Sono le dottoresse Linda Albanese e Paola Colella le due vincitrici dei premi previsti dal Piano di Eguaglianza di Genere (GEP) dell’Università del Salento per le migliori tesi di dottorato dell’annualità 2023-2024. La cerimonia di premiazione si è svolta ieri mattina nella Sala del Consiglio, alla presenza della rettrice Maria Antonietta Aiello e della delegata alle Politiche di genere, Anna Maria Cherubini.
L’iniziativa, promossa dall’Ateneo nell’ambito delle attività del GEP – approvato con delibera del gennaio 2022 dal Consiglio di Amministrazione – e in collaborazione con la Scuola di Dottorato di Ateneo, ha messo a disposizione due premi del valore di € 1.000 ciascuno, destinati alle due migliori tesi di dottorato: una per l’area socio-umanistico-economico-giuridica e l’altra per l’area scientifico-tecnologica.
A seguito di un’attenta valutazione, la Commissione istituita ad hoc ha evidenziato l’elevata qualità degli elaborati, sottolineandone la solidità metodologica, l’originalità e la padronanza degli strumenti di ricerca nei rispettivi ambiti disciplinari.
La tesi della dottoressa Albanese, dal titolo “Parisi theory applied to neural networks: rigorous results for Artificial Intelligence”, analizza il legame tra la teoria degli spin glass e i modelli di reti neurali artificiali, con l’obiettivo di comprendere su basi matematiche i processi di apprendimento e memoria nei sistemi complessi. Il lavoro integra strumenti di fisica statistica e analisi rigorosa per descrivere la stabilità delle soluzioni e il comportamento collettivo dei modelli neurali, distinguendosi per coerenza metodologica e capacità di collegare concetti della fisica dei sistemi disordinati ai fondamenti dell’intelligenza artificiale.
La tesi della dottoressa Colella, intitolata “Il tesoro del Sancta Sanctorum tra documenti, storia materiale e restauro. Per una storia della seta nell’alto medioevo latino”, approfondisce la collezione di tessuti in seta proveniente dalla Cappella lateranense del Sancta Sanctorum, oggi conservata presso i Musei Vaticani. Il lavoro, di spiccata originalità e approccio interdisciplinare, combina ricerca storica e antiquaria con analisi tecnica dei frammenti e introduce il restauro virtuale come strumento innovativo per ricomporre forme e motivi decorativi perduti nel tempo. Il metodo sviluppato potrebbe avere importanti ricadute nella realizzazione di manufatti moderni destinati all’industria dell’Alta Moda.
«Questi lavori – ha dichiarato la rettrice Aiello – rappresentano un esempio straordinario di eccellenza accademica: coniugano rigore scientifico e creatività, dimostrando come la ricerca possa aprire nuove prospettive nei rispettivi campi disciplinari».
«Le dottoresse Albanese e Colella – ha aggiunto la professoressa Cherubini – confermano ancora una volta con i loro eccellenti lavori la qualità del contributo delle ricercatrici all’innovazione scientifica e culturale. Come è noto, tuttavia, è ancora presente un divario di genere nella ricerca: incoraggiare e dare visibilità al talento femminile in questo ambito sono fra le motivazioni con cui è stato istituito questo premio».

