I risultati della Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2020-2024, il principale esercizio nazionale promosso dall’ANVUR – Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, confermano la qualità dell’attività scientifica e della formazione alla ricerca dell’Università degli studi di Bergamo.
L’Ateneo orobico ha partecipato all’esercizio con 1.275 prodotti della ricerca, 192 prodotti valutati nell’ambito della formazione dottorale, 5 casi di valorizzazione delle conoscenze e 9 progetti competitivi internazionali finanziati.
Complessivamente, circa il 70% dei prodotti della ricerca conferiti da UniBg è stato valutato nelle classi più elevate, ottenendo un giudizio di qualità “eccellente” o “eccezionale”. I dati evidenziano risultati superiori alla media nazionale sia nella qualità della produzione scientifica, sia nella qualità della formazione alla ricerca. Particolarmente significativo il risultato ottenuto nell’ambito della valorizzazione delle conoscenze, che attesta la capacità dell’Ateneo di trasformare i risultati della ricerca in impatti concreti di carattere scientifico, tecnologico, sociale e culturale.
L’analisi per aree scientifiche restituisce il profilo di un Ateneo caratterizzato da una qualità della ricerca ampiamente diffusa e da punte di eccellenza in numerosi ambiti disciplinari presenti nei suoi otto Dipartimenti. Rilevanti i risultati conseguiti nelle scienze economico-aziendali, nelle scienze economiche e statistiche e nelle scienze politiche e sociali, cui si affiancano le performance positive registrate nelle scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche e nelle scienze mediche.
«I risultati ottenuti – commenta Mariafrancesca Sicilia, Prorettrice con delega alla ricerca scientifica – confermano la qualità del lavoro svolto dalle nostre ricercatrici e dai nostri ricercatori e mostrano come l’Università degli studi di Bergamo abbia consolidato la propria capacità di produrre ricerca di alto livello e di contribuire all’avanzamento della conoscenza in molteplici ambiti disciplinari.
Particolarmente rilevante è il riconoscimento della qualità espressa non soltanto nella produzione scientifica, ma anche nella formazione delle nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori in molte aree del nostro Ateneo: dalle scienze economiche e aziendali all’ingegneria industriale e dell’informazione, dalle scienze storiche, filosofiche e pedagogiche alle scienze psicologiche. Si tratta di un esito che riflette gli investimenti compiuti negli anni passati sulla formazione dottorale e sulla costruzione di un ambiente di ricerca aperto, inclusivo e attrattivo. Negli ultimi anni l’Università ha ampliato significativamente la propria offerta di dottorato e rafforzato le opportunità di formazione alla ricerca: risultati come questi rappresentano il riconoscimento di un percorso di crescita e un incoraggiamento a proseguire lungo questa direzione».
La capacità di valorizzare le conoscenze si conferma uno dei tratti distintivi dell’Università degli studi di Bergamo, frutto di un percorso sviluppato nel tempo e ulteriormente rafforzato dal Piano Strategico di Ateneo 2023-2027, che individua nel dialogo con il territorio e nella generazione di valore pubblico uno dei propri assi prioritari.
I casi presentati nell’ambito della VQR testimoniano le molteplici modalità attraverso cui l’Università contribuisce alla crescita della comunità: dai progetti di apprendimento aperto dedicati a temi di forte rilevanza sociale, quali la violenza di genere e i disturbi del comportamento alimentare, alle iniziative ispirate al modello della tripla elica per affrontare le sfide del territorio bergamasco, fino alla valorizzazione e alla fruizione pubblica del patrimonio storico, artistico e culturale dell’Ateneo. Tra i casi presentati figura anche Bergamo Next Level, la manifestazione che promuove il dialogo tra università, istituzioni, imprese e società civile sui temi dello sviluppo sostenibile e della coesione sociale.
«Il risultato ottenuto nella valorizzazione delle conoscenze rappresenta un riconoscimento particolarmente significativo perché misura la capacità dell’Università di mettere la ricerca al servizio della società, generando benefici concreti per le persone, le istituzioni, le imprese e i territori. È il frutto di una visione che considera la terza missione non come un’attività separata, ma come una dimensione integrata della ricerca e della didattica. Questo esito conferma la solidità del percorso intrapreso e ci incoraggia a rafforzare ulteriormente le occasioni di collaborazione con il territorio, promuovendo la co-creazione di conoscenza e la generazione di valore pubblico condiviso», osserva Elisabetta Bani, Prorettrice con delega alla valorizzazione delle conoscenze e ai rapporti con il territorio.
Conclude il Rettore Sergio Cavalieri: «La valutazione della qualità della ricerca da parte di ANVUR assume un valore particolarmente significativo perché attesta il grado di maturità scientifica di un Ateneo, la sua capacità di orientare le politiche di reclutamento verso la qualità e l’eccellenza, di investire nella formazione dottorale e di far crescere al proprio interno le ricercatrici e i ricercatori di domani. Al tempo stesso misura la capacità di trasformare le conoscenze generate dalla ricerca in impatti concreti per il territorio e per il sistema economico, sociale e culturale del Paese.
I risultati della VQR confermano che l’Università degli studi di Bergamo, accanto alla crescita registrata negli ultimi anni sul piano dimensionale, sta consolidando il proprio ruolo scientifico nel panorama universitario nazionale. È la dimostrazione dell’efficacia di una strategia fondata sulla qualità della ricerca, sull’attrazione di talenti e sulla valorizzazione delle competenze presenti nell’Ateneo. Questo traguardo rappresenta il riconoscimento di un lavoro costruito nel tempo dall’intera comunità accademica e, al contempo, una responsabilità verso il futuro: continuare a investire nella qualità della ricerca, nella formazione dei giovani talenti e nella capacità dell’Università di generare valore per la società e per il territorio».

