Si è concluso presso il MUST, il Museo Storico della Città di Lecce, il workshop interdisciplinare “Cambiamenti del presente e visioni prospettiche per il futuro”, l’evento scientifico conclusivo del progetto SAFI3 – Sinergie per orientare e promuovere un’Alta Formazione Innovativa, Interdisciplinare, Internazionale, finanziato nell’ambito del PNRR M4C1-I3.4 (CUP: F87G24000360006) e promosso dalla Scuola Superiore ISUFI dell’Università del Salento.
Tre giornate — dal 3 al 5 giugno — dedicate alle grandi questioni che attraversano il presente: intelligenza artificiale e tecnologie digitali, cambiamenti climatici, reti e sistemi complessi, emergenze umanitarie, prospettive decoloniali. Un programma articolato in lezioni, tavole rotonde e sessioni di confronto interdisciplinare, che ha messo in dialogo studiose e studiosi provenienti da ambiti disciplinari differenti, offrendo alle allieve e agli allievi della Scuola un’occasione di formazione avanzata a contatto con personalità di rilievo nazionale e internazionale.
L’apertura dei lavori ha visto i saluti istituzionali del professor Salvatore Rizzello, prorettore vicario dell’Università del Salento, della professoressa Rosaria Rinaldi, direttrice della Scuola Superiore ISUFI, e della professoressa Francesca Imperiale, responsabile scientifico del progetto SAFI3. Il comitato scientifico dell’evento è stato composto da Rinaldi, dalla professoressa Anna Paola Paiano, vice direttrice della Scuola, e dal professor Marco Mazzeo, delegato alla Didattica.
Nella prima giornata è intervenuta anche la rettrice dell’Università del Salento, Maria Antonietta Aiello, con una riflessione sul ruolo della ricerca e dell’alta formazione nell’affrontare le trasformazioni del presente.
La mattinata è proseguita con la tavola rotonda “Intelligenza Artificiale, Società Digitali ed European Chips Act”, presieduta dal professor Gianpasquale Preite, direttore del CREV dell’Università del Salento, nel corso della quale Alberto Cazzaniga e Alessandro Bramanti hanno dialogato con lo stesso Preite e con la professoressa Rosaria Rinaldi. La sessione pomeridiana, “Dalle leggi della fisica alle dinamiche globali: ecosistemi e modelli scientifici”, coordinata dal professor Marco Mazzeo, ha ospitato gli interventi di Ferdinando Boero, professore emerito dell’Università del Salento e dell’Università di Napoli, con una riflessione dal titolo “L’oceano fa funzionare il mondo”, e di Giampaolo Cò, professore di Fisica Nucleare dell’Università del Salento, con la lezione “E=mc², la formula più famosa della fisica”.
A chiudere la giornata, la tavola rotonda “Bios: la vita come fenomeno naturale al confine tra olismo e riduzionismo”, presieduta da Mazzeo e dal professor Tiziano Verri, nella quale Boero e Cò hanno dialogato con i due coordinatori.
La seconda giornata ha approfondito le sfide ambientali e climatiche con la sessione coordinata dalla professoressa Donatella Porrini, nel corso della quale sono intervenuti Antonio Navarra, presidente della Fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, e il professor Piero Lionello, sul rapporto tra ricerca scientifica, tecnologie emergenti e crisi climatica.
Nel pomeriggio, la sessione coordinata dal professor Fabio Ciracì ha ospitato la testimonianza di Gennaro Giudetti, operatore umanitario in zone di guerra, seguito dal dialogo con la professoressa Anna Rita Gabellone sui temi dell’emergenza, della vulnerabilità e delle responsabilità della cura. La giornata si è chiusa con la mostra fotografica dello stesso Giudetti, dedicata ai bambini palestinesi: un percorso visivo capace di trasformare la testimonianza in memoria condivisa. Nel corso della mattinata è stato inoltre presentato il volume “Ricerca, patrimonio, responsabilità pubblica. Un decennio di idee e proposte per una politica della ricerca sui beni culturali” di Daniele Malfitana, introdotto dal professor Rizzello.
La terza giornata ha aperto una riflessione sulle prospettive decoloniali e le trasformazioni sociali contemporanee. Nella sessione coordinata dalla professoressa Rosa Parisi, l’intervento della professoressa Farnaz Farahi ha affrontato la realtà sociale iraniana e la questione femminile, mentre il dialogo con la professoressa Paiano ha approfondito il tema della decolonialità come spazio di rilettura critica del presente. La giornata si è conclusa con la sessione poster, in cui allieve e allievi della Scuola hanno presentato lavori originali sui temi delle trasformazioni contemporanee, con premiazione finale alla presenza della direttrice Rinaldi.
Il progetto SAFI3 ha accompagnato il workshop con una serie di iniziative parallele che ne hanno ampliato la portata formativa e scientifica. Il 5 e 6 giugno, presso lo Studium 6 dell’Università del Salento, si è tenuto il seminario “Infrastrutture e società. Prospettive transdisciplinari del rischio”, promosso nell’ambito del Corso di perfezionamento in Crisis and Disaster Risk Management diretto dal professor Gianpasquale Preite: due giornate di confronto tra docenti, ricercatori e professionisti sui temi di governance, sostenibilità, sicurezza e resilienza. Si è concluso inoltre il Master di I livello ARMS4VALUEinSMEs, diretto dal professor Andrea Venturelli, con un workshop finale dedicato alla trasformazione digitale, alla sostenibilità e alla gestione della complessità nelle piccole e medie imprese.
Con questo evento, la Scuola Superiore ISUFI conferma la propria vocazione interdisciplinare e internazionale, e rinnova l’impegno nel promuovere modelli formativi aperti, capaci di affrontare la complessità del mondo contemporaneo attraverso il dialogo tra competenze e prospettive diverse.
«Questo workshop rappresenta il punto di arrivo di un percorso che ha messo alla prova la nostra convinzione più profonda: che la complessità del presente non si affronta con un solo sguardo disciplinare, ma con la capacità di tenere insieme prospettive diverse. Vedere allieve e allievi – commenta la direttrice ISUFI, Rinaldi – confrontarsi con studiosi di fama internazionale su temi come il clima, le emergenze umanitarie e le trasformazioni sociali è la conferma più concreta del valore di ciò che ISUFI fa ogni giorno».
«SAFI3 – aggiunge la professoressa Imperiale – ha avuto l’ambizione di costruire non solo un programma formativo, ma un ecosistema di ricerca e innovazione che sopravviva al progetto stesso. Il workshop conclusivo ha dimostrato che quella scommessa era fondata: le reti costruite, i laboratori potenziati, i percorsi avviati sono patrimonio dell’Ateneo e continueranno a produrre risultati. È questo il senso più autentico della terza missione universitaria».

