HomeAtenei SudUniv. Vanvitelli“Vogliamo un Ateneo capace di intercettare le grandi sfide del nostro tempo”

“Vogliamo un Ateneo capace di intercettare le grandi sfide del nostro tempo”

Lucia Altucci sarà la prima Rettrice dell’Ateneo Vanvitelli. Candidata unica, ha ottenuto il 97,1% delle preferenze.

Ha votato l’89% degli aventi diritto. Professoressa ordinaria di Patologia Generale presso il Dipartimento di Medicina di Precisione, è una oncologa. Ha svolto, tra l’altro, ricerche nell’ambito dell’epigenetica applicata allo studio e alla cura dei tumori.

Quali sono le priorità per l’Ateneo Vanvitelli nei prossimi anni?
“La mia priorità è consolidare la Vanvitelli come un’università sempre più attrattiva, innovativa e internazionale. Questo significa investire sulla qualità della didattica, sostenere una ricerca competitiva, valorizzare il capitale umano e migliorare i servizi per gli studenti.

Vogliamo un Ateneo capace di intercettare le grandi sfide del nostro tempo, dall’innovazione tecnologica alla sostenibilità, rafforzando al tempo stesso il legame con il territorio e con il sistema produttivo e istituzionale”.

La squadra? “Un equilibrio tra competenze, rappresentatività e capacità di lavorare insieme”

Ha già pensato alla squadra di governo, in particolare ai Prorettori e alle deleghe?
“Ho naturalmente iniziato una riflessione, ma ritengo che la squadra debba nascere da un equilibrio tra competenze, rappresentatività e capacità di lavorare insieme. Vorrei costruire un gruppo coeso, nel quale ciascuno possa contribuire con la propria esperienza alla realizzazione del programma. Le deleghe saranno funzionali agli obiettivi strategici dell’Ateneo e risponderanno alle sfide che ci attendono nei prossimi sei anni”.

Da quando è nata, l’Università Vanvitelli ha sempre avuto Rettori di Medicina. Da che dipende questa peculiarità?
“Credo sia il risultato della storia dell’Ateneo e del peso che l’area medica ha avuto nella sua crescita. Tuttavia, oggi la Vanvitelli è una grande università multidisciplinare, nella quale tutte le aree contribuiscono in maniera determinante alla qualità della formazione e della ricerca.

Il Rettore è chiamato a rappresentare l’intera comunità accademica, indipendentemente dal proprio settore scientifico, ed è con questo spirito che intendo svolgere il mio mandato”.

C’è chi dice che il suo mandato sarà in continuità con quello dell’uscente prof. Nicoletti. Quanto c’è di vero in questa affermazione?
“Ogni Rettore costruisce il proprio mandato partendo dal patrimonio che riceve. È giusto riconoscere il lavoro svolto negli ultimi anni e i risultati raggiunti dall’Ateneo. Allo stesso tempo, ogni programma nasce per affrontare nuove sfide e imprimere una propria visione.

La mia idea è quella di valorizzare ciò che funziona e, nello stesso tempo, introdurre innovazioni nei processi, nell’organizzazione e nelle politiche di sviluppo dell’Università”.

Lei è la prima Rettrice della Vanvitelli (ex Seconda Università degli Studi di Napoli) e in questo momento anche l’Orientale e l’Università del Sannio hanno al timone una donna. Cosa significano queste novità per il suo Ateneo e, più in generale, per il sistema universitario della Campania?

“È un segnale importante di cambiamento culturale. Non perché una donna governi necessariamente in modo diverso da un uomo, ma perché dimostra che le istituzioni universitarie sono sempre più capaci di valorizzare il merito senza barriere. Mi auguro che, tra qualche anno, non faccia più notizia il genere di chi guida un’università, ma la qualità dei risultati raggiunti. Per il sistema universitario campano è un segnale di vitalità e di apertura”.

Esiste una specificità femminile nello svolgere incarichi di vertice?
“Ogni persona interpreta la leadership con il proprio carattere e la propria esperienza.

Non credo esista un modello femminile o maschile di governo. Credo però molto in una leadership fondata sull’ascolto, sulla condivisione delle responsabilità e sulla capacità di costruire consenso attorno agli obiettivi. Sono valori che considero essenziali per guidare una comunità complessa come un’università”.

Gli studenti “saranno sempre al centro della mia azione”

Continuerà a svolgere le sue attività di didattica e di ricerca o il nuovo ruolo non le lascerà il tempo necessario?
“Il ruolo di Rettrice richiederà un impegno totalizzante, ma non vorrei mai perdere il contatto con ciò che rappresenta l’essenza dell’università: la ricerca e la formazione degli studenti. Continuerò a seguire, nei limiti consentiti dagli impegni istituzionali, le attività scientifiche e il rapporto con gli allievi, perché è anche da lì che un Rettore mantiene viva la conoscenza dei bisogni reali dell’Ateneo”.

Chi l’ha chiamata per primo quando è stata ufficializzata la sua vittoria?
“Sono stati momenti molto intensi. Ho ricevuto tantissime telefonate e messaggi da colleghi, amici e collaboratori. I primi pensieri, naturalmente, sono andati alla mia famiglia, che mi ha sostenuto lungo tutto questo percorso, e alla comunità universitaria, alla quale sento di dover restituire la fiducia che mi è stata accordata”.

Vuole rivolgere un saluto agli studenti dell’Ateneo da Rettrice?
“Agli studenti voglio dire che saranno sempre al centro della mia azione. L’università esiste innanzitutto per loro: per accompagnarli nella crescita culturale, professionale e umana.

Il mio impegno sarà quello di offrire loro un Ateneo sempre più moderno, internazionale, inclusivo e capace di creare opportunità. Vorrei che ogni studentessa e ogni studente della Vanvitelli si sentisse orgoglioso di appartenere a questa comunità”.

Lei entrerà ufficialmente in carica il 1° novembre. Nei prossimi mesi affiancherà il Rettore uscente per una sorta di rodaggio oppure è tutto rimandato all’autunno?

“Il passaggio di consegne è un momento importante per garantire continuità amministrativa e istituzionale. Ci sarà certamente un confronto costante con il Rettore Nicoletti e con gli uffici dell’Ateneo, nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli.

Utilizzerò questi mesi per approfondire ulteriormente i dossier più strategici, così da essere pienamente operativa fin dal primo giorno del mandato. Governare un’università richiede preparazione, visione e capacità di programmare con largo anticipo, e questo tempo sarà prezioso proprio in questa direzione”.
Fabrizio Geremicca

Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli

Ateneapoli – n.13-14 – 2026 – Pagina 3

ARTICOLI CORRELATI

Ultime uscite