HomeAtenei SudUniv. Federico IIAttività di mediazione culturale per un approccio pratico all’apprendimento del francese

Attività di mediazione culturale per un approccio pratico all’apprendimento del francese

Portare la lingua fuori dall’aula. È l’idea che attraversa il ciclo di seminari di Lingua francese coordinato dalla prof.ssa Alexandra Khaghani, lettrice di scambio tra l’Ateneo federiciano e l’Institut français de Naples. Un percorso che intreccia scrittura creativa, incontri letterari, cinema, mostre e metodologia della ricerca, con uno scopo preciso: “Proporre un approccio pratico e partecipativo all’apprendimento del francese, attraverso attività di mediazione culturale legate a eventi letterari, artistici e istituzionali della francofonia contemporanea”.

Non solo esercizi o manuali, dunque, ma situazioni autentiche di uso della lingua: “Vogliamo offrire agli studenti un’esperienza di pratica che vada oltre l’aula universitaria accademica, proponendo un contatto più diretto con eventi culturali, incontri con scrittori, mostre”.

Il ciclo è rivolto agli studenti della Triennale in Lingue e consente di acquisire 1 credito formativo. Le ore complessive sono 25: due seminari tematici da 8 ore ciascuno e un seminario obbligatorio di metodologia della ricerca da 9 ore. Le attività possono essere distribuite nel corso del triennio: “c’è chi sceglierà di concentrarsi sui seminari linguistici nei primi anni e di seguire la metodologia al terzo, quando la tesi comincia a prendere forma”.

Tra le proposte più originali del programma c’è la partecipazione alla Dictée francophone 2026, in calendario il 17 marzo. Gli studenti hanno già concluso il lavoro di redazione del testo “a partire dalla tematica Dis-moi dix mots d’un monde à venir” per diversi livelli, “da A1 a B2”, riflettendo “sull’insegnamento del francese e sulla creatività linguistica”. Il 19 marzo sarà invece la volta dell’incontro con lo scrittore e cineasta marocchino francofono Abdellah Taïa.

Primo scrittore “ad aver parlato pubblicamente della sua omosessualità in un paese, il Marocco, dove l’omosessualità è vietata e severamente punita”. Gli studenti “parteciperanno attivamente agli scambi con l’autore”. Non semplici spettatori, ma moderatori: “Così praticano la lingua francese integrando anche competenze più trasversali e professionali”. È qui che la lingua diventa “voce pubblica, capacità di formulare domande, di gestire un dialogo”. Dal 12 marzo all’11 aprile l’Institut français de Naples ospiterà la mostra ‘Écrire en français. Histoires de langues, voyages de mots’.

Gli studenti saranno coinvolti nella presentazione e nell’animazione di visite guidate per scuole e pubblico adulto: “Un’esperienza che mette insieme lingua, organizzazione e capacità comunicativa, in un contesto culturale reale”. Il 24 aprile è in programma l’incontro dedicato al saggio ‘L’Odyssée de l’IA. Représentation et usage de l’intelligence artificielle au cinéma’ di Élodie Hachet. “Gli studenti leggeranno il libro, integralmente o per sezione, e prepareranno il dialogo con l’autrice”. Pochi giorni dopo, il 28 aprile, la riflessione si sposterà sulla serie documentaria animata ‘L’armée des Romantiques’, che attraversa figure come Victor Hugo, Honoré de Balzac, George Sand, Charles Baudelaire e Gérard de Nerval.

“In questo caso chiedo una produzione scritta: una recensione critica della serie”. Gli studenti potranno inoltre partecipare al Premio degli studenti del Festival Rendez-vous – Nuovo cinema francese, dall’8 al 12 aprile: “Visioneranno i lungometraggi selezionati, parteciperanno al dibattito con gli altri membri della giuria studentesca e produrranno una recensione del film”. Obbligatorio, infine, il seminario online di metodologia della ricerca. “Prevede la scelta e definizione di un argomento di ricerca, l’elaborazione della struttura della tesi e la redazione in lingua francese”, con una particolare attenzione “all’uso critico dell’Intelligenza artificiale”.

Il ciclo si inserisce in un contesto che la Khaghani definisce “vitalistico. C’è una vivacità dell’apprendimento e dell’insegnamento del francese molto forte al Dipartimento di Studi Umanistici”. E ricorda i doppi titoli e gli scambi attivi con Università come Bordeaux Montaigne, Toulouse Capitole e Paris-Est Créteil: “l’idea è nutrire questi rapporti anche attraverso la collaborazione con l’Institut”.
Gi. Fo.

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Ateneapoli – n.4 – 2026 – Pagina 27

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