HomeAtenei SudUniv. ParthenopeAbilità linguistica in francese. Lingue straniere, sbagliando si impara

Abilità linguistica in francese. Lingue straniere, sbagliando si impara

Sbagliando si impara è il mantra con cui la prof.ssa Maria Giovanna Petrillo, docente di Lingua Francese, accoglie le matricole di Economia e Commercio (canale A-L) convinta che la paura dell’errore sia il primo ostacolo da abbattere: “Gli italiani hanno molta paura di compiere errori quando si tratta di lingue straniere, ma bisogna commettere questi errori, perché solo così sarà impossibile fare progressi”.

Alla base c’è un metodo che rovescia l’idea tradizionale di lezione di lingua: “L’approccio è comunicativo e privilegia un apprendimento sistemico-interazionista che mette al centro lo studente e la studentessa, molto lontano dal vecchio approccio nozionale-traduttivo”. Alla didattica frontale si affiancano “estratti di film e video in lingua francese” ed esercitazioni che coinvolgono singoli e gruppo classe, dentro una cornice più ampia: “Impieghiamo una didattica innovativa, per esempio flipped classroom, microattività di peer learning e l’uso di strumenti digitali interattivi, per favorire la partecipazione.

Ogni lezione diventa dunque una sorte di laboratorio esperienziale”. Ovviamente, la lingua francese viene “calata nei contenuti propri del percorso di Economia; ci occupiamo, per esempio, anche di e-commerce dell’economia in Francia per promuovere anche la scelta di un eventuale meta Erasmus”, racconta Petrillo. Quest’anno il gruppo classe offre un banco di prova in più: “Nella mia classe ci sono due studentesse francesi in Erasmus che hanno deciso di frequentare il mio corso di abilità linguistica in Lingua Francese proprio perché vogliono vedere come la loro lingua viene insegnata in un altro Paese”.

Una presenza che arricchisce anche gli altri, “per una prospettiva diversa”.
C’è poi da fare una puntualizzazione: non tutti partono dallo stesso livello, tra chi arriva già con basi di francese e chi non lo ha mai studiato. Per questi ultimi, la docente indica una strada concreta: “Sempre gratuitamente, integriamo delle ore di didattica. I ragazzi possono frequentare delle ore in più proprio per mettersi al pari e rafforzare la loro preparazione”. Sui numeri, la docente è ottimista: “C’è una ripartizione abbastanza equa tra inglese e francese. Al momento, nelle prime settimane del mio corso, gli studenti sono una sessantina e, sulla base dell’esperienza degli anni precedenti, sono convinta che cresceranno nel corso del semestre”.

La spinta internazionale, intanto, attraversa tutto l’Ateneo: il Centro Linguistico d’Ateneo, recentemente riattivato, offre corsi gratuiti di italiano agli studenti stranieri in arrivo e attività per chi parte in Erasmus. “Ultimamente, per volontà ovviamente del Rettore Garofalo, noi docenti di Lingue stiamo remando verso un’università che sia sempre più internazionale”, sottolinea Petrillo, che porta in aula anche incontri con studiosi stranieri: “Cerchiamo proprio di essere moderni, di adattarci all’epoca contemporanea, di non impartire programmi obsoleti”.

Il consiglio per chi muove i primi passi tra università e lingua straniera è uno solo: viverla, non solo studiarla: “Quando si può, l’università va vissuta e va frequentata e bisogna fare molta conversazione, magari stringendo amicizia con studenti francesi”. Anche fuori dai libri di testo la lingua si allena ogni giorno, tra film, canzoni e social: “Con i nuovi mezzi e con le piattaforme è molto più facile rispetto alla vecchia generazione imparare una lingua”. E per chi vuole andare oltre l’aula, il suggerimento non cambia: “Per il perfezionamento linguistico consiglio sempre l’Erasmus”.

Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli

Ateneapoli – n.16 – 2026 – Pagina 37

ARTICOLI CORRELATI

Ultime uscite