Primo premio a Federico Carraro, Ingegneria Gestionale, Alice Ghiaroni, Biotecnologie Industriali, Giulia Savio, Biologia Molecolare, Elena Tadiello, Geologia, e Umberto Guerra, Biotecnologie Industriali che hanno risolto la sfida lanciata da ENI di identificare un sistema di sensoristica avanzato per il monitoraggio in tempo reale di emissioni odorigene (non inquinanti) percepibili in complessi industriali. Il premio dell’importo di 2.500 euro è stato consegnato da Monica Fedeli, Prorettrice con delega alla Terza missione e rapporti con il territorio, e Mauro Conti, delegato ai Rapporti con le imprese per l’Università di Padova.
Il C_Lab Padova, dove C sta per “contamination”, è un progetto di contaminazione multidisciplinare grazie al quale giovani talenti con background e profili formativi diversi hanno imparato a confrontarsi e dialogare in un processo di condivisione delle idee rispondendo alle sfide lanciate da dodici aziende.
Dodici i team che hanno partecipato e risposto alle challenge lanciate dalle aziende (Almaviva Bluebit, Banca Annia, Camera di Commercio, Carraro SPA, Eni S.p.a, ENSYS, Gruppo Veronesi, Intesa San Paolo, Maxfone, Miti Srl, PWC e Rete Luce in Veneto), affrontando una vasta gamma di tematiche chiave dell’innovazione: Market Intelligence, Human-Centric AI, Digital Project Governance, Social Intranet Modernization, valorizzazione del territorio e sostenibilità.
«Partecipare a questa esperienza ha rappresentato per il nostro team un’importante occasione di crescita e di confronto, resa ancora più significativa dalla soddisfazione di ottenere il primo posto con la nostra idea.
Lavorare su un caso reale proposto da un’azienda di riferimento nel settore energetico come Eni ci ha permesso di comprendere quanto la multidisciplinarità e l’integrazione di competenze diverse siano fondamentali per sviluppare soluzioni innovative – è stato il primo commento dei ragazzi del Team ENI -. Abbiamo contribuito con un’idea fondata sull’innovazione, la sostenibilità e la collaborazione con le comunità locali, mostrando come l’unione tra mondo universitario e industriale possa generare un impatto positivo e concreto»
«Il Contamination Lab rappresenta un esempio concreto di come l’Università possa creare spazi di incontro tra saperi, persone e imprese, valorizzando il talento delle studentesse e degli studenti e favorendo la nascita di idee innovative capaci di rispondere alle sfide del presente e di anticipare quelle del futuro – dice Monica Fedeli, Prorettrice alla Terza Missione e relazioni con il territorio dell’Università di Padova -. La contaminazione tra discipline, esperienze e punti di vista è il motore dell’innovazione: è dall’incontro tra prospettive diverse che nascono le idee più originali, le competenze più solide e le soluzioni necessarie per affrontare la complessità del nostro tempo».
«Quest’anno le dodici squadre hanno affrontato problemi che sembrano non avere nulla in comune: l’intelligenza artificiale nelle banche, i sensori per gli odori di uno stabilimento, il packaging, l’illuminazione, la comunicazione dentro una fabbrica.
Come Responsabile Scientifico del Progetto C_Lab Padova – aggiunge Marco Ghitti – ciò che trovo più significativo è che quasi tutte, partendo da discipline diverse, siano arrivate alla stessa intuizione: che al centro di ogni soluzione tecnica c’è sempre una persona. Un’intelligenza artificiale che accompagna il cliente invece di sostituirlo; una rete aziendale che restituisce voce a chi ne era rimasto escluso; la consapevolezza che certi progetti non falliscono per ragioni tecnologiche, ma umane. È questo il risultato che mi interessa di più: non solo aver fatto dialogare competenze lontane, ma anche aver formato giovani capaci di ricordare, mentre innovano, per chi lo stanno facendo».
Al secondo posto con premio di 2.000 euro è stato vinto da Mattia Favretto, Ingegneria Informatica, Annafabia Gai, Computer Engineering, Raluca Ghet, Clinical, Social and Intercultural Psychology, Dimitri Silvestrin, Ingegneria meccanica, e Niccolò Tonetto, Control Systems Engineering che hanno accettato la sfida di di Carraro Group di trasformare la loro intranet in una ESN moderna che connetta tutti i dipendenti, centralizzi i servizi e crei comunicazione bidirezionale, bilanciando costi di licenza, sicurezza e adoption culturale.
