Il Nobel dell’Acqua è Scientific Advisor dei corsi di laurea del Venice Water Lab Iuav
Andrea Rinaldo, ingegnere idraulico e accademico, è stato nominato “Veneziano dell’anno 2025”, per il suo impegno e i suoi studi e i suoi studi nel campo dell’ecoidrologia, scienza che studia le interazioni tra acqua, suolo e clima e che Rinaldo ha contribuito a fondare.
Il premio “Veneziano dell’anno”, patrocinato dall’Associazione Settemari e giunto alla 46esima edizione, è stato riconosciuto ad Andrea Rinaldo “per le competenze universalmente riconosciute nelle discipline idrauliche, suggellate da premi prestigiosi come lo Stockholm Water Prize, meglio conosciuto in tutto il mondo come il Nobel dell’acqua e importanti incarichi (…), perseguendo con autorevole determinazione la salvaguardia di Venezia proposta quale sede ideale della ricerca scientifica sugli ambienti costieri, sul controllo delle pandemie e sui cambiamenti climatici”.
Andrea Rinaldo è Scientific Advisor dei corsi di laurea avviati dall’Università Iuav di Venezia nell’ambito del Venice Water Lab – Polo dell’acqua, un nuovo hub internazionale per la ricerca e la formazione sulle sfide globali legate al mare e al ciclo dell’acqua all’interno dei sistemi di equilibrio post-sostenibili.
L’offerta formativa promossa da Iuav nell’ambito del Polo dell’Acqua comprende corsi che esplorano il tema dell’acqua in tutte le sue declinazioni: dalle infrastrutture sotto e sopra la superficie, attuali e future, alle comunicazioni fisiche, dalle energie rinnovabili di oggi e di domani alla pianificazione spaziale del mare.
Secondo Andrea Rinaldo «un polo dell’acqua a Venezia è un laboratorio naturale per lo studio del mondo che cambia e il contesto per una esperienza accademica irripetibile. L’innalzamento del livello relativo del mare, ben riconoscibile già adesso, è in via di intensificazione, ponendo un problema di sopravvivenza dell’ambiente, veneziano e non solo, nel prossimo futuro.
Oggi è fondamentale formare figure professionali capaci di spaziare tra culture tecniche, ambiti scientifici e umanistici. Percorsi accademici che garantiscano uno sguardo a 360 gradi, come quello immaginato da Iuav per il Polo dell’Acqua, mi sembrano la strada giusta».

