Alla cerimonia per il centenario del conferimento del Premio Nobel a Grazia Deledda, scrittrice sarda e prima donna italiana a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1926, era presente anche Stefania Lucamante, professoressa associata di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Cagliari.
La docente, nel suo contributo, ha delineato la figura di Grazia Deledda mettendo in evidenza come la sua opera sia stata a lungo fraintesa in Italia ma valorizzata all’estero, dove viene studiata anche alla luce di approcci contemporanei (neuroscienze cognitive, teoria degli affetti).
La scrittrice, premio Nobel e figura centrale della letteratura italiana, è oggi riconosciuta come autrice capace di mettere in dialogo parola letteraria, scienze e arti visive. Tuttavia, il suo radicamento geografico e linguistico (Sardegna e “italiano periferico”) ne ha ostacolato il pieno riconoscimento in ambito nazionale, analogamente a quanto accaduto a Italo Svevo.
Di recente sia la professoressa Stefania Lucamante che Dino Manca hanno collaborato a una raccolta in lingua inglese curata da Virginia Picchietti e Angela Guiso, Grazia Deledda’s Painterly Aesthetic lavorando intorno a dei temi che oggi dichiarano l’importanza di un rapporto sempre più profondo tra la parola letteraria e quella delle scienze come delle arti visuali.
Foto e articolo provenienti da Unica Magazine, dell’Università di Cagliari

