La “Biblioteca Eco” apre le sue porte a dieci anni dalla
scomparsa del semiologo e docente dell’Alma Mater e a poche settimane dalla
chiusura del grande Convegno internazionale che l’Ateneo gli ha dedicato, a cui hanno
partecipato centinaia di studiosi ed esperti da tutto il mondo.
Con oltre 32.000 volumi provenienti dalla casa-studio di Milano, e in attesa che
il fondo sia completato nella stessa sede con l’arrivo dei libri della casa di campagna a
Monte Cerignone, nelle Marche, la “Biblioteca Eco” rappresenta una delle più
significative biblioteche d’autore contemporanee, testimonianza unica del metodo del
semiologo dell’Alma Mater, delle sue fonti, dei suoi interessi culturali e delle relazioni
intellettuali che hanno alimentato la sua produzione intellettuale.
A Bologna e nella sua Università Umberto Eco ha svolto una parte fondamentale della
propria attività accademica, formando generazioni di studiosi e contribuendo a fare
dell’Alma Mater uno dei principali centri internazionali di ricerca nel campo della
semiotica e delle scienze della comunicazione.
L’arrivo della sua biblioteca, grazie alla donazione degli eredi, porta alla comunità
universitaria e alla città un patrimonio che è servito da strumento di lavoro e
laboratorio di idee e luogo di dialogo con la cultura mondiale. La collocazione
della raccolta a Bologna rappresenta quindi non solo un omaggio alla figura di
Umberto Eco, ma anche il riconoscimento del legame profondo e duraturo che lo ha
unito all’Ateneo e al contesto culturale bolognese.
Professore di semiotica dell’Università di Bologna dal 1971 al 2007, Umberto Eco ha
costruito nel corso della sua vita una raccolta che riflette la straordinaria
ampiezza dei suoi interessi: dalla filosofia medievale alla semiotica, dalla
letteratura alla linguistica, dalla cultura popolare ai fumetti, dalle avanguardie
artistiche alla comunicazione di massa.
Collocata nell’ala novecentesca di Palazzo Poggi, con accesso da Piazza Puntoni 2,
pur nella diversità del luogo, la “Biblioteca Eco” conserva gran parte dell’impianto
concettuale originario della raccolta, e si articola in sale tematiche che
consentono di esplorare i principali nuclei del pensiero dello studioso.
Grazie alla collaborazione degli eredi e della Fondazione Umberto Eco, il trasferimento
della biblioteca da Milano a Bologna è stato preceduto nella casa di Milano da un
approfondito lavoro di studio, analisi, documentazione della raccolta
originale, al fine di preservare l’organizzazione voluta da Eco.
La biblioteca è stata studiata e rilevata scaffale per scaffale, documentando la
posizione dei volumi, le sequenze tematiche e gli accostamenti tra autori e discipline.U
In questo modo è stato possibile mantenere nella nuova sede bolognese i
criteri di organizzazione autoriale che caratterizzavano la biblioteca
originaria: il principio del “buon vicino” teorizzato da Aby Warburg e sottoscritto
dallo stesso Eco, le relazioni interdisciplinari, i rimandi tra testi e le affinità tematiche
che costituivano parte integrante del metodo di lavoro di Eco.
Gli spazi sono organizzati in sale tematiche che riprendono l’impianto della biblioteca
originaria e richiamano i principali nuclei del pensiero di Eco. Particolare rilievo
assumono le sezioni dedicate ai generi letterari, ai fumetti e alla cultura popolare,
alle opere di e su Umberto Eco, alla filosofia antica e medievale, alla storia
delle idee, alla semiotica, alla traduzione e alle teorie dei linguaggi. L’impianto
della biblioteca riproduce così una straordinaria mappa del sapere umanistico che
permette al lettore di seguire i propri interessi lungo percorsi non lineari, forieri di
scoperte inaspettate.
Questa mappa è particolarmente ben rappresentata nella stanza delle letterature,
dove le letterature italiana, francese, anglosassone, tedesca, mitteleuropea, slava,
ispanoamericana e molte altre sono disposte lungo linee temporali che possono
essere lette sia in orizzontale, in senso diacronico (ad esempio, la letteratura inglese
dal ciclo arturiano a T.S. Eliot, oppure quella francese dal ciclo bretone ai simbolisti e
surrealisti), sia in verticale, in senso sincronico, per comprendere, ad es., quali
fossero le opere e gli autori dello stesso periodo storico in Italia, Inghilterra,
Germania, Francia etc. Le linee del tempo, poi, giunti nell’Ottocento, si sviluppano
in varie direzioni intersecandosi con i generi, come il giallo e la fantascienza, la
letteratura popolare e il feuilleton.
Tra gli scaffali è possibile trovare oltre 2000 opere scritte o curate da Eco in varie
edizioni e traduzioni, in decine di lingue e da molti paesi, e circa 600 libri su Eco tra
cui tesi di laurea e di dottorato. Di grande rilievo anche la sua collezione di fumetti,
prima su tutte quella completa di Linus, rivista co-fondata da Eco nel 1965.
Si possono trovare anche le edizioni dei suoi romanzi con copie di lavoro e correzioni
autografe, tra cui la quarta edizione italiana de Il nome della rosa, e interi scaffali
dedicati agli autori più amati come Joyce, Nerval, Borges.
E infine un’ampia sezione su cabala, magia, alchimia, occultismo e teorie
cospirazioniste, temi su cui Eco tornava di continuo sia nei suoi saggi sia nei
romanzi, come Il pendolo di Foucault o Il cimitero di Praga.
Con l’apertura della Biblioteca Eco, una raccolta nata per l’uso personale di uno
studioso diventa patrimonio culturale condiviso, a disposizione della comunità
scientifica e del pubblico.
La biblioteca sarà accessibile per la consultazione e/o la visita guidata su prenotazione
scrivendo all’indirizzo mail: bibliotecaeco@unibo.it

