rete – spendibili anche nei futuri contesti professionali.
La dimensione partecipativa e laboratoriale favorisce inoltre l’elaborazione condivisa di possibili azioni di contrasto alla povertà, fino all’eventuale avvio di un laboratorio progettuale orientato alla costruzione di iniziative concrete di bene comune.


