Il Premio Nobel per la Chimica 2025 Omar Yaghi è stato oggi all’Alma Mater per una giornata dedicata alle nuove frontiere della chimica e alle grandi sfide contemporanee – crisi climatica, energia e scarsità di risorse – per un pianeta sostenibile.
“La scienza è uno sforzo umano condiviso, che supera confini, ricchezza e nazionalità. Conoscenza da scoprire con il mondo e per il mondo” – ha dichiarato il professor Yaghi.
“Può ridurre le disuguaglianze globali se non è solo scoperta, ma la capacità condivisa di tutti i paesi e le comunità di definire problemi, produrre conoscenza, utilizzare la tecnologia e beneficiare dell’innovazione”, ha proseguito.
Tra le figure più influenti della ricerca mondiale, Omar Yaghi ha fondato la chimica reticolare, un approccio che permette di progettare nuovi materiali cristallini, come i MOFs (Metal-Organic Frameworks), con una precisione senza precedenti su scala dei nanometri (cioè dei miliardesimi di metro). Queste “spugne molecolari” sono in grado di catturare e immagazzinare gas serra o di estrarre acqua potabile dall’aria,aprendo nuove prospettive per l’accesso alle risorse.
“Avere una ‘mente globale’vuol dire per uno scienziato porsi le domande che contano per la collettività, lavorare con persone di culture e discipline diverse per portare benefici oltre pochi paesi o istituzioni potenti – ha affermato Yaghi – Vuol dire riflettere su accesso, etica, clima, salute, disuguaglianza e sugli effetti a lungo termine del proprio lavoro”.
La cattura del carbonio dall’aria rappresenta una delle frontiere più promettenti nella lotta al cambiamento climatico.Assieme alla possibilità di estrarre acqua potabile dall’aria anche nelle zone più aride del pianeta, questi risultati offrono soluzioni concrete a problemi globali, con effetti diretti sulla vita delle persone.
“La presenza del professor Yaghi – ha dichiarato Alberto Credi, professore di Chimica e già prorettore all’Università di Bologna – conferma l’impegno dell’Alma Mater nella ricerca internazionale avanzata per lo sviluppo sostenibile”.
Il percorso di Omar Yaghi testimonia il ruolo della scienza come strumento di crescita e opportunità. Nato in Giordania da una famiglia di rifugiati palestinesi e cresciuto in un campo profughi ad Amman, si è trasferito negli Stati Uniti a soli 15 anni. Oggi è professore alla University of California, Berkeley e uno dei chimici più citati al mondo. Nel 2025 ha ricevuto il Premio Nobel per la Chimica insieme a Susumu Kitagawa e Richard Robson.
Dirige il Berkeley Global Science Institute, impegnato nella creazione di centri di ricerca nei Paesi in via di sviluppo e nella formazione di nuovi talenti scientifici a livello globale.
Il suo legame con l’Italia è testimoniato dal Premio Balzan 2024, consegnato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e dalla sua elezione a socio straniero dell’Accademia Nazionale dei Lincei nel 2025.
All’Alma Mater, ha tenuto una lecture dal titolo A Global Mind for Discovery, rivolta a studentesse e studenti delle scuole superiori, e incontrato la comunità scientifica durante il workshop Precision Chemistry for a Sustainable Planet, per discutere il ruolo della chimica di precisione negli ambiti di acqua, energia e clima.
L’iniziativa è stata organizzata dai Dipartimenti di Chimica Industriale “Toso Montanari”, Chimica “Giacomo Ciamician”, Farmacia e Biotecnologie, Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari.

