Si intitola “Strane creature. Poeti del Novecento e contemporanei” il ciclo di seminari liberi che si svolgerà nell’aula 9 dell’edificio “Donato Valli”, dalle 11 alle 14, i prossimi 19 marzo, 23 aprile e 14 maggio. Gli incontri sono organizzati dal Dipartimento di Studi umanistici, con il coordinamento del professor Fabio Moliterni, e dal Centro di ricerca PENS – Poesia contemporanea e Nuove scritture.
“Disguidi del possibile, Figure della temporalità nella poesia del Novecento” è il titolo del primo incontro, del quale sarà protagonista Giuseppe Bonifacino dell’Università di Bari. Riccardo Donati dell’Università Federico II di Napoli sarà il relatore del secondo seminario – “Voci di donne, Figure e testi della poesia italiana contemporanea” – in programma per il 23 aprile ed Enrico Testa, accademico della Crusca e professore dell’Università di Genova sarà infine protagonista del terzo e ultimo seminario, il 14 maggio, intitolato “Lingua della poesia e poesia della lingua in Sanguineti”.
Gli incontri hanno l’obiettivo di analizzare come la poesia italiana, almeno a partire dal primo Novecento, abbia reagito alla crescente diminuzione di centralità del linguaggio lirico e alla diffusione delle nuove tecnologie, esplorando nuove forme espressive e ampliando i propri confini. Abbiamo infatti l’intreccio con il racconto e la narrativa, o il recupero di una dimensione orale, ancora molto presente nelle poetiche contemporanee. O, ancora il confronto con lo storytelling attraverso l’uso di tecniche di straniamento, parodia o riutilizzo dei linguaggi dei nuovi media.
In tutte queste sperimentazioni, dalle avanguardie di inizio Novecento fino alla scrittura di ricerca di oggi, la poesia prova a confrontarsi con i nuovi modi in cui le persone si relazionano tra loro, per capire meglio la realtà che viviamo. E continua a farlo usando forme che derivano dalla tradizione lirica, anche quando le trasforma.
«Il ciclo di seminari – dichiara il professor Fabio Moliterni – darà conto delle tendenze principali di questa ridefinizione della scrittura in versi dalla modernità agli anni Duemila (anche in riferimento agli intrecci generazionali che agiscono nel panorama contemporaneo), né verranno trascurate le questioni legate alla riformulazione dello statuto dell’io lirico, dal modernismo a Sanguineti fino alle voci femminili della poesia contemporanea».

