Sabato 17 ottobre talk, laboratori e postazioni aperte alla cittadinanza per imparare a dare nuova vita a oggetti, biciclette e abiti. L’iniziativa di Repair Café Pavia e OSA – Office for Sustainable Actions dell’Università di Pavia celebra la decima edizione dell’International Repair Day.
Pavia– Una lampada che non si accende, un frullatore che fa le bizze, un computer che sembra non voler più partire, una bicicletta da sistemare o un abito con uno strappo. Prima di considerarli rifiuti, si può provare a ripararli. È da questa idea semplice, ma sempre più centrale nelle politiche di economia circolare, che nasce il Repair Day Festival, in programma sabato 17 ottobre all’Università di Pavia, organizzato da Repair Café Pavia e OSA – Office for Sustainable Actions dell’Università di Pavia in occasione dell’International Repair Day.
Una giornata che porterà negli spazi dell’Ateneo riparatori, volontari, esperti, docenti, associazioni e cittadini, alternando il confronto sui grandi temi – dal diritto alla riparazione alla riduzione dei rifiuti, dalla mobilità alla moda circolare – alla possibilità molto concreta di mettere le mani sugli oggetti e provare a ripararli.
L’edizione di quest’anno coincide con il decimo International Repair Day, la giornata internazionale nata per promuovere il valore della riparazione e mettere in rete le comunità che in tutto il mondo si oppongono alla logica dell’usa e getta. Nel 2025 sono stati oltre 3.500 gli eventi organizzati per l’occasione e migliaia sono attesi anche quest’anno in diversi Paesi.
Il Repair Café Pavia: 371 oggetti salvati e oltre2400 ore dedicate alla riparazione
A Pavia la cultura della riparazione ha già una storia importante. Repair Café Pavia, fondato nel 2015, è stato il secondo Repair Café in Italia e da oltre dieci anni lavora per diffondere sul territorio la cultura del riuso, della manutenzione e della condivisione delle competenze.
I numeri raccontano la dimensione raggiunta dall’esperienza: 66 eventi organizzati, 371 oggetti presi in carico e 249 riparati con successo, per un totale di 2401 ore di lavoro condivise con 389 persone.
Secondo le stime del gruppo, l’attività svolta ha permesso di evitare la produzione di circa 819 chilogrammi di rifiuti e l’emissione di 5.762 chilogrammi di CO₂ equivalente, un impatto paragonabile a quello di 96 piccoli alberi lasciati crescere per dieci anni.
Dal Kintsugi al diritto europeo alla riparazione
Il Festival non sarà però soltanto un grande laboratorio. In Aula Disegno, a partire dalle 10.45, si susseguiranno incontri che permetteranno di guardare alla riparazione da prospettive molto diverse.
Ad aprire la giornata sarà Alessandro Greco, Prorettore al Patrimonio Architettonico e Culturale con delega alla Sostenibilità dell’Università di Pavia. Alle 11.00 l’artista Battista Medetti parlerà della “Rottura come fonte di bellezza”; alle 11.30 Alberta Samuele, Sindaca di Borgarello, racconterà l’esperienza del Repair Café di Borgarello e le sue ricadute sulla comunità. Alle 12.00 Mike Kavanagh, fondatore di Repair Café Pavia, e Federico Dagostin, uno degli organizzatori del gruppo, faranno il punto su attività e prospettive dell’esperienza pavese.
Nel pomeriggio lo sguardo si allargherà alle politiche europee. Alle 14.00 Francesca Ferrari dell’Università dell’Insubria, già esperto italiano per Proprietà Intellettuale e Tutela dei Consumatori presso la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea, approfondirà la Direttiva europea Right to Repair e le sue implementazioni nazionali. Seguiranno Nando Perucci con l’esperienza del Centro del Riuso Ri-diamo di Travacò Siccomario e Sergio Almerares dello Street Team iFixit EU, che parlerà del diritto alla riparazione nell’Unione Europea.
Alle 15.30 Danilo Boni di Zero Waste Italia interverrà sul Bonus Riparazioni di Capannori; alle 16.15 Paolo Colucci, presidente FIAB Pavia, affronterà il rapporto tra meccanica e mobilità urbana; alle 16.45 Sara Savian, designer di moda e tecnologia di WeMake, parlerà di moda circolare tra progetto e recupero. Le conclusioni saranno affidate, alle 17.15, a Mike Kavanagh e Federico Dagostin.
Portare un oggetto rotto e provare a farlo ripartire
Il cuore più concreto della giornata saranno le postazioni di riparazione, aperte al pubblico, disponibili nel Cortile Sforzesco.
Dalle 10.00 alle 17.00 il Repair Café accoglierà piccoli oggetti meccanici, elettrici ed elettronici: i partecipanti, affiancati dai volontari, cercheranno prima di capire l’origine del guasto e poi di intervenire. Lampade, piccoli elettrodomestici, laptop, aspirapolvere e macchine da caffè sono alcuni degli oggetti che potranno essere portati; sono invece esclusi grandi elettrodomestici, oggetti con schermi rotti o che richiedano evidentemente ricambi specifici.
Dalle 10.00 alle 13.00 sarà attiva anche la Ciclofficina UniPV, dove sarà possibile portare la propria bicicletta e lavorare insieme ai riparatori. Nella postazione dedicata allo smontaggio, aperta dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00, si farà invece il percorso inverso: aprire oggetti ormai irrecuperabili per capire come sono costruiti e cosa nascondono al loro interno.
Ci saranno poi tre workshop di saldatura a stagno per principianti, alle 10.30, 13.30 e 15.30, condotti da Sergio Almerares dello Street Team iFixit. Al termine ogni partecipante potrà portare con sé il piccolo gadget elettronico assemblato durante il laboratorio. Per i workshop è prevista la prenotazione.
Spazio anche alla riparazione dei vestiti: dalle 10.00 alle 13.00, con “Cucire gli strappi”, chi ha un capo con un orlo, una cerniera o uno strappo da sistemare potrà portarlo con sé e imparare a intervenire utilizzando macchina da cucire, aghi, fili e gli altri strumenti messi a disposizione.
Per OSA – Office for Sustainable Actions, la giornata rappresenta un modo per portare i temi della sostenibilità fuori dalla sola dimensione teorica e tradurli in comportamenti quotidiani. Riparare significa infatti allungare la vita degli oggetti, ridurre la produzione di rifiuti e il consumo di nuove risorse, ma anche recuperare competenze e conoscenze che possono essere condivise all’interno della comunità.
Il tema ha anche una dimensione globale: ogni anno vengono prodotti circa 62 miliardi di chilogrammi di rifiuti elettronici e la riparazione rappresenta uno degli strumenti per ridurre la sostituzione prematura dei prodotti e la quantità di materiali destinati a diventare rifiuto.

