Si è conclusa in questi giorni la visita in Ghana e ad Abidjan in Costa d’Avorio di una delegazione speciale partita da Padova nei giorni scorsi, composta dalla rettrice dell’Università di Padova Daniela Mapelli, dal prorettore per le Relazioni internazionali Massimiliano Zattin e dalla dirigente dell’Area relazioni internazionali Camilla Girasole, da Eugenio Baraldi del Dipartimento di Salute della donna e del bambino, e dalla prof.ssa Liviana Da Dalt. Ad affiancare la delegazione universitaria Don Dante Carraro e Giovanni Putoto di Medici con l’Africa Cuamm.
«Con questa missione istituzionale L’Università di Padova rafforza la propria presenza nel continente africano – spiega la rettrice Daniela Mapelli -, un’iniziativa strategica per il posizionamento accademico e la diplomazia scientifica dell’Ateneo, concentrata su network di ricerca ad alto livello e consolidamento di progetti di cooperazione allo sviluppo.»
Ad Accra, l’Università di Padova ha formalizzato un accordo strategico con la rete di eccellenza African Research Universities Alliance (ARUA) – per lo scambio e la supervisione congiunta di dottorandi selezionati, e l’adesione all’Africa Charter. La Carta promuove un approccio più equilibrato alle partnership internazionali, volto a superare le asimmetrie strutturali del sistema della ricerca globale e a favorire modelli fondati sulla co-creazione della conoscenza, sull’equità e sulla reciprocità.
Come sottolineato dal prorettore alle Relazioni Internazionali, Massimiliano Zattin, «con la sottoscrizione dell’Africa Charter, l’Università di Padova ribadisce il proprio impegno verso una cooperazione accademica responsabile, fondata su equità, trasparenza e responsabilità condivisa tra tutti i partner. Questo approccio mira a costruire collaborazioni sostenibili nel lungo periodo, capaci di generare risultati scientifici di qualità e un impatto positivo e duraturo sui territori e sulle comunità coinvolte».
Con questo spirito, la delegazione ha preso parte a fruttuosi incontri con il Ministro dell’Istruzione, On. Iddrisu, ed i suoi sottosegretari, e con 3 istituzioni accademiche nazionali parte di ARUA – la University of Ghana, la KNUST e la University of Capecoast, affiancata dall’Ambasciata italiana.
In Costa d’Avorio invece la delegazione dell’Università di Padova è stata affiancata dai rappresentanti di Medici con l’Africa Cuamm per una missione di cooperazione scientifica e sanitaria, volta a incontrare la comunità locale, rafforzare il dialogo con le autorità e toccare con mano l’intervento avviato con il progetto “Verso la copertura sanitaria universale: potenziare la qualità delle cure materno-neonatale in Costa d’Avorio”, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri attraverso la Cooperazione italiana nell’ambito del Piano Mattei.
Durante la missione, la delegazione ha partecipato ad una serie di incontri istituzionali, con l’Ambasciata d’Italia, i Ministeri della Salute e dell’Educazione superiore, che hanno permesso di conoscere da vicino l’intervento di rafforzamento del sistema sanitario nazionale e di formazione del personale non specialistico. Tra i temi discussi: scambi e percorsi di internazionalizzazione, progetti di ricerca e iniziative capaci di valorizzare il reciproco sviluppo di competenze ed esperienze, con l’obiettivo di creare un impatto reale sulla comunità.
Si è inoltre svolto un importante incontro con le autorità e la popolazione di Abobo, per informarla dei nuovi percorsi di accesso del Centro Ospedaliero Regionale Félix Houphouët-Boigny previsti dal progetto. Una struttura che ad oggi rappresenta l’unico ospedale di secondo livello per un’area di 1,5 milioni di persone. Centro di riferimento per le emergenze ostetriche, neonatali e mediche, l’ospedale ha ad ora una capacità disoli 120 posti letto e gestisce una media di 7.000 parti l’anno. Con l’intervento in corso, la struttura passerà da 770 mq a oltre 2.250mq. E insieme, si garantiranno una banca del sangue, un centro per la produzione e la distribuzione dell’ossigeno e un generatore.
«Oggi siamo qui per dire che, con voi, vogliamo impegnarci perché nessuna mamma debba più morire di parto e nessun bambino debba perdere la vita nei suoi primi giorni di vita. È l’impegno che ci siamo dati con l’Università di Padova e la Cooperazione italiana. Sappiamo che questo è possibile solo se anche voi, che abitate qui, credete in questo progetto» ha affermato don Dante Carraro durante una seduta cittadina organizzata ad Abobo.
L’ownership e la collaborazione della comunità quindi, come leva fondamentale per costruire insieme il cambiamento. È quello che ha sottolineato anche la Rettrice dell’Università di Padova, Daniela Mapelli nel suo discorso: «Siamo convinti che le sfide della salute si affrontino insieme, attraverso una stretta collaborazione tra istituzioni, professionisti sanitari e comunità – ha detto -. Fin dall’inizio di questa collaborazione, la nostra ambizione è stata quella di sostenere in modo duraturo le istituzioni sanitarie ivoriane, mettendo a disposizione competenze tecniche, scientifiche e organizzative al servizio delle popolazioni».