«Siamo entusiasti di condividere questo risultato con tutta la comunità universitaria. Questa competizione è stata molto più di una sfida: è stata un’occasione per mettere alla prova le nostre capacità di lavorare sotto pressione, di ascoltarci a vicenda e di costruire qualcosa insieme partendo da idee diverse. Un ringraziamento speciale va all’Università di Padova per aver creato spazi come questo, dove i talenti hanno modo di confrontarsi e crescere davvero – hanno detto i ragazzi del Team Carraro -.
E un ringraziamento di cuore va agli altri team: competere con persone così preparate, collaborative e amichevoli ha reso questo secondo posto ancora più significativo. Essere stati selezionati tra loro è già di per sé un riconoscimento. La cosa che portiamo a casa con più gratitudine è l’aver avuto l’occasione di essere circondati da 60 menti giovani e brillanti. È questo, alla fine, il valore più grande di esperienze come queste».
«Siamo orgogliosi del risultato raggiunto dal team che ha sviluppato la challenge Carraro, distinguendosi in un contesto che ha visto confrontarsi aziende e progetti di grande livello. Il valore di questo lavoro – sottolineano dall’azienda Carraro – non sta solo nel progetto presentato, ma nel metodo con cui si è arrivati al risultato: ascolto, confronto e la volontà di guardare la stessa sfida da punti di vista differenti. Per Carraro, iniziative come questa rappresentano un’opportunità preziosa per confrontarsi con i protagonisti del futuro promuovendo collaborazione, innovazione e apertura a nuove prospettive. Ai membri del team va il nostro più sincero ringraziamento: ci avete colpito per impegno, competenza e capacità di lavorare insieme. È stato un piacere accompagnarvi in questo percorso e condividere con voi questo importante successo.
Infine al terzo posto, con 1.500 euro di premio, si sono classificati Marta Basso, Osteopatia, Mattia Bertolassi, Accounting, Finance and Business Consulting, Alice Daldoss, Scienze e Tecniche Psicologiche, e Luisa Franchin, Strategie di comunicazione, che hanno risolto la challenge di Banca Annia di trasformare la banca da istituzione tradizionale a piattaforma generativa di futuri per i giovani (bisogni emergenti).
«Partecipare al Contamination Lab Padova” – dichiara il Direttore Generale di Banca Annia, Dott. Andrea Binello – è stata per noi un’esperienza di grande valore. Confrontarci con giovani talenti, capaci di interpretare il futuro con competenza, creatività e concretezza, ci ha offerto spunti preziosi per ripensare il rapporto tra banca, tecnologia e persone. Siamo particolarmente orgogliosi del risultato raggiunto dal Team Banca Annia, che ha conquistato un meritatissimo terzo posto, dimostrando come il dialogo tra università e impresa possa generare idee innovative e opportunità concrete per il futuro».
Anche Smact ha proposto una menzione speciale vinta da Isacco Bortolotto, Electrical Engineering, Riccardo Covolo, Energy Engineering, Leonardo Pierini, Cognitive Science, Anna Sedazzari, Physics, e Mattia Zabeo, Management Engineering, per trasformare l’interazione con la piattaforma IDA (Invio Dati Automatico) da passiva ad attiva e proattiv, integrando un AI Copilot capace di interpretare dati industriali complessi, supportare utenti con competenze e ruoli diversi e agire in tempo reale sui processi operativi, ma senza tradire i vincoli di privacy del dato, di sostenibilità economica per le PMI e di sicurezza tipici del manifatturiero. Il riconoscimento consisteva in 250 punti a ciascun componente del team vincitore dato da Smact a MAXFONE riscattabili attraverso i punti digitali messi a disposizione su Open SMACT, la piattaforma di Open Innovation del Nord-Est.
Obiettivo principale di C_Lab Padova è creare un ambiente stimolante per lo sviluppo di una mentalità imprenditoriale e di progetti innovativi e promuovere l’interdisciplinarità, la diffusione di nuovi modelli di apprendimento e la collaborazione tra studentesse e studenti di discipline diverse con docenti, imprese e associazioni del territorio, attraverso la formazione di gruppi che, come ogni anno, hanno lavorato attivamente su progetti a carattere multidisciplinare per la realizzazione di servizi innovativi e soluzioni per aziende e territorio. C_Lab rientra nel campo di applicazione e di ricerca dell’Entrepreneurship Education, in linea con lo spirito di creazione della cultura d’impresa della Commissione Europea.

