Le evidenze rilevate dal XXVIII Rapporto sul Profilo e sulla Condizione Occupazionale dei laureati da AlmaLaurea 2026www.almalaurea.it restituiscono per l’Università degli studi di Bergamo un quadro complessivamente positivo e articolato: crescono il numero dei laureati, la regolarità degli studi e le esperienze internazionali, mentre l’occupazione dei laureati di secondo livello si conferma superiore alla media lombarda. Il Rapporto sui Percorsi di laurea ha coinvolto 4.159 laureati UniBg del 2025, di cui 2.525 di primo livello, 1.430 magistrali biennali e 204 a ciclo unico.
In particolare, rispetto al profilo dei laureati si rileva:
– Il 58,3% dei laureati proviene da un liceo, dato in lieve calo rispetto al 59,8% della rilevazione precedente; i diplomati tecnici sono il 31,2%;
– La quota di laureati con cittadinanza estera è pari al 5,8%, con un valore che sale all’11,8% tra i magistrali;
– Migliora la regolarità degli studi: il 65,0% dei laureati termina il percorso in corso, rispetto al 61,9% della rilevazione precedente. Il dato UniBg è superiore al totale nazionale, pari al 60,4%, e si colloca poco sotto il dato lombardo, pari al 67,1%;
– Continua a crescere l’internazionalizzazione: il 12,3% dei laureati ha svolto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea, rispetto al 10,6% della rilevazione precedente. Tra i magistrali biennali la quota arriva al 20,4%, e al 25,2% considerando anche le esperienze svolte nel precedente triennio;
– Resta elevata la quota di studenti che lavorano durante gli studi: l’82,9% dei laureati UniBg ha svolto un’attività lavorativa durante il percorso universitario, un valore nettamente superiore al dato nazionale, pari al 68,0%, e a quello lombardo, pari al 78,6%.
Anche la soddisfazione complessiva per l’esperienza universitaria si mantiene alta: l’89,7% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza svolta, il 90,7% del rapporto con il corpo docente e l’84,8% delle attività didattiche. Il 70,0% sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo.
Rispetto agli esiti occupazionali dei laureati (riferiti ai laureati 2024 a un anno dal titolo e ai laureati 2020 di secondo livello a cinque anni) l’indagine AlmaLaurea ha riguardato complessivamente 6.807 laureati dell’Università di Bergamo.
Per le Lauree Triennali, il 60,3% dei laureati di primo livello prosegue con un corso di secondo livello, dato sostanzialmente stabile rispetto al 60,6% della rilevazione precedente e sensibilmente superiore al dato lombardo, pari al 49,9%. Il tasso di occupazione (si considerano occupati tutti coloro che sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) a un anno dal titolo è dell’81,7%: un valore in linea con il dato nazionale, pari all’81,2%, e inferiore al dato lombardo, pari all’85,0%. La retribuzione mensile netta è di 1.399 euro e il 53,6% considera la laurea molto efficace o efficace per il lavoro svolto.
Per i laureati di secondo livello, a un anno dal titolo il tasso di occupazione è pari all’86,6%, superiore al dato lombardo, pari all’84,9%. La retribuzione mensile netta è pari a 1.499 euro, sostanzialmente allineata al dato nazionale di 1.495 euro. Il 64,5% degli occupati considera la laurea molto efficace o efficace per il lavoro svolto.
A cinque anni dalla laurea, il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello raggiunge il 96,1%, sopra la media lombarda, pari al 95,5%. Cresce anche la quota di contratti a tempo indeterminato, pari al 69,3% rispetto al 67,5% della rilevazione precedente, e superiore al dato lombardo, pari al 56,5%. Le retribuzioni arrivano in media a 1.938 euro mensili netti, sopra il dato nazionale di 1.903 euro e poco sotto quello lombardo di 1.967 euro. Il 65,1% ritiene la laurea molto efficace o efficace per il lavoro svolto, in aumento rispetto al 63,9% della rilevazione precedente.
Per quanto riguarda il settore di impiego dei laureati di secondo livello a cinque anni, il 75,2% lavora nel privato, il 18,3% nel pubblico e il 5,9% nel non-profit. La quota del privato cresce rispetto alla rilevazione precedente, pari al 73,2% nel 2024, e del non-profit, pari al 4,8%, mentre quella del pubblico diminuisce rispetto al 21,9% nel 2024. L’ambito dei servizi assorbe il 74,8% degli occupati, l’industria il 24,3%; l’85,6% lavora in Lombardia, l’8,7% in un’altra regione italiana e il 4,8% all’estero.
“I dati confermano la solidità e la capacità attrattiva dei nostri percorsi formativi – commenta la prof.ssa Giovanna Campopiano, Delegata del Rettore all’orientamento in uscita, tirocini e placement –. L’aumento del numero di laureati, accompagnato da una maggiore regolarità negli studi e da una crescente partecipazione a esperienze di mobilità internazionale, testimonia l’efficacia delle azioni messe in campo dall’Ateneo per sostenere i risultati accademici di studenti e studentesse nonché l’apertura verso contesti globali. Sul fronte occupazionale, registriamo risultati incoraggianti: il tasso di occupazione si mantiene elevato e, soprattutto, i laureati a cinque anni dal conseguimento del titolo evidenziano una retribuzione mensile netta in crescita rispetto alla precedente rilevazione. È inoltre significativo l’incremento dell’occupazione nel settore privato, segnale di una crescente capacità dei nostri laureati di rispondere alle attuali esigenze del mercato del lavoro.”

