Alla Camera dei deputati la lectio magistralis di Silvia Bigliazzi, direttrice del centro di ricerca Skené, in vista del congresso mondiale shakespeariano
La voce della ricerca dell’Università di Verona arriva alla Camera dei deputati con una lezione magistrale dedicata a uno dei più grandi patrimoni culturali condivisi a livello internazionale: Shakespeare e il suo rapporto con Verona e il Veneto.
Martedì 7 luglio, nella Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei deputati, Silvia Bigliazzi, ordinaria di Letteratura inglese e direttrice del centro di ricerca Skené di ateneo, ha tenuto, su invito del presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, la lectio magistralis “Shakespeare, Verona e il Veneto: mito, memoria e immaginario”.
L’appuntamento anticipa il grande evento internazionale che porterà a Verona, dal 20 al 26 luglio 2026, studiosi e studiose da tutto il mondo per il 12° Congresso mondiale shakespeariano, organizzato dal Centro di ricerca Skenè dell’Università di Verona.
Ad aprire l’incontro è stato Emanuel Stelzer, del dipartimento di Lingue e letterature straniere, che ha illustrato il rapporto tra Verona, il Veneto e il patrimonio culturale shakespeariano, evidenziando come il territorio veneto sia stato fondamentale nella costruzione dell’immaginario legato al drammaturgo inglese e alle sue opere.
Al centro della lezione della professoressa Bigliazzi è stato Romeo and Juliet, una delle tragedie più conosciute e rappresentate di Shakespeare, riletta come spazio di confronto tra mito, memoria e costruzione dell’identità. Verona emerge non soltanto come luogo narrativo della vicenda, ma come uno spazio simbolico in cui si intrecciano conflitto, appartenenza e trasformazione sociale.
“Il rapporto tra Shakespeare e il Veneto – ha spiegato Bigliazzi – nasce dalla circolazione europea delle fonti italiane e dalla tradizione novellistica rinascimentale. Verona diventa così non un semplice sfondo della tragedia, ma un luogo in cui il conflitto tra gruppi, valori e identità si trasforma in una riflessione universale sul rapporto tra individuo e comunità”.
La lectio magistralis ha proposto una lettura della tragedia capace di andare oltre il mito dell’amore impossibile, mettendo in luce il tema della tensione tra appartenenza e libertà individuale. La vicenda di Romeo e Giulietta diventa così una riflessione sul modo in cui gli individui costruiscono la propria identità all’interno di sistemi sociali segnati da contrapposizioni e conflitti.
Il World Shakespeare Congress 2026 porterà a Verona la comunità mondiale degli studiosi di Shakespeare, confermando il legame tra la città e uno degli autori più influenti della cultura occidentale. Un dialogo tra ricerca, patrimonio culturale e territorio che trova nella città scaligera uno dei suoi luoghi simbolici più riconosciuti.

