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L’Erasmus Welcome Day tra orientamento, sorrisi e sogni internazionaliL’Erasmus Welcome Day tra orientamento, sorrisi e sogni internazionali

Un’aula che si riempie lentamente di accenti diversi, strette di mano timide che diventano subito chiacchiere, telefoni alzati per immortalare i primi momenti insieme. L’Erasmus comincia così: con l’emozione dell’arrivo e la sensazione di trovarsi tutti, improvvisamente, dalla stessa parte del mondo. Il 25 febbraio, nell’Aula Magna Matilde Serao, l’Università Parthenope ha dato il benvenuto ai nuovi studenti internazionali con l’Erasmus Welcome Day, una giornata pensata non solo per orientare, ma per accogliere davvero.

Ad aprire l’incontro è stato il Prorettore all’Internazionalizzazione Vito Pascazio, che ha invitato i ragazzi a vivere l’esperienza a tutto tondo: “Imparerete sia in aula sia fuori dall’aula. Godetevi questa esperienza e Napoli, che ha molto da offrirvi. Speriamo che possiate essere curiosi e propensi sempre alla condivisione. Vi auguriamo un fantastico semestre”. Un augurio che è quasi una promessa: l’Erasmus non è soltanto studio, ma incontro, scoperta, trasformazione. A raccontarlo con calore è anche Virginia Formisano, capo dell’Ufficio Erasmus: “Siamo felici di accogliere i nuovi studenti di questo secondo semestre. Ogni anno è diverso, i ragazzi sono diversi: noi li chiamiamo ‘i pulcini’. Li accogliamo e li guidiamo per mano fino al termine di questa bellissima esperienza di vita”.

La giornata segue un percorso pensato per farli sentire subito parte della comunità: presentazione dei Dipartimenti, incontro con i referenti, consigli pratici su corsi ed esami. Poi lo spazio alla socialità, con le attività di Erasmus Student Network: giochi, photowall, gadget e persino un assaggio di Napoli a tavola, tra pizza e gnocchi alla sorrentina. “Vi guideremo in tante avventure e alla scoperta di Napoli. Godetevi tutto appieno, ma soprattutto vivete l’università”, ricordano i volontari ESN Gennaro Verde e Riccardo Salernitano agli studenti Erasmus, sottolineando che l’esperienza passa anche, e soprattutto, dalle relazioni.

Ed è proprio nelle loro storie che l’Erasmus prende forma. C’è chi arriva con un obiettivo linguistico preciso, come Lucie Viot dalla Francia: dopo un anno in Irlanda, ora vuole migliorare l’italiano e conoscere davvero “la città, gli abitanti, la cultura”, racconta. Per Dóra Illès, da Budapest, è la realizzazione di un sogno coltivato a lungo: “Ho sempre voluto vivere in Italia”. Immagina “giorni soleggiati, felicità e una bella atmosfera”.

Altri ci sono arrivati per caso, ma con la mente aperta. Laura Coroforte, tedesca, racconta sorridendo di aver scelto Napoli quasi per errore: “Volevo andare a Vienna – dice – ma già sto amando la città”. Studierà biologia invece di psicologia: “A volte dagli errori escono cose interessanti”. Un cambio di rotta, quindi, che diventa opportunità. C’è poi chi vuole semplicemente esplorare il Sud dopo aver conosciuto il Nord Italia, come Kyara Effroy, francese, o chi ha guardato al clima e all’accoglienza, come Alexandra Čizmárová dalla Slovacchia: “La città è molto bella da vivere, le persone sono accoglienti. Anche qui in università ci hanno riservato un’ottima accoglienza”.

Il suo connazionale Adam Tízik immagina già “tante nuove amicizie ed esperienze indimenticabili”, senza dimenticare “il buon cibo napoletano”, mentre Arnaud Dauphin, dalla Francia, parla di una città “dinamica” e di un’atmosfera che lo entusiasma. Per alcuni, Napoli è addirittura un ritorno. Pablo Del Rio, da Bilbao, c’era già stato anni fa e non ha avuto dubbi: “Volevo assolutamente tornare per viverci”. Josipa Boban, dalla Croazia, ritrova qui qualcosa di familiare: “Mi ricorda la mia Split, una città del sud con un centro storico e persone molto accoglienti”.

Insomma, sogni diversi, aspettative simili: conoscere persone, imparare una lingua, mettersi alla prova, sentirsi parte di qualcosa.
Tra informazioni pratiche, risate, giochi e foto ricordo, l’Erasmus Welcome Day diventa così molto più di una semplice presentazione. È il primo capitolo di un’esperienza che promette di cambiare prospettiva, di allargare orizzonti, di creare legami che superano i confini. E mentre la giornata volge al termine una cosa è chiara: per i nuovi arrivati Napoli non è più soltanto una destinazione, ma è già un inizio.
Annamaria Biancardi

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Ateneapoli – n.4 – 2026 – Pagina 35

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