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Ricerca, all’Università di Trento altri 4,4 milioni di euro

L’Ateneo si aggiudica tre finanziamenti nel secondo bando del Fondo italiano per la scienza (Fis 2). Due dei progetti selezionati fanno capo al settore disciplinare delle Scienze fisiche e ingegneristiche, uno all’area delle Scienze sociali e umanistiche. Protagonisti sono Stefania Bracci, Andrea Marchese e Paolo Bonicatto.

In allegato il comunicato stampa e alcune fotografie che ritraggono Stefania Bracci, Andrea Marchese e Paolo Bonicatto (©UniTrento ph. Federico Nardelli). Una selezione più ampia di foto ( ©UniTrento ph. Federico Nardelli) è disponibile in questa cartella.

Trento, 19 dicembre 2025 – (m.r.) Importanti fonti di finanziamento dei progetti di ricerca erogati dal Ministero dell’Università e della Ricerca in base al criterio dell’eccellenza scientifica: i bandi del Fondo italiano per la scienza (Fis) sono considerati una sorta di modello italiano dei grant dell’European Research Council (Erc).

Dopo la notizia di oltre 7,9 milioni di euro assegnati a sei progetti di ricerca sul terzo bando Fis, i cui dettagli si conosceranno a gennaio, UniTrento conferma la sua capacità di attrarre risorse competitive con altre tre proposte selezionate sulla base del secondo bando del Fondo italiano per la scienza (Fis 2) per un totale di 4,4 milioni di euro. Protagonisti sono Stefania Bracci, Andrea Marchese e Paolo Bonicatto.

Come per i grant Erc, il Fis finanzia progetti di ricerca di alto profilo scientifico: gli studi in questo caso sono selezionati su scala nazionale in università o enti di ricerca e sono coordinati da un “Principal investigator”. Sono previsti tre tipi di premi, quello rivolto a ricercatori emergenti (“Starting grant”), quelli per ricercatori in carriera (“Consolidator grant”) e quelli per ricercatori senior (“Advanced grant”). Tre i macrosettori disciplinari previsti dal bando; “Life science” (le Scienze della vita), “Physical sciences and engineering” (Scienze fisiche e ingegneristiche) e “Social science and humanities” (Scienze sociali e umanistiche).

A questi due ultimi settori afferiscono le proposte scientifiche dei ricercatori e della ricercatrice dell’Università di Trento che, grazie al riconoscimento, potranno trovare concretezza.

Il progetto Fis 2 di Stefania Bracci (professoressa al Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive e al Centro interdipartimentale Mente/Cervello – Cimec) è mirato a colmare il divario tra visione biologica e artificiale, fornendo a quest’ultima una comprensione più completa della percezione umana, elemento cruciale per il progresso di diversi ambiti dell’intelligenza artificiale. Punta a rendere le reti neurali artificiali più simili alla vista umana.

Il progetto “Human-Inspired Artificial Perception” (Hiap) ha l’obiettivo di capire come il cervello interpreta ciò che vediamo in relazione alle funzioni che vogliamo compiere, e potrebbe ad esempio avere ricadute sui sistemi per le automobili a guida autonoma e sulle interfacce cervello-macchina in cui la vista riveste un’importanza significativa.
Il progetto si è aggiudicato un “Consolidator grant” nell’area “Social science and humanities” per circa 1,6 milioni di euro.

Il progetto Fis 2 di Andrea Marchese (professore al Dipartimento di Matematica) combina due prospettive matematiche, la Teoria geometrica della misura che fornisce strumenti per descrivere e analizzare forme irregolari e oggetti frammentati, e la teoria del Trasporto ottimo che spiega come la massa o l’energia si muove nel modo più efficiente possibile. Così facendo, “Singular Structures in the Geometry of Measures” (SingMeas) mira a sviluppare strumenti per comprendere le strutture nascoste delle singolarità, ricercando schemi semplici all’interno di singolarità complesse, come soluzioni a bassa dimensione, di cui la singolarità riflette la combinazione strutturale.

Rendendo visibili questi schemi, lo studio si propone di affrontare congetture matematiche rimaste irrisolte per decenni, in campi come l’Analisi metrica, la Geometria frattale, l’Elasticità e la Teoria ergodica.
La ricerca è finanziata dal Fondo con un “Consolidator grant” nell’area “Physical sciences and engineering” per circa 1,5 milioni di euro.


Il progetto Fis 2 di Paolo Bonicatto (ricercatore al Dipartimento di Matematica) si propone di studiare fenomeni di trasporto irregolari tramite l’Analisi matematica. Questi studi aiutano a comprendere i movimenti dei fluidi, come ad esempio le onde generate dal passaggio di una barca su un fiume, le correnti d’aria turbolente che seguono un aereo, il latte mescolato in una tazzina di caffè, o il sangue e la linfa che scorrono nelle vene. Per farlo, “Beyond Regularity in Differential Geometric Evolutions” (Bridge) prevede di usare strumenti quali le equazioni differenziali alle derivate parziali, affrontando le sfide legate alla mancanza di regolarità degli oggetti coinvolti nelle equazioni, e promette di aprire nuove linee di ricerca al confine tra diverse aree dell’Analisi matematica.

La proposta è finanziata con uno “Starting grant” sempre nell’area “Physical sciences and engineering” per circa 1,3 milioni di euro.
Il bando Fis 2, indetto nel 2023, ha stanziato complessivamente oltre 330 milioni di euro per progetti di ricerca di elevato contenuto scientifico, dalla durata massima di tre anni.

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