L’Università del Salento rafforza la propria proiezione internazionale nell’ambito del programma Erasmus+. I finanziamenti ottenuti dall’Ateneo per l’azione KA171 — la mobilità internazionale per crediti nell’istruzione superiore — sono cresciuti del 69% nell’arco di tre anni, passando dai 552.405 euro della call 2024 ai 935.906 euro della call 2026.
La KA171 sostiene la “mobilità per l’apprendimento” — così il programma definisce le attività dell’Azione chiave 1 — da e verso i Paesi non associati al programma, cioè esterni all’Unione Europea.
È una dimensione che distingue questa linea di finanziamento dalla più nota mobilità intra-europea: consente dunque a studentesse, studenti, docenti e personale di costruire percorsi di studio, insegnamento e formazione insieme ad atenei di aree del mondo lontane e diverse, ampliando in modo significativo gli orizzonti della cooperazione universitaria.
La crescita esponenziale di UniSalento non è soltanto quantitativa, legata cioè alle somme ottenute, ma è soprattutto geografica: nel 2026 la mappa dei partenariati dell’Ateneo si allarga in modo netto, con l’ingresso di nuove regioni del mondo — Asia, Asia Centrale e Pacifico — che si affiancano al Mediterraneo meridionale e al Vicinato orientale.
È un’espansione che nasce dalla qualità del lavoro fatto negli anni: i partenariati consolidati nei bandi precedenti — con i Balcani Occidentali, gli Stati Uniti e il Canada, l’Africa Subsahariana, finanziati in tutti e tre i cicli — hanno costruito una reputazione internazionale e una rete di relazioni solide, che hanno reso competitive e finanziabili anche le nuove candidature verso aree del mondo prima non coperte.
A trainare i numeri restano proprio i Balcani Occidentali, che nel 2026 raggiungono 388.918 euro, oltre il doppio rispetto al 2024: la dimostrazione che partnership curate nel tempo generano, anno dopo anno, opportunità crescenti.
Al di là dei numeri, l’apertura verso i Paesi extra-UE amplia cinque dimensioni strategiche per l’Ateneo, coerenti con gli esiti attesi del programma europeo. Sul piano della cooperazione accademica, rafforza le collaborazioni con partner di altri continenti e la capacità di attrarre studenti e docenti da tutto il mondo. Sul piano dell’internazionalizzazione della didattica, arricchisce l’offerta formativa e i processi di riconoscimento delle competenze acquisite all’estero.
Sul piano dell’inclusività, accresce la capacità di rispondere ai bisogni delle persone con minori opportunità e di valorizzare ogni forma di diversità. Sul piano del valore pubblico, in Italia e all’estero, produce ricadute positive sulla comunità e favorisce una cittadinanza più consapevole e partecipe. Sul piano dell’innovazione istituzionale, infine, stimola la modernizzazione dell’organizzazione e l’adozione di nuove pratiche di apertura internazionale.
«L’andamento di questi tre bandi racconta una scelta precisa — dichiara la rettrice Maria Antonietta Aiello —. Guardare oltre i confini dell’Unione Europea significa costruire ponti con aree del mondo che hanno molto da insegnare e da apprendere, e fare dell’internazionalizzazione non un esercizio di prestigio, ma uno strumento di crescita, di inclusione e di valore pubblico.
Ogni nuova rotta che si apre è il frutto della fiducia costruita dai nostri uffici e dalla nostra comunità con i partner di sempre: è la qualità delle relazioni coltivate negli anni che ci permette oggi di raggiungere regioni del mondo prima lontane. La duplicazione delle risorse in tre anni premia il lavoro del personale e dei nostri docenti, e conferma che l’Università del Salento è un ateneo del territorio capace di dialogare con il mondo intero».
L’Ateneo prosegue così nel proprio percorso di apertura internazionale, nella convinzione che la mobilità delle persone e la circolazione dei saperi siano tra i motori più efficaci di innovazione, di sviluppo e di coesione.

