Berkeley e Padova, nel loro studio pubblicato su Science Advances, hanno perfezionato la tecnica argon-argon analizzando con spettrometri di massa di ultimissima generazione e nuove tecniche di irraggiamento di campioni di sanidino, un minerale ricchissimo di potassio, campionati dal professor Andrea Marzoli del Dipartimento del Territorio e Sistemi Agro Forestali dell’Università di Padova nella Villa di Poppea a Oplontis, zona suburbana della vicina Pompei corrispondente all’attuale Torre Annunziata.
Si tratta di campioni di roccia e minerali depositati nelle fasi iniziali dell’eruzione più conosciuta al mondo, quella del 79 d.C., che distrusse Pompei ed Ercolano. Descritta da Plinio il Giovane, l’eruzione offre oggi alla geologia una lente d’ingrandimento di incomparabile precisione per viaggiare a ritroso nel tempo e datare con precisione anche gli eventi di millenni fa.
Sapendo che l’eruzione era avvenuta nel 79 dopo Cristo, gli studiosi hanno provato a confermare quella data utilizzando i campioni di Oplontis e sottoponendoli all’esame con il metodo argon-argon.
Il meccanismo chimico del metodo argon-argon si basa sul naturale decadimento dell’isotopo potassio-40 presente nei minerali vulcanici che con il tempo si trasforma in argon-40. Attraverso il bombardamento di neutroni in laboratorio, il potassio-39 viene convertito in argon-39: dal rapporto tra i due isotopi gassosi si ricava l’età del minerale.
L’età dei minerali ottenuti con questo metodo è di 1939 ± 13 anni, ovvero corrisponde perfettamente con l’età del 79 dopo Cristo ricavata dagli scritti di Plinio il Giovane. Il livello di accuratezza raggiunto, con un errore analitico di 13 anni, meno dell’1% del valore, non era stato finora mai raggiunto per datazioni isotopiche di materiali così giovani. Questo livello di accuratezza permetterà di calibrare altri metodi di datazione importanti per studi archeologici, come il metodo del radiocarbonio. Inoltre permette di affinare la conoscenza della costante di decadimento del potassio-40, cioè della velocità di trasformazione di questo isotopo nell’isotopo 40 dell’argon, e quindi permette di aumentare l’accuratezza con cui vengono datate rocce lungo tutta la storia della Terra fin dalla sua origine.
«Il lavoro dimostra che la datazione 40Ar/39Ar può raggiungere livelli di precisione e accuratezza finora impensabili per eventi dell’epoca storica, rafforzando il suo ruolo come uno dei principali strumenti per la ricostruzione della storia della Terra – dice Paul Renne, direttore del Berkeley Geochronology Center -. I risultati contribuiranno a migliorare la ricostruzione cronologica di eruzioni vulcaniche, cambiamenti climatici, eventi di estinzione di massa e altri processi geologici, oltre a fornire un importante riferimento per la calibrazione di altri metodi di datazione».
Link alla ricerca: 10.1126/sciadv.aeg2624
Titolo: “Pliny the Younger advances geochronology” – Science Advances 2026
Autori: Paul R. Renne, William S. Cassata, Caroline E. J. Hasler, Jack N. Carter, Anthony J. Fuentes, Andrew J. Tholt and Andrea Marzoli

