HomeAtenei NordUniv. di Verona25 anni di Medicina di laboratorio a Verona

25 anni di Medicina di laboratorio a Verona

Dalle prime innovazioni diagnostiche degli anni Duemila alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale e della medicina di precisione, la Medicina di laboratorio ha attraversato un quarto di secolo di profonde trasformazioni. Venticinque anni di ricerca, didattica e sviluppo tecnologico che hanno cambiato il modo di diagnosticare le malattie e supportare le decisioni cliniche. Un percorso che l’Università di Verona e i principali protagonisti del settore hanno attraversato martedì 9 giugno nell’aula magna De Sandre del policlinico di Borgo Roma, in occasione del convegno “25 anni di Medicina di laboratorio: storia, attualità e orizzonti futuri”, promosso dalla Società italiana di biochimica clinica e biologia molecolare clinica (Sibioc) in collaborazione con l’ateneo scaligero.

Il convegno è stato aperto da Chiara Leardini, rettrice dell’Università di Verona.  Sono poi seguiti gli interventi, tra gli altri, di Giuseppe Lippi, preside della facoltà di Medicina e direttore della Medicina di laboratorio di Verona, Paolo Petralia, direttore generale dell’Aoui, e Stefano Nicola dirigente di Azienda Zero della Regione Veneto.

“Venticinque anni sono un traguardo che merita di essere celebrato con la stessa serietà scientifica che ha contraddistinto ogni singolo anno di questo percorso – ha esordito la Rettrice. L’Università non è, e non può essere, un osservatore esterno rispetto alla Medicina di laboratorio. Sul fronte della ricerca, i laboratori universitari sono stati il luogo in cui tecniche che oggi consideriamo routine sono nate come scommesse scientifiche, coltivate con pazienza e rigore. Le nostre ricercatrici e i nostri ricercatori, qui a Verona, hanno contribuito a scrivere pagine fondamentali di questa storia”.

“L’evento è un’occasione di riflessione storica e scientifica rivolta ai professionisti del settore, evidenziando le tappe salienti che hanno seguito l’evoluzione delle pratiche diagnostiche, della tecnologia e dell’organizzazione laboratoristica – ha confermato Lippi –. I due momenti principali della giornata guardano, da un lato, a una retrospettiva sugli sviluppi degli ultimi 25 anni e, dall’altro, alla proiezione verso il futuro della disciplina con l’obiettivo di individuare le prospettive di crescita, le potenzialità delle nuove tecnologie e le sfide emergenti”.

“La discussione della dimensione scientifica all’interno di un’Azienda ospedaliera universitaria integrata, non solo nel nome ma anche nella quotidianità, è l’obiettivo primo delle società scientifiche e degli operatori che, in modo sinergico, costruiscono il sapere – ha ricordato Petralia –. La speranza è che, a 25 anni dalla nascita della Medicina di laboratorio, quest’occasione sia importante in termini di rilancio: è fondamentale uno sguardo in avanti che sia significativo, a cui ciascuno di noi è chiamato a partecipare in modo attivo e allo scopo di apportare un miglioramento positivo al lavoro svolto finora”.

”La giornata di oggi rappresenta un’ottima occasione per raccontare l’importanza che il settore della Medicina di laboratorio ha per la programmazione sanitaria della Regione Veneto. Si tratta di un ambito economicamente rilevante, spinto da forti innovazioni tecnologiche. L’evento permette anche di presentare alcuni dei dati che il settore apporta alla Regione e il modo in cui essa lo fotografa e lo osserva – ha affermato Nicola –. Colgo l’occasione per ringraziare l’Università di Verona e, in particolare, il dipartimento di Management, con cui collaboriamo da molti anni. Dal futuro ci aspettiamo una spinta verso una maggiore concentrazione e un maggiore impatto delle economie di scala, utili a sostenere il sistema e ad aumentare il benessere economico”.

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