Informare e sensibilizzare sull’importanza della donazione sanitaria nelle sue diverse forme. È questo l’obiettivo delle “Giornate delle Donazioni 2026”, l’iniziativa organizzata dall’Università di Brescia nell’ambito delle convenzioni stipulate con le associazioni ADMO Lombardia, sede locale di Brescia, AIDO Provinciale Brescia e AVIS Provinciale Brescia, per promuovere la prevenzione e la comunicazione pubblica in materia di salute verso la comunità universitaria e la cittadinanza. Appuntamento lunedì 20, martedì 21 e mercoledì 22 nelle sedi universitarie.
L’iniziativa si apre lunedì 20 alle ore 16:00 con l’incontro pubblico di apertura nel Salone Apollo del Rettorato di Piazza Mercato. Dopo i saluti istituzionali, ciascuna delle tre associazioni presenterà testimonianze, interventi e contributi sui temi della donazione secondo le rispettive specificità.
Martedì 21 aprile, dalle ore 10:00 alle ore 18:00 presso la sede di Economia in Contrada Santa Chiara 50, le tre associazioni saranno presenti nel primo cortile/portico d’ingresso con desk informativi e materiale promozionale destinato alla sensibilizzazione e alla raccolta adesioni. Mercoledì 22, negli stessi orari, l’appuntamento con le tre realtà si sposta nell’atrio al piano rialzato della sede di Medicina di Viale Europa 11.
“Fondazione ADMO Lombardia ETS è orgogliosa di partecipare alle “Giornate delle donazioni 2026” organizzate dalla Università degli Studi di Brescia presso le facoltà di Economia e Medicina, luoghi simbolo di formazione, ricerca e impegno – commenta il Consigliere Regionale di ADMO Lombardia ETS Referente per Brescia Juri Senici -. Essere presenti in un contesto accademico così significativo rappresenta un’opportunità preziosa per avvicinare i giovani a una tematica tanto importante quanto spesso poco conosciuta: la donazione di midollo osseo. La collaborazione con il mondo universitario consente di diffondere informazioni corrette e scientificamente fondate, contribuendo a superare paure e pregiudizi legati alla donazione. Gli studenti rappresentano interlocutori fondamentali: non solo come potenziali donatori, ma anche come persone in grado di sensibilizzare e informare. Partecipare a questo evento significa anche rafforzare il messaggio di solidarietà e responsabilità sociale che è alla base dell’attività dell’Associazione. Ogni nuovo iscritto al registro dei donatori può rappresentare infatti una possibilità concreta di vita per chi è in attesa di un trapianto. Per questo, la presenza dell’Associazione all’Università di Brescia non è solo motivo di orgoglio, ma anche un passo concreto verso una maggiore consapevolezza collettiva e un impegno condiviso nella lotta contro le malattie del sangue”.
“AIDO da oltre 50 anni si impegna a diffondere la cultura della donazione di organi, tessuti e cellule, sensibilizzando sull’importanza del dono che salva vite, che dona futuro. Donare significa offrire qualcosa: non è un atto dovuto, bensì totalmente spontaneo, disinteressato e inaspettato, è il frutto di altruismo e fraternità anonimo e gratuito – commenta la Presidente Provinciale AIDO di Brescia Vittoria Mensi -. Il trapianto rappresenta l’ultima speranza per i pazienti affetti da malattie croniche che non rispondono ad altre terapie. La disponibilità di organi e tessuti da trapiantare è ancor oggi insufficiente e per questo purtroppo molti malati muovono o vivono con tante limitazioni. Siamo grati all’Università di Brescia per l’opportunità di incontrare i laureandi per sensibilizzare e informare sulle problematiche riguardanti la solidarietà, la donazione, il trapianto di organi, tessuti e cellule e il valore della Vita”.
“Portare la cultura del dono dentro l’università significa compiere un passo decisivo verso il futuro, sottolinea il Presidente di Avis Provinciale Francesco Piovani. Con le Giornate delle donazioni e grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia, Avis ha l’opportunità di incontrare una comunità viva e dinamica di oltre 17 mila studenti e 1.500 tra docenti e personale: donne e uomini che possono diventare protagonisti di un gesto semplice ma fondamentale. Dopo il percorso costruito nelle scuole primarie e secondarie con “Piacere Avis, e tu?”, prosegue Piovani, colmiamo un tassello strategico, avvicinando nuove generazioni alla solidarietà concreta. Donare sangue non è solo un atto sanitario, è una scelta di responsabilità e di speranza: ogni donazione può fare la differenza per chi lotta contro la malattia”.


