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Progetto CROCUS: una nuova ricerca europea rivela il potenziale inespresso del turismo culturale e creativo transfrontaliero nelle comunità rurali e remote

Il progetto Horizon Europe CROCUS – Cross-border Cultural and Creative Tourism in Rural and Remote Areas, al quale partecipa l’Università degli studi di Bergamo, ha pubblicato il Rapporto di Sintesi dei Living Lab transfrontalieri, frutto di una ricerca condotta in otto aree di confine distribuite in 14 Paesi europei, con 2.138 risposte raccolte tra residenti, imprese turistiche e visitatori.

Dalla ricerca emerge come il patrimonio culturale materiale e immateriale, dalla gastronomia alle tradizioni locali, rappresenti uno degli asset principali per lo sviluppo del turismo culturale e creativo. Allo stesso tempo, il rapporto evidenzia alcune criticità comuni: dalla scarsa collaborazione transfrontaliera alla stagionalità, fino ai deficit infrastrutturali e di accessibilità che caratterizzano molti territori rurali e remoti.

Tra le otto aree analizzate c’è anche quella di Sondrio-Grigioni, insieme a Gorizia-Goriška, Valle del Torne tra Finlandia e Svezia, e ad altri territori di confine tra Danimarca e Germania, Croazia e Slovenia, Estonia e Lettonia, Ungheria e Slovenia, Bulgaria e Romania.

La ricerca punta a trasformare queste evidenze in modelli di turismo culturale e creativo sostenibili e costruiti insieme alle comunità locali, attraverso l’approccio dei Living Lab e le metodologie del design thinking.

«Oggi i centri minori e i borghi affrontano una grave emergenza demografica. In questo delicato scenario, il turismo enogastronomico costituisce una leva strategica di rigenerazione, in grado di riportare ricchezza economica e sociale in queste aree, contribuendo a garantire agli abitanti il “diritto a restare”», sottolinea la prof.ssa Roberta Garibaldi dell’Università degli studi di Bergamo.

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