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Premio Nobel Omar Yaghi all’Università di Bologna

Il Premio Nobel Omar Yaghi all’Università di Bologna:

“La scienza è un motore di uguaglianza”

Dall’importanza di una visione globale per la ricerca scientifica agli studi per estrarre acqua dall’aria: un protagonista della chimica contemporanea affronta le sfide del clima, dell’energia e delle risorse per un pianeta sostenibile

Giovedì 28 maggio
ore 14.30

Distretto del Navile – Aula Magna, Edificio Ue1
Via della Beverara 123/2, Bologna

Omar Yaghi
Premio Nobel per la Chimica 2025

sarà disponibile per interviste

Il Premio Nobel per la Chimica 2025 Omar Yaghi sarà all’Università di Bologna giovedì 28 maggio per una giornata dedicata all’importanza di una visione globale per la scoperta scientifica e alle nuove frontiere della chimica. Al centro dell’incontro, le grandi sfide del nostro tempo, dalla crisi climatica all’energia ealla scarsità di risorse,per un pianeta sostenibile.

Tra le figure più influenti della ricerca scientifica mondiale, il professor Yaghi ha definito la scienza “un motore di uguaglianza”: un linguaggio universale capace di unire la comunità internazionale.

Nella lecture del mattino, dal titolo A Global Mind for Discovery – in programma alle ore 11 nell’Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna (Via Zamboni 35) e rivolta a studentesse e studenti delle scuole superiori – esplorerà il valore di una ricerca aperta, globale e orientata all’impatto sociale.

Nel workshop Precision Chemistry for a Sustainable Planet – che si terrà nel pomeriggio, alle ore 15,nell’Aula Magna del Distretto del Navile (Edificio Ue1, Via della Beverara 123/2) – incontrerà la comunità scientifica per discutere il ruolo della chimica di precisione negli ambiti di acqua, energia e clima.

Omar Yaghi è riconosciuto per aver fondato la chimica reticolare, un approccio che permette di progettare nuovi materiali cristallini, come i MOFs (Metal-Organic Frameworks)con una precisione senza precedenti sulla scala dei nanometri (cioè dei miliardesimi di metro). Queste “spugne molecolari” sono in grado di catturare e immagazzinare gas serra o di estrarre acqua potabile dall’aria, aprendo nuove prospettive per l’accesso alle risorse.

Il suo percorso testimonia il ruolo della ricerca come strumento di crescita e opportunità. Nato in Giordania da una famiglia di rifugiati palestinesi e cresciuto in un campo profughi ad Amman, si è trasferito negli Stati Uniti a soli 15 anni. Oggi è professore alla University of California, Berkeley e uno dei chimici più citati al mondo.

Nel 2025 ha ricevuto il Premio Nobel per la Chimica insieme a Susumu Kitagawa e Richard Robson. Il suo legame con l’Italia è testimoniato dal Premio Balzan 2024, consegnato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e dalla sua elezione a socio straniero dell’Accademia Nazionale dei Lincei nel 2025.

Dirige il Berkeley Global Science Institute, impegnato nella creazione di centri di ricerca nei Paesi in via di sviluppo e nella formazione di nuovi talenti scientifici a livello globale.

L’iniziativa è organizzata grazie alla collaborazione dei Dipartimenti di Chimica Industriale “Toso Montanari”, Chimica “Giacomo Ciamician”, Farmacia e Biotecnologie, Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari.

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